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Cosa è la Chiesa?

Nota 8. alla lettera decima di Roma Papale 1882

Siccome forse non avremo più occasione in questo libro di parlare della Chiesa, crediamo opportuno di darne qui una nozione tanto breve, quanto ce lo può permettere una nota.

La Chiesa non è una società; l'idea di una Chiesa modellata sul tipo delle società umane, non può essere l'idea della Chiesa di Gesù Cristo. La Chiesa è nominata 104 volte nel Nuovo Testamento, e neppure una volta è nominata nel senso di una società.

Come definisce la Chiesa S. Paolo? "La casa di Dio, la Chiesa dell'Iddio vivente, la colonna e sostegno della verità" (1 Tim. III, 15). La Chiesa dunque non è una società: ogni società ha il diritto di costituirsi, e la Chiesa è costituita da Dio; ogni società ha il diritto di eleggersi gli ufficiali, e la Chiesa deve riconoscere, non eleggere quelli che Dio le dà; la società ha il diritto di scegliersi un capo, di darsi delle leggi, e la Chiesa ha il suo capo unico costituito da Dio, cioè Gesù Cristo, alla destra del Padre; ha le sue leggi immutabili nel Nuovo Testamento.

Essa non è una società, ma la casa di Dio: Dio dunque è il solo, l'unico padrone di essa, ed Egli ha costituito per capo della sua casa Gesù Cristo. Dio solo dunque ha il diritto di comandare nella sua casa, e tutti coloro che sono, per la libera sua grazia, ammessi in quella casa debbono tutti egualmente essere sottomessi alle leggi del padrone di casa. Spetta al padrone di casa e non ad altri scegliere i servi, e metterli nel loro grado; ed i servi nella Chiesa sono i ministri. Se i servi voglion farla da padroni, sono ribelli al vero padrone della casa; se alcuni di essi si sollevano sopra gli altri, sono ribelli. Ecco la idea che noi ci facciamo della Chiesa considerata come casa di Dio.

La Chiesa non è una società, ma è la Chiesa dell'Iddio vivente. Cosa vuol dire Chiesa? È parola greca che letteralmente significa assemblea: essa è un'assemblea di uomini credenti in Gesù Cristo; essa è il corpo di Gesù Cristo, ed ogni fedele non è che un membro di questo corpo di cui Gesù Cristo è la testa: vi può egli essere anarchia fra le membra di un corpo vivente? Se un membro non funziona, è un membro morto che dà noia a tutto il corpo; se un membro incangrenisce, si taglia e si getta via, acciò non corrompa tutto il corpo.

Ma questo corpo di Cristo è la Chiesa dell'Iddio vivente. Perchè dice dell'Iddio vivente? Vi sono delle case e dei palazzi che portano il nome del padrone che li ha fabbricati, sebbene il padrone non viva più; allora non è egli che comanda in quella casa, ma colui che gli è succeduto. Non è così della Chiesa; e perciò essa si chiama dell'Iddio vivente; per addimostrare che Dio non ha lasciata la sua casa ad uomini, nè ne ha commessa la cura ad un uomo; ma egli è vivente e la dirige da sè stesso.

La Chiesa è la colonna e sostegno della verità. Esaminiamo un poco questa parola di cui si è tanto abusato nella Chiesa romana. Non è bastato allo Spirito Santo il dire che la Chiesa è colonna della verità, ma ha voluto aggiungere sostegno; per indicare che essa non è una colonna trionfale, non una colonna di pompa, ma una colonna di sostegno: essa dunque ha per ufficio di sostenere la verità. La colonna di sostegno sostiene l'edificio che le è posto sopra; ma non può cangiarlo a sua voglia: la Chiesa dunque sostiene, non fabbrica la verità; sostiene, ma non cangia a sua voglia la verità. Ora cosa è la verità? Ce lo dice Gesù Cristo stesso: La tua Parola è verità. La Chiesa dunque ha per ufficio di sostenere la Parola di Dio, e non può mettere in luogo di essa la parola de' papi, de' concilii, della tradizione. Ecco dunque qual è la vera Chiesa cristiana! quella che è casa di Dio, che non riconosce per capo se non che Colui che è stato costituito da Dio, cioè Gesù Cristo, che non riconosce altre leggi che quelle poste dal padrone di casa; quella che è la Chiesa dell'Iddio vivente; quella che ritiene e sostiene la Parola di Dio tal quale essa la ha ricevuta.

Se poi si vuol considerare la Chiesa come una società, non la mettiamo al livello di una società umana; così facendo, negheremo la sua divinità: essa è una società, se si vuole; ma fondata da Dio, presieduta da Gesù Cristo, il quale non ne è il Presidente onorario, ma il capo effettivo, il quale la regge, il quale solo ha il diritto di legislazione; ed ha lasciato soltanto ai suoi membri il diritto, anzi il dovere di esercitare la disciplina, secondo le leggi date da lui. Quando si organizza una Chiesa al modo della Chiesa romana, essa sarà più o meno conforme ad una società umana; ma non sarà la Chiesa di Gesù Cristo.

Ma se il potere delle chiavi è dato a tutti i veri Cristiani, dice il nostro abate, non vi sarà più distinzione di vescovi, di preti, di laici; non vi sarebbe più gerarchia.

La gerarchia ecclesiastica, noi rispondiamo, sarebbe un gran bene che non esistesse nel Cristianesimo; perchè essa non è stata istituita da Gesù Cristo, ma dagli uomini che da servi sono voluti divenire padroni. Gesù Cristo ha stabiliti i suoi ministri, cioè i suoi servitori nella Chiesa: e se consideriamo l'andamento della Chiesa apostolica, noi troviamo che nella Chiesa vi erano gli anziani, i diaconi, e gli altri ministri; ma che l'autorità era esercitata non da loro, bensì dall'assemblea. Noi non troviamo mai nella Bibbia la distinzione fra chierici e laici. Troviamo bensì nella Bibbia un clero mhd' wz katakurieuontez tvn klhrwn non come signoreggiando sul clero (1 Pietr. V, 3): ma il clero non sono i vescovi nè i preti, bensì la eredità del Signore, cioè la Chiesa; ed appartengono al clero tutti coloro che appartengono alla Chiesa, cioè i veri Cristiani. Così nei primi tempi erano chiamati ecclesiastici tutti quanti i Cristiani, perchè appartenenti alla Chiesa.

Ma ciò non vuol già dire che nella Chiesa vi sarebbe anarchia. Se la Chiesa è la casa di Dio, è impossibile in essa la anarchia, ma vi deve essere l'ordine; però non un ordine stabilito dagli uomini ed a profitto di alcuni, ma l'ordine stabilito da Dio stesso a profitto dell'intero corpo.

La potestà delle chiavi, secondo la Chiesa romana, è privilegio esclusivo dei preti, e dà ai preti il potere di aprire e chiudere il cielo a chi essi vogliono, secondo i loro capricci, e senza controllo alcuno; ma non è così che quel potere è inteso nel Vangelo. Gesù lo dà a tutti i suoi discepoli, e si esercita non in via giudiziaria ed a capriccio, ma facendo da ambasciadori di Cristo verso i peccatori. Ecco come San Paolo spiega questo potere che si deve esercitare da ogni Cristiano: "Se dunque alcuno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate; ecco tutte le cose son fatte nuove. Or il tutto è da Dio che ci ha riconciliati a sè per Gesù Cristo; ed ha dato a noi (a tutti i Cristiani) il ministerio della riconciliazione: conciossiachè Iddio abbia riconciliato il mondo a sè in Cristo, non imputando loro i loro falli; ed abbia posta in noi la parola della riconciliazione (la parola della riconciliazione è il Vangelo; e Dio lo ha posto, anzi come dice S. Giacomo, lo ha innestato, in tutti i Cristiani). Noi dunque facciam l'ambasciata per Cristo, come se Iddio esortasse per noi; e vi esortiamo per Cristo: siate riconciliati a Dio" (2 Cor. V, 17-20). Chiunque accetta volentieri l'ambasciata riceve la riconciliazione, la remissione de' peccati da Dio, per mezzo dell'uomo, che è non giudice, ma ambasciadore: chi la ricusa non solo non riceve la remissione dei peccati; ma quei peccati gli sono ritenuti, ed ai peccati vecchi aggiunge il nuovo peccato, di avere, cioè, dispregiata l'ambasciata di Dio che lo chiamava alla riconciliazione.
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