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Riforma religiosa

Nota 4. alla lettera undicesima di Roma Papale 1882

La riforma religiosa della Chiesa romana è stata sempre il voto più ardente di tutti i buoni Italiani. Da Claudio vescovo di Torino fino ai nostri giorni, non si è predicato che la necessità di una riforma, e non si è mai ottenuto nulla. Da Dante e Petrarca scendiamo fino a Savonarola, non si trovano che desiderii di riforma religiosa. Il martirio di Savonarola non iscoraggiò i buoni Italiani dal tentarla; ma la inquisizione, rese inutili gli sforzi generosi. Abbattuta la inquisizione subentrò la indifferenza religiosa che paralizza ogni tentativo. Noi veramente non siamo per le mezze misure; ed una riforma disciplinare, lasciando in tutto il domma, come desidera il nostro abate ed i neocattolici, di cui abbiamo parlato i un'altra nota, sarebbe una mezza misura. Però noi ce ne rallegreremmo, non come di una cosa compiuta, ma come di un primo passo che incomincerebbe a mettere nelle mani del popolo il Vangelo.

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