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Beccamorti, preti di vettura, provveditori

Nota 3. alla lettera nona di Roma Papale 1882

In Roma è costume di aprire interamente le finestre della camera nella quale è un morto. Quindi accade che quando è gravemente malata una persona ricca, la mattina di buon'ora si vedono passeggiare per la via beccamorti, preti di vettura, e provveditori per vedere se la finestra è aperta, come essi dicono, cioè se il malato è morto. Quando i beccamorti vedono la finestra aperta, si fregano le mani, e vanno a bere l'acquavite rallegrandosi del prossimo guadagno, e facendo i loro conti sul quanto gli toccherà.

Ma cosa sono i preti di vettura? Sono preti infelici senza beneficio, senza patrimonio, che scendono dalle provincie nella capitale per guadagnarsi da vivere con le funzioni di prete. Sono assai male vestiti, luridi, miserabili, ubbriaconi per lo più, e compagni de' beccamorti. Cotesti preti si raunano in alcune piazze, come piazza Colonna, piazza di Campo di fiori e simili, ad aspettare il loro sensale. Il sensale è uno di loro, il più antico per lo più, ed il più pratico: questi gira per le sagrestie all'avvicinarsi delle feste, ed il sagrestano commette al sensale di trovargli tanti preti per dire la messa nel tal giorno, nelle ore ch'egli determina; si stabilisce il prezzo di ogni messa col sensale, il quale prende l'impegno di servire il sagrestano. Allora egli fissa quel numero di preti, e sopra ognuno di essi prende una quota proporzionata al prezzo della messa.

Quando vi sono de' ricchi moribondi, i preti sensali sono avvisati dal beccamorti; ed appena vedono la finestra aperta, corrono alla sagrestia della parrocchia, ed aspettano che si vada a combinare per il mortorio: allora il sagrestano ordina al sensale tanti preti per l'associazione del cadavere, e tanti per le messe. I preti che vanno alla associazione invitati dal sensale, debbono rilasciare a costui la candela in prezzo della senseria, e accontentarsi di prendere per loro solo il denaro; quelli invitati per la messa, devono rilasciare al sensale una quota secondo che il prezzo della messa è maggiore o minore. Da qui vengono que' contratti scandalosissimi fra sagrestani e sensali di preti. Il sagrestano, per esempio per le messe in un giorno di festa offre tre paoli; il sensale dice che per quel giorno ha molte richieste, che non può mandarne a meno di sei paoli, e qualche volta bisogna anche pagarle uno scudo. Questo mercato in Roma è conosciutissimo, ma i superiori lo tollerano.

Ecco poi cosa sono i provveditori. Ogni confraternita, ed in Roma ve ne sono tante, va ad associare i cadaveri; e questo è uno dei migliori introiti di parecchie confraternite. In esse vi è la carica di un provveditore de' morti, il quale deve cercare le associazioni, e contrattarne il prezzo: e siccome bene spesso sono invitate due o più confraternite a scelta dell'erede; così i provveditori fanno a gara per essere i primi, e per offrire i servigi della loro arciconfraternita a prezzi migliori de' loro competitori. I confratelli che vanno alla associazione de' cadaveri sono vestiti di sacco, col cappuccio sulla faccia, per non essere conosciuti; ognuno di essi riceve per sè due candele, ed i graduati tre o quattro secondo il loro grado.

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