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Come i Protestanti interpretano la Bibbia

Nota 2. alla lettera decima di Roma Papale 1882

I Protestanti, come abbiamo detto in una nota alla prima lettera, non interpretano la Bibbia a loro capriccio, come dicono i preti; ma conciliano mirabilmente l'autorità assoluta della Bibbia, con la libertà dell'uomo; ed ecco come. In tutte le cose essenziali, cioè necessarie a salvezza, non vi è nessuno che possa darne autorevole interpretazione. Dio ordina e l'uomo non deve interpretare, ma ubbidire. E se per avventura in coteste cose si trova un qualche passo non abbastanza chiaro, si ricorre ad altri passi più chiari; e così è Dio che interpreta sè stesso, non l'uomo che interpreta Dio. Nelle cose poi non necessarie a salvezza, i Protestanti insegnano che ciascuno deve regolarsi secondo i dettami della propria coscienza e le cognizioni che ha. Quindi non è vero quello che dicono i preti, che i Protestanti hanno tante religioni, quanti sono gl'individui: nulla di più falso. I Protestanti evangelici hanno una sola religione: "Gesù Cristo Dio manifestato in carne; Dio Padre, Figlio, e Spirito Santo, un solo Dio benedetto in eterno. Gesù Cristo unico e perfetto Salvatore, unico Mediatore fra Dio e gli uomini, i quali sono salvati per grazia e non per opere." Su queste basi è fondato il protestantesimo; e tutte quante le comunioni protestanti le ammettono; e queste verità sono con tale chiarezza rivelata nella Bibbia, che non abbisognano di nessuna interpetazione.

In quanto poi alle dottrine secondarie, vi è divergenza fra le diverse comunioni protestanti. Quelli che in alcune cose secondarie la pensano come la pensava Lutero, sono uniti fra loro e si chiamano Luterani; quelli che la pensano come Calvino, sono chiamati Calvinisti, e via discorrendo. Ciò però non fa di essi tante religioni, quante sono le diverse denominazioni. E un fatto evidente di questa unità è l'Alleanza Evangelica, nella quale si uniscono fraternamente tutti i Cristiani Evangelici, a qualunque denominazione appartengano, sulla base comune e sola essenziale a salvezza che abbiamo accennata di sopra.

Quindi quando i predicatori o dottori protestanti interpretano la Scrittura, essi non dànno le loro interpretazioni come leggi, e con obbligo di crederle sulla loro parola, come fa il Papa; ma le dànno come loro sentimento coscienzioso, lasciando alla coscienza di ciascuno di adottarle o no.

Ma mi si dirà: "Se è così, perchè dunque le diverse denominazioni protestanti si scomunicano scambievolmente? perchè se un individuo non crede a tutte le dottrine della sua setta è scomunicato?" Rispondiamo che la scomunica presso i Protestanti non è una maledizione, ed una esecrazione, come lo è nella Chiesa romana. La scomunica secondo la Bibbia, e come si usa nelle Chiese protestanti, è una misura disciplinare; ogni denominazione ha il diritto di conservare la sua unità di dottrina: quando dunque un individuo appartenente a quella denominazione ritiene un'altra dottrina, è prima avvertito; poi consigliato ad uscire da per sè stesso da quella congregazione con le dottrine della quale non è più di accordo; se si ostina a volervi rimanere e spargere così la divisione (caso che accade di rado), allora è scomunicato; vale a dire, allora quella Chiesa gl'impedisce la comunione. Cosa vi è egli d'ingiusto o d'irregolare in questo fatto?

È falso poi che le denominazioni protestanti si scomunichino scambievolmente; e la prova che ciò è falso sta nell'Alleanza Evangelica, la quale è composta di Cristiani di tutte le denominazioni, che ammettono le dottrine essenziali del Cristianesimo.

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