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Paul, cieco Afghano ucciso per la fede in Gesù Cristo


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A Kabul un brillante giovane che era cieco e che aveva imparato a memoria tutto il Corano in arabo, ascoltò l'Evangelo per radio e confessò in seguito pubblicamente Gesù come Suo Signore.

Divenne il primo studente cieco a frequentare le scuole per i vedenti in Afghanistan. Si laureò in giurisprudenza all'Università di Kabul con l'obiettivo di difendere i cristiani perseguitati per la loro fede. Come giovane credente fu incoraggiato dal missionario Mehdi Dibaj dal confinante Iran.

Sotto il regime comunista Paul fu falsamente accusato, arrestato e gettato in una prigione famigerata dove decine di migliaia di persone trovarono la morte. Durante gli inverni rigidi non c'era riscaldamento nel carcere. Paul doveva dormire sul gelido pavimento di terra ed aveva solo il cappotto per corprirsi. Un prigioniero di fianco a lui stava tremando di freddo perché non aveva neanche una giacca. Paul si ricordò che Giovanni Battista aveva detto: “Chi ha due tuniche, ne faccia parte a chi non ne ha” (Luca 3:11). Si spogliò dal suo unico cappotto e lo diede al vicino. Da quel momento il Signore miracolosamente lo riscaldò ogni notte.

In prigione sottoposero Paul a scosse elettriche per fargli il lavaggio del cervello. Le ustioni gli lasciarono cicatrici sulla testa. Paul però non si arrese. La grazia di Dio lo sostenne.

Dopo il suo rilascio continuò ad imparare lingue straniere e a tradurre la Bibbia, a scrivere e a predicare… e a formare nuovi credenti.

Nel 1988 Paul fu rapito da una fazione musulmana fanatica e accusato di apostasia perché era cristiano. Per parecchie ore fu bastonato ed infine ucciso.

Oggi però la testimonianza di Paul è ancora viva come trofeo della grazia di Dio.

È chiamato affettuosamente “l'apostolo Paolo dell'Afghanistan”.

(Si può conoscere meglio la sua storia leggendo l'eccellente libro intitolato “More To Be Desidered Tan Gold, Gordon-Conwell Theological Seminary, 1994).

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[Tratto dal libro: Potenza in prigione. Come Dio usa la prigionia per estendere il suo Regno. Scritto da Jim Cunningham e Paul Estabrooks. PORTEAPERTE, ediz. Italiana 2000, pag. 37.]