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Meditazione inviata dal fratello Giacinto Butindaro agli iscritti della mailing list "La Buona guerra".

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Contro il piercing.

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Il termine 'Piercing' deriva dal verbo inglese 'to pierce' che significa 'trafiggere, perforare', e consiste nella pratica da parte di molte ragazze e donne di perforare alcune parti del loro corpo per metterci degli anellini (degli orecchini a cerchio), talvolta uno, altre volte due, e altre volte moltissimi. E così troviamo donne che portano questi anellini al naso, sulle orecchie, sul seno, sull'ombellico, ed anche nelle loro parti più intime.

Ho parlato di donne, ma il fenomeno è diffuso anche tra i maschi. Questa moda del piercing ha avuto origine qualche decennio fa, con la moda punk, e da allora ha attirato moltissimi adepti che non hanno alcun interesse nel punk. Quelli che fanno il piercing si amano definire "primitivi moderni" per mettere in evidenza il significato tribale della pratica del piercing.

Qual è lo scopo di questa moda? Quella di abbellire il proprio corpo ed attirare l'attenzione del prossimo su di esso.
Stando dunque così le cose, è evidente che la pratica del piercing è una pratica che noi figliuoli di Dio, chiamati ad essere santi in mezzo a questa generazione storta e perversa, non possiamo seguire, perché il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo e questo tempio va conservato in santità ed onore per glorificare con esso il nostro Dio.

Dice infatti Paolo ai Corinzi: "E non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Poiché foste comprati a prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo" (1 Cor. 6:19-20),

ed ai Tessalonicesi: "Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che v'asteniate dalla fornicazione, che ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore, non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio" (1 Tess. 4:3-5).

I nostri corpi noi li dobbiamo offrire in sacrificio santo e accettevole a Dio, e questo lo possiamo fare solamente se mettiamo le nostre membra al servizio della giustizia. Dio nella legge aveva vietato agli Israeliti di stamparsi segni addosso (cfr. Lev. 19:28), e questo perché essi erano un popolo santo che Dio si era messo da parte per il suo nome ed essi dovevano essere santi come lui era santo; il piercing è per così dire una sorta di segno che uno invece che stamparsi addosso se lo attacca alla propria carne facendo un foro in essa.

Non è che le cose cambiano molto, per cui, dato che la legge è fatta per qualsiasi cosa che è contraria alla sana dottrina (cfr. 1 Tim. 1:10), io ritengo che noi dobbiamo fuggire il piercing e farlo fuggire.
A noi figli di Dio è vietato espressamente di abbandonarci alle mondane concupiscenze come fanno i pagani che non conoscono Dio. E il piercing consiste in una concupiscenza mondana perché si basa sul desiderio spasmodico di rendersi attraenti, di abbellire il proprio corpo in maniera da renderlo seducente; basta ascoltare quelle ragazze che lo praticano per rendersi conto di ciò.

Nella nostra società c'è una grande voglia di farsi vedere, di farsi notare, e di tanto in tanto escono fuori delle mode che non hanno altro scopo che questo, far notare chi le segue.

Ora è una moda, ora è un'altra, ma tutte hanno questo scopo. E il piercing non fa eccezione. Ma noi figli di Dio ci dobbiamo condurre con ogni mansuetudine in questo mondo, dobbiamo essere umili, e semplici. Non siamo forse la luce del mondo? E perché siamo la luce? Perché il Signore ci ha illuminati e viviamo in un mondo di tenebre, ecco la ragione.

Quindi se vogliamo che la luce risplenda in noi e attraverso di noi, non dobbiamo conformarci a queste mode che tendono a fare apparire l'uomo 'diverso', 'eccentrico', ecc. Noi dobbiamo certamente apparire diversi, ma questa diversità deve essere il frutto del nostro rifiuto di conformarci alle mode perverse di questo mondo, ossia il frutto della nostra osservanza dei comandamenti di Dio che sono sempre per il nostro bene e mai per il nostro male.

Dato che il piercing è molto diffuso tra le persone di sesso femminile, voglio inoltre dire che il piercing dato che consiste in un ornamento esteriore fatto di anelli o orecchini che dir si voglia, ad una donna che fa professione di pietà è espressamente vietato dalla Scrittura che dice: "Le donne si adornino d'abito convenevole, con verecondia e modestia: non di trecce e d'oro o di perle o di vesti sontuose" (1 Tim. 2:9), ed anche: "Il vostro ornamento non sia l'esteriore che consiste nell'intrecciatura dei capelli, nel mettersi attorno dei gioielli d'oro, nell'indossar vesti sontuose ma l'essere occulto del cuore fregiato dell'ornamento incorruttibile dello spirito benigno e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran prezzo" (1 Piet. 3:3-4).

Un'ultima cosa, il piercing è una pratica molto pericolosa, dai cui pericoli mettono in guardia anche i medici. Tra coloro che lo praticano sono stati riscontrati dei casi di endocardite batterica subacuta, di epatite B, C, D e G, oltre all'AIDS e ad alcune malattie infettive del tessuto connettivo.

Con il piercing orofacciale, sono stati segnalati inoltre frequenti sanguinamenti, aspirazione di materiale nelle vie respiratorie e danni all'apparato dentario.

Ricordo di avere sentito diversi anni fa da degli esperti in materia che persino il semplice orecchino all'orecchio (ancora qui in Italia non si parlava di piercing come si fa oggi) causa dei danni alla pelle della donna. Non ricordo esattamente in che termini veniva detta la cosa, ma quello che ricordo bene è che fu chiaramente dimostrato a livello scientifico il danno apportato al tessuto della pelle da questi capi di bigiotteria.

Questa è l'ennesima dimostrazione che ogni qual volta si disubbidisce alla Parola di Dio, sorgono problemi di ogni genere o meglio ci si riempie di ogni sorta di guai.

Quindi, dato che la via maestra del giusto è quella di evitare i guai, che invece l'empio cerca a più non posso, fuggiamo e facciamo fuggire il piercing.

La grazia del Signore sia con i santi.
Giacinto Butindaro


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