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Dottrina della giustificazione essenziale al Cristianesimo

Nota 2. alla lettera sesta di Roma Papale 1882

La dottrina della giustificazione è la dottrina essenziale del Cristianesimo. Il Cristianesimo non è una dottrina; il Vangelo non è un codice di morale, come lo proclamano i Sociniani, i Razionalisti, i Renanisti; esso è la rivelazione dell'unico mezzo di salvezza che resta all'uomo dopo il peccato; cioè la soddisfazione intera e completa data alla giustizia di Dio da Gesù Cristo Dio ed uomo insieme. Gesù Cristo ha soddisfatto alla divina giustizia, ha pagato per intero il debito che noi avevamo verso di essa; e per la fede in Lui ci ha dato il mezzo di ricevere il suo beneficio; e così è che il peccatore è giustificato per fede dinanzi a Dio. Tanto è essenziale questa dottrina al Cristianesimo, che senza di essa si nega Gesù Cristo, unico fondamento del Cristianesimo.

Poniamo difatti che per ottenere la nostra giustificazione avanti a Dio, il perdono de' peccati, la vita eterna, noi dovessimo meritarla con le nostre opere; a che si ridurrebbe l'opera di Cristo? Ad un semplice aiuto; dunque egli non sarebbe il nostro Salvatore, ma un semplice aiuto: la sua opera non sarebbe perfettissima; dunque non sarebbe l'opera di Dio; dunque si negherebbe la sua divinità.

Stabilita una volta la dottrina della giustificazione per grazia, e non per opere, cadono tutte le dottrine che la Chiesa romana ha aggiunte al Vangelo; Gesù Cristo è il tutto del Cristianesimo: quindi le opere buone del Cristiano non disonorano più l'opera di Cristo, perchè non fatte per meritare quello che Gesù ci ha già dato, ma fatte per dimostrare e testimoniare che noi da morti siamo stati fatti viventi, dalle tenebre siamo passati alla maravigliosa luce de' figli di Dio. Le opere fatte nello scopo di meritare la grazia ed il perdono de' peccati, son altrettanti peccati, perchè sono insulti che si fanno a Dio; perchè con esse si ricusa il dono di Dio in Gesù Cristo, e si pretende soddisfare alla divina giustizia; e con ciò si avvilisce e si annulla l'opera di Cristo. Stabilita dunque la dottrina della grazia, cadono tutte le dottrine sui meriti umani; quindi cadono le opere dette di soddisfazione, le indulgenze, la confessione al prete, i pellegrinaggi ecc. ecc.

Quando la dottrina della grazia è ben compresa, Gesù Cristo diviene il tutto del Cristianesimo; egli ne è l'unico mediatore, l'unico sacerdote; quindi cade la invocazione e la intercessione de' santi, i santuari, le reliquie ec.: cade il sacerdozio umano, che non può esistere senza derogare al sacerdozio di Cristo: cade il preteso vicariato di Cristo nel papa, e tutte le altre dottrine aggiunte al Vangelo. Ecco il perchè il Valdese voleva incominciare la discussione da questo punto, per mettere, cioè, la scure alla radice dell'albero, e fare una controversia che non tendesse solo ad abbattere, lasciando poi un vuoto nel cuore; ma una controversia che, direttamente edificando, abbattesse indirettamente, e come per legittima conseguenza, tutte le dottrine aggiunte al Vangelo.
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