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I comunisti gioivano nel torturare i cristiani


[...] Ciò che i comunisti fecero ai credenti sorpassa ogni possibilità di comprensione umana. Ho visto dei comunisti torturare i cristiani e i visi dei torturatori brillavano di una gioia sadica. Mentre torturavano i credenti gridavano: “Siamo il diavolo”.

Il nostro combattimento non è contro carne e sangue, ma contro i principati e le potenze malefiche. Abbiamo visto che il comunismo non viene dagli uomini ma da satana. Esso è una forza spirituale, una forza malefica che si può combattere soltanto con una forza spirituale maggiore, lo Spirito di Dio.

Ho chiesto spesso ai torturatori: “Non avete nessuna compassione nel vostro cuore?” Solitamente mi rispondevano con una citazione di Lenin che “non si può fare la frittata senza rompere il guscio delle uova e non si può spaccare della legna senza che volino schegge”. Replicavo: “Conosco questa citazione di Lenin. Ma c'è una differenza: quando si taglia un pezzo dilegno esso non sente dolore e ci sono delle madri che piangono”. È stato un parlare vano. Per loro non esiste altro che la materia e un uomo è come un pezzo di legno, come il guscio di un uovo. Con tale credenza scendono a una incredibile profondità di crudeltà.

La crudeltà dell'ateismo è difficile a credersi. Quando l'uomo non crede nel premio dei giusti e nel castigo dei malvagi non ha motivo di essere umano. I torturatori comunisti spesso dicevano: “Non c'è Dio, non c'è un aldilà, non c'è punizione per la malvagità, quindi possiamo fare quello che vogliamo”. Ho udito perfino un torturatore dichiarare: “Ringrazio Dio, in cui non credo, di essere vissuto fino a questo momento per poter dar sfogo a tutta la malvagità del mio cuore”. Egli esprimeva la sua credenza infierendo sui carcerati con brutalità e torture incredibili. Mi spiace che un coccodrillo mangi un uomo, ma non posso rimproverare il coccodrillo. È un coccodrillo e non un essere morale. Così non possiamo rimproverare i comunisti. Il comunismo ha distrutto ogni senso morale in loro. Essi si vantavano di non aver compassione nel cuore.

Imparai da loro. Mentre non riservavano nessun posto a Gesù nel loro cuore, io decisi di non lasciare nel mio cuore il benché minimo posto per satana.

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[Torturato per Cristo, Richard Wurmbrand, EUN, 8a edizione: ottobre 1999, traduzione di Antony Piraino, pagina 30]