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I gladiatori

Nota 8. alla lettera quinta di Roma Papale 1882

Gli antichi Romani amavano moltissimo i barbari giuochi de' gladiatori, i quali prima d'incominciare ad uccidersi si presentavano avanti la loggia dell'imperatore e facevano il loro saluto con queste parole: Morituri te salutant, cioè: Coloro che vanno a morire ti salutano.

I gladiatori ebbero origine dagli antichi Etruschi, ed erano schiavi che dovevano scambievolmente uccidersi ne' funerali del loro padrone, per placare in favor suo la divinità. Furono introdotti in Roma l'anno 490 (di Roma) dai fratelli Bruti, per celebrare i funerali del loro padre. E si continuò il combattimento de' gladiatori solo ne' funerali de' grandi uomini. In seguito s'introdusse il barbaro uso anche ne' funerali de' privati. Finalmente se ne fece un divertimento per il popolo.

I gladiatori erano o schiavi condannati, o uomini comperati per quell'infame mestiere, o condannati a tale pena da' magistrati; vi erano anche uomini liberi che volontariamente si davano a quella feroce professione. Vi erano i procuratori o curatori de' gladiatori, i quali avevano cura della loro salute, e gli facevano acquistare robustezza di forze con buoni e succolenti cibi, e con esercizi continui. Vi erano i lanisti, i quali erano i maestri de' gladiatori, ed i loro insegnamenti messi per iscritto si chiamavano commentari. I lanisti prendevano anche i fanciulli esposti e li educavano per essere gladiatori.

Vari erano i modi di combattere, e perciò vi erano più specie di gladiatori; ma, prima d'incominciare la pugna, erano dal magistrato esaminate le armi per constatare che fossero atte a ferire facilmente; e così in ogni spettacolo che si dava al popolo centinaia di gladiatori dovevano restare sul terreno; e più erano i morti, più si reputava lo spettacolo divertente.

Vi era una specie di gladiatori che dovevano nell'anfiteatro pugnare con le fiere, e cotesti si chiamavano bestiarii. Fra costoro vi erano i condannati ad bestias; ai gladiatori si permetteva avere un'arma, ma ai condannati era rarissime volte permessa. Molti Cristiani morirono in tal modo; ed il popolo rideva e si divertiva in tali spettacoli.

Nell'anfiteatro Flavio alcune centinaia di Cristiani morirono esposti alle fiere; ma quel medesimo anfiteatro fu bagnato del sangue di molte migliaia di gladiatori che erano tutt'altro che santi, e di molte centinaia di rei di delitti comuni. Quindi è esagerazione il dire, come dicono i preti di Roma, che la terra del Colosseo è una reliquia, perchè bagnata dal sangue di tanti martiri.

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