Home > Per non dimenticare > Roma Papale > Lettera prima

Gli esercizi sono un mezzo potente per iscoprire i segreti

Nota 4. alla lettera prima di Roma Papale 1882

La confessione è un gran mezzo in mano de' preti per dominare; ma per i Gesuiti la confessione non basta. Essi non si accontentano di sapere le cattive azioni ed i cattivi pensieri che il Cattolico è obbligato a manifestare al confessore: ma essi vogliono vedere tutto l'interno dell'uomo che si mette nelle loro mani. E siccome sarebbe cosa troppo sfacciata, e di non generale riuscita, venire a capo di tale cosa per via d'interrogazioni; così essi hanno inventati i santi esercizi, che nelle loro mani sono un mezzo efficacissimo di rendersi padroni della coscienza di coloro che vi si sottomettono. S. Ignazio ha dato il libro degli esercizi; ed i Gesuiti vi hanno aggiunto il Direttorio. Nel primo capitolo generale de' Gesuiti, essi videro la utilità degli esercizi per i santi loro fini, e videro la necessità di dare ed essi una direzione tale che raggiungesse infallantemente il loro scopo; quindi ordinarono che si facesse un libro di regole da osservarsi negli esercizi, che chiamarono il Direttorio. La commissione a ciò destinata fece il libro, il quale fu mandato a tutti i Gesuiti del mondo, acciò ognuno vi facesse le sue osservazioni. Per parecchi anni i Gesuiti si occuparono di quel lavoro; finalmente nel quinto capitolo generale venne alla luce, e fu approvato. Ma quel libro non è pubblico, nè si trova a comperare: è riserbato ai soli Padri. Vi sono le regole pei Direttori, e quelle ci sono affatto sconosciute: vi sono le regole che si danno a coloro che fanno gli esercizi; e di queste ne citeremo soltanto alcune.

1. Nella camera di colui che fa gli esercizi non vi deve essere cosa alcuna che possa distrarlo; non sono permessi neppure libri.

2. Colui che fa gli esercizi deve avere sul tavolino due quaderni, nell'uno de' quali deve scrivere tutti i lumi che riceve da Dio; nell'altro tutti i proponimenti che fa. "Questa regola, dice il Direttorio, è interessantissima; perchè i lumi sono tante gemme preziose che Dio ci dà, e noi non dobbiamo esporci a perderle." Il prudente lettore comprende bene, che cotali gemme sono per i Padri, i quali, nella visita che fanno alle camere mentre si sta alla predica, le vanno leggendo, e così comprendono l'interno di ciascuno.

3. Questa regola la tradurremo letteralmente dal Direttorio latino; perchè essa è assai importante: "Per quanto colui che fa gli esercizi sia prudente, dotto, ed esercitato nelle cose da farsi, pure, per il tempo degli esercizi, non confidi nella sua prudenza, nè nella sua dottrina, ma confidi interamente nel suo Direttore. Riguardi dunque il suo Direttore come un istrumento di Dio, mandato da Lui acciò lo diriga, quindi non gli nasconda nulla, e non dissimuli nulla; ma gli apra sinceramente tutto il suo cuore, e lo obbedisca perfettamente in tutte le cose… si persuada insomma che quanto più diligentemente e esattamente si lascerà da lui condurre, tanto più si renderà atto a ricevere maggiori grazie da Dio."

4. È vietato nel tempo degli esercizi di parlare con chicchessia, salvo che col P. Direttore, che è uno dei Padri che vi è destinato.

Tutte le altre regole tendono all'annullamento dell'uomo per metterlo tutto intero nelle mani del Direttore.

Vai ad inizio pagina.

« Nota precedente | Lettera | Nota successiva »