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Arco di Tito

Nota 4. alla lettera quinta di Roma Papale 1882

L'arco di Tito, che ancora si vede in Roma, è uno di que' monumenti parlanti che dimostra all'incredulo la veracità delle Sante Scritture, ed al Giudeo ricorda i gastighi di Dio predetti da Mosè contro la sua nazione. Quel monumento fu innalzato da' Romani, i quali non conoscevano le profezie di Mosè che essi suggellavano con quel monumento.

Ecco alcuni brani della profezia di Mosè come si legge nel capo XXVIII del Deuteronomio, secondo la versione di Martini: "Ti farà il Signore cader per terra a' piedi de' tuoi nemici; per una strada andrai tu incontro di essi, e per sette fuggirai, e sarai disperso per tutti i regni della terra; e il tuo cadavere sarà pasto di tutti gli uccelli dell'aria, e delle bestie della terra, e niuno le discaccerà...... i tuoi figliuoli saran dati in potere di un popolo straniero; tu lo vedrai co' tuoi occhi, i quali si consumeranno a mirarli continuamente; e nulla potrà fare per essi il tuo braccio; tutti i frutti della tua terra, e tutte le tue fatiche se le divorerà un popolo a te ignoto; tu sarai sempre perseguitato ed oppresso in ogni tempo...... Il Signore condurrà te e il tuo re cui ti sarai eletto nel paese di una nazione non conosciuta da te, nè da' padri tuoi; e ivi servirai agli dèi stranieri, alla pietra e al legno: e diverrai lo stupore e l'esempio e la favola di tutti i popoli, tra' quali il Signore ti dispergerà...... Tu servirai al tuo nemico mandato contro a te dal Signore, nella fame, nella sete, nella nudità, nella miseria; e sopra il tuo collo porrà egli un giogo di ferro, onde tu ne resti schiacciato. Da paese rimoto, dagli ultimi confini del mondo, farà piombare il Signore sopra di te, come aquila che vola impetuosamente, una nazione di cui tu non potrai capire il linguaggio; nazione al sommo arrogante, che non ha riguardo alla vecchia età, nè compassione de' fanciullini... E resterete in piccol numero voi, che eravate pella moltitudine come le stelle del cielo; perchè tu non ascoltasti la voce del Signore Iddio tuo. E siccome per lo passato il Signore prendea piacere a farvi del bene e ad ingrandirvi; così prenderà piacere a spendervi e sterminarvi da quella terra, della quale entrerete ora al possesso. Ti dispergerà il Signore tra tutte le genti da un'estremità della terra insino all'altra; e ivi servirai agli dèi stranieri non conosciuti da te, nè da' padri tuoi, ai legni e ai sassi. Ma neppure tra quelle genti avrai posa, nè vi starai con piè fermo; perocchè il Signore darà a te un cuor pauroso, e occhi smarriti, e anima consumata dalla tristezza" (Deut. XXVIII, 23, 26, 32, 33, 36, 37, 48, 49, 50, 62-65).

Le profezie di Gesù Cristo ne' luoghi citati dal sig. Pasquali sono quelle che fanno allusione alla prossima rovina del tempio, del quale non sarebbe restata pietra sopra pietra. La storia scritta da Giuseppe Ebreo, che fu testimone di vista di quegli avvenimenti, ci dà tutti i dettagli i più minuti dell'adempimento di queste profezie: ed ecco la testimonianza degli Ebrei sul compimento di esse. I Gentili, edificando quell'arco di trionfo, resero anch'essi testimonianza, non sapendolo, della veracità della Parola di Dio.

Per coloro che non sono mai stati in Roma, daremo una brevissima descrizione di cotesto arco.
Esso fu eretto dal senato e popolo romano per eternare la memoria della vittoria di Tito sopra la nazione giudaica; vittoria talmente decisiva, che dopo diciannove secoli la nazione giudaica continua ancora a vivere nella dispersione, senza essersi mai potuta riunire, per quanti sforzi essa abbia fatti. L'arco è di marmo pentelico, ed è il più bel monumento che siasi conservato in questo genere. Nelle facciate interne si veggono due bassorilievi, i quali, sebbene mutilati, pure debbono porsi fra i più belli che si conoscano. In uno di essi si vede Tito trionfante sul carro, tirato da quattro cavalli di fronte, e guidati pe' morsi da una donna rappresentante Roma. La Vittoria corona l'imperatore, ed una folla di senatori, littori, soldati, e cittadini lo accompagnano. L'altro bassorilievo rappresenta i capi degli Ebrei incatenati e portati in trionfo con l'altare d'oro, il candelabro, le trombe di argento del tempio, ed altre spoglie del tempio di Gerusalemme. Tito è l'uomo che eseguisce senza saperlo i decreti di Dio contro un popolo ribelle, pronunciati per la bocca di Mosè quindici secoli prima.
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