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Meditazione inviata dal fratello Giacinto Butindaro agli iscritti della mailing list "La Buona guerra".

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Salvato mediante un versetto della Bibbia.

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Henri Feuler si trovava a Roma per completare la sua educazione artistica, quando, disgustato della vita, progettò di gettarsi, una sera, nel Tevere.

La realizzazione di quel criminale disegno era delle più facili: l'hotel in cui dimorava l'infelice ragazzo dava direttamente sul Tevere. Scendere al pianterreno, aprire una porta di servizio, scavalcare un cancello e lasciarsi cadere nel fiume, tutto questo si poteva fare in pochi istanti.

Tuttavia si sentiva ancora il rumore del personale di servizio che andava e veniva nella parte bassa dell'hotel; per maggiore sicurezza, bisognava quindi aspettare un po'. Febbrilmente, Feuler impiega quel tempo a mettere un po' di ordine fra le sue carte; è allora che egli vede in fondo al suo baule un Nuovo Testamento, che sua zia gli aveva dato; il libro vi dormiva da otto anni!

Senza sapere perché, Feuler lo prende, lo apre a caso e capita sul capitolo XII degli Ebrei, e in quel capitolo sul versetto quinto, di cui una parola soprattutto gli attraversa il cuore: 'Figliuol mio'. Sembra che Dio stesso lo interpella direttamente! " Figliuol mio, non far poca stima della disciplina del Signore e non ti perder d'animo quando sei da lui ripreso ".
In quella frase di paterno rimprovero, ogni parola lo atterra molto più che le minacce. Quello che la collera non avrebbe potuto compiere, l'amore, grave e tenero, lo fa senza sforzo.

Il colpevole cade in ginocchio ai piedi di quel Dio abbandonato per tanti anni.
Quello che in quella notte memorabile è cominciato, le giornate successive lo continueranno: un libro di Vinet vi contribuirà in buona parte, e presto, abbandonando i suoi pennelli, senza credere tuttavia che la pittura sia incompatibile con la vita cristiana, il nuovo discepolo del Cristo riprenderà la via del suo villaggio per ritrovarvi il raccoglimento e il rinforzamento della sua fede, come Paolo in Arabia.

Feuler ebbe da allora una passione unica: salvare delle anime.

Lavorò in Francia, a Villefranche-sur-Saône e in Svizzera, particolarmente a Losanna, interessandosi soprattutto ai giovani e agli operai.


Tratto da: Glanures, Récits authentiques destinésà illustrer l'enseignement biblique
(Spigolature, Racconti autentici destinati ad illustrare l'insegnamento biblico), Divers auteurs, Lausanne 1912

Traduzione dal francese di Illuminato Butindaro


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