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Lo Stato delle anime

Nota 9. alla lettera undicesima di Roma Papale 1882

Il grosso libro di cui qui si parla è il libro chiamato lo stato delle anime. Ecco cosa è codesto libro. Ogni foglio è stampato a modula, ed il parroco ne riempie le caselle. Incomincia col nome della via o piazza che si rassegna; poi viene il numero civico della casa; poi il piano; siegue il numero progressivo delle famiglie, il numero progressivo degl'individui maschi, e quello delle femmine. Poi viene il nome e cognome dell'individuo, e per le donne maritate si aggiunge il cognome di famiglia alla quale appartenevano: la età, la patria, la condizione, cioè se nobile, quale sia il suo titolo, se non quale è la sua professione; poi lo stato, cioè se è maritato, celibe, vedovo, o chierico; poi se forestiere, bisogna registrare da quanto tempo dimora in Roma, da quanto tempo abita in parrocchia, in quale parrocchia abitava prima: per i giovani, registrare se sono cresimati, se hanno fatto la loro prima comunione; infine vi è una casella più grande per le osservazioni.

Al cominciare della quaresima, il parroco, accompagnato dal segrestano, incomincia il giro della parrocchia a tale scopo: e siccome sarebbe impossibile scrivere sopra ciascun individuo tante cose, così il parroco riscontra le persone, nota i cambiamenti che sono avvenuti nella famiglia: poi il sagrestano aiutato dal beccamorti, se è capace, rifà il nuovo stato d'anime sul vecchio, adattandovi i cambiamenti e le modificazioni fatte dal parroco.

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