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Questioni curiose

Nota 8. alla lettera nona di Roma Papale 1882

Citeremo due casi di questioni giudicate al nostro tempo dalla S. Congregazione della Disciplina. Il P. Reggente de' Domenicani nel convento della Minerva reclamò un suo privilegio e portò la causa avanti la S. Congregazione della Disciplina contro il priore, il quale dalla sua parte si difese. Vi erano da una parte e dall'altra avvocati che scrivevano, ed erano pagati. La questione consisteva in questo. Per antica consuetudine avanti al padre Reggente, nel refettorio, stava una catasta di dodici piatti. Il priore credè che quella fosse una inutile ed incomoda formalità, ed ordinò al frate refettoriere di toglierli. Il P. Reggente reclamò il suo privilegio di avere dodici piatti. I cardinali giudici credevano che si trattasse di piatti pieni, ed erano stupiti che il P. Reggente mangiasse tanto. Quando, dopo molto tempo, si avvidero che la questione era di piatti vuoti, decisero la questione in favore del priore.

Un'altra questione più seria si agitò avanti quella S. Congregazione fra il consultore del S. Uffizio ed il professore di teologia della Sapienza, ambedue frati Conventuali nel convento dei SS. Apostoli; si trattava nientemeno di sapere chi dei due dovesse avere il posto di precedenza nel refettorio: ognuno lo pretendeva per sè. Mentre si agitava questa interessantissima lite, nessuno de' due frati andava nel refettorio; ma tutti due mangiavano in camera. I cardinali componenti la S. Congregazione esitarono un pezzo per decidere, tanto il punto era interessante! finalmente consultarono il papa che era Gregorio XVI, il quale con la pienezza della sua potestà dichiarò il consultore del S. Uffizio definitore perpetuo dell'Ordine, e così andò ad occupare nel refettorio il posto di definitore, e la quistione fu finita.

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