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Concili e papi che si contradicono

Nota 4. alla lettera decima di Roma Papale 1882

Citeremo soltanto alcuni esempli di Concili che hanno insegnato dottrine contradditorie. Vi è un decreto del Concilio di Neocesarea riportato nel diritto canonico (22 p. caus. 31, q. cap. De his), nel quale sono vietate le seconde nozze; che il Concilio di Trento permette. Noi non diciamo che il Concilio di Trento in questo abbia torto; ma solo constatiamo la contraddizione de' due Concili. Il Concilio di Granges dice che un prete può benissimo essere prete, ed esercitare il suo ufficio di prete, essendo ammogliato; parecchi altri Concili fino a quello di Trento dicono l'opposto.

Il Concilio Niceno (325) condanna la eseresia ariana: il Concilio di Tiro finito a Gerusalemme, dieci anni dopo, annulla la decisione di Nicea ed assolve Ario da quel Concilio condannato. Nell'anno 340, il Concilio di Antiochia assolve di nuovo Ario, e proclama la dottrina ariana; ma nel 341 il Concilio di Sardi ristabilisce la dottrina nicena, e condanna quella di Gerusalemme e di Antiochia. Però il Concilio di Rimini, tenuto poco dopo, condanna il Concilio Niceno, e ristabilisce l'Arianesimo.

Il Concilio di Efeso (430) condanna Nestorio ed Eutiche come eretici, e condanna la loro dottrina; nel 449, un altro Concilio di Efeso proclama vera la dottrina di Eutiche condannata nel Concilio precedente.

Nel 754 un Concilio generale di Costantinopoli chiama il pane ed il vino della S. Cena la immagine del corpo di Gesù Cristo; ma i Concili di Laterano, di Costanza, e di Trento condannano quella dottrina, e dichiarano eretici coloro che la sostengono.

Il Concilio di Costantinopoli (754) condanna espressamente il culto delle immagini; ed il Concilio Niceno II (787) ordina quel culto che il Concilio antecedente aveva anatematizzato. Il Concilio di Francforte (794) condanna di nuovo il culto delle immagini approvato dal Concilio di Nicea; ed il Concilio di Trento richiama in vigore il decreto del Concilio di Nicea, condannato dal Concilio di Francforte.

Il Concilio di Costanza (1414) proibisce ai laici la comunione sotto le due specie; ed il Concilio di Basilea (1431) la ordina. Il Concilio Fiorentino la permette ai Cattolici greci, e la vieta ai Cattolici latini.

Il Concilio di Basilea e quello di Costanza definiscono che il Concilio è superiore al papa; il Concilio Lateranense V definisce che il papa è superiore al Concilio.

Questi pochi esempi bastino per vedere quanto sia fallace la regola de' teologi romani di cercare la verità ne' Concili. Vediamo ora brevissimamente se le infallibili decisioni dei papi sieno esenti da tali contraddizioni.

Papa Ormisda nel 514 condanna come eretici certi monaci della Scizia, perchè sostenevano che uno della Trinità aveva sofferta la morte della croce; ma papa Giovanni II nel 532 dichiara que' monaci ortodossi, e la loro proposizione, infallibilmente condannata e dichiarata eretica dal suo predecessore, è da lui infallibilmente approvata e dichiarata ortodossa.

Papa Liberio approva la eresia ariana, già infallibilmente condannata da' suoi predecessori, e da lui stesso; e condannata poi dai suoi infallibili successori.

Papa Onorio I approva ed insegna la eresia de' monoteliti, papa Vigilio la eresia degli eutichiani, in contraddizione co' loro predecessori e successori, che condannavano quelle eresie.

Papa Gregorio I detto il Grande condannava il primato del vescovo di Roma, e non voleva che egli fosse chiamato Vescovo universale; ma papa Gregorio VII decretava con la stessa infallibilità di Gregorio I che il vescovo di Roma è e deve essere chiamato Vescovo universale.

Non la finiremmo mai se volessimo indicare solamente le contraddizioni de' papi; ma questi esempi bastino per dimostrare con quanta ragione il nostro Valdese diceva di non potere riconoscere tali autorità.
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