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Dal diario di Ann Judson


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"Quanto mi piacerebbe far conoscere a tutti il lavoro che si svolge tra le donne birmane la domenica! Sarebbe interessante per chiunque vedere queste povere vittime dell'idolatria ascoltare l'Evangelo e conoscere la grazia del Signore. In classe ci sono solitamente circa venti donne che ascoltano attentamente, mentre leggo le Scritture e parlo loro di Dio. L'altro giorno una di loro mi ha detto che per lei era impensabile lasciare la religione dei suoi padri e dei suoi nonni per accettarne una nuova. Le ho chiesto se voleva perdersi soltanto perché si erano persi i suoi avi, e a questo ha risposto: 'Se nonostante tutte le mie offerte e opere buone devo andare all'inferno, così sia'. Ho cercato di farle comprendere quale tormento sarebbe stato per lei trovarsi all'inferno dopo aver conosciuto la verità che i suoi avi non avevano conosciuto, e che alla fine si sarebbe pentita della sua follia. 'Se sarà così', mi ha risposto, 'allora griderò a te affinché tu interceda presso il tuo Dio, che non ti negherà questo favore'. Questa è la mentalità con cui mi scontro quotidianamente.

Un'altra mi ha detto che crede in Cristo, e che prega ogni giorno, ma quando le ho chiesto se credeva anche in Gautama (Gautama Buddha, al secolo Siddhartha Gautama, secondo la tradizione, è stato il fondatore del Buddhismo. Vissuto tra il 563 e il 483 a.C., decise di lasciare la moglie, il figlio e i palazzi principeschi per condurre una vita da asceta. N.d.E.), mi ha risposto che adorava entrambi. L'apparente serietà della conversazione di alcune donne mi ha fatto spesso ben sperare, così come è successo a mio marito nel suo impegno con gli uomini, ma poi tutto è svanito come la rugiada del mattino. Cinque bambini hanno imparato la dottrina cristiana a memoria, e se la ripetono a vicenda".

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[Tratto dal libro: Ann H. Judson. La storia della "missionaria martire" in Birmania. Scritto da E. R. Pitman. ADI-MEDIA, 2007, pag. 52.]