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Viene il momento anche per i giusti di dipartirsi dal corpo

«Il giusto muore, e nessuno vi pon mente; gli uomini pii sono tolti via, e nessuno considera che il giusto è tolto via per sottrarlo ai mali che vengono. Egli entra nella pace; quelli che han camminato per la diritta via riposano sui loro letti.» (Isaia 57:1-2)

Quando muore un fratello in Cristo Gesù, sia esso parente nella carne oppure no, è un momento di tristezza, perché una persona ci viene a mancare, non hai più la sua vicinanza, la sua amicizia, i suoi consigli, il suo calore, il suo sorriso; tuttavia, non bisogna dimenticare che coloro che sono rimasti fermi nella fede sino alla fine, con il dipartirsi dal corpo hanno ottenuto un gran guadagno, una grande gioia e pace, che è quella di andare ad incontrare il Signore ed entrare nel Suo riposo e stare sempre con Lui, come desiderava l’apostolo Paolo:

«Poiché per me il vivere è Cristo, e il morire guadagno.» (Filippesi 1:21)

Essere tristi va bene, è del tutto normale in caso che un caro nel Signore lasci questa terra, ma non bisogna essere tristi fino alla disperazione, perché in tal caso non ci si sta conducendo nella maniera corretta, e non avrebbe neppure alcun senso vivere nella tristezza inconsolabile, in quanto ci si sentirebbe tristi per un'anima che si è dipartita ed è andata a stare meglio di come stiamo tutti noi su questa terra.

La nostra vita trascorre veloce, e in quell'ora della dipartenza sarà utile solo la sua grazia e quello che abbiamo fatto per il Signore e se saremo rimasti fermi nella fede. È bene, dunque, che tutti ci esaminiamo e consideriamo anche l'avvicinarsi della nostra dipartenza dal corpo, tenendo conto della domanda che segue: se avvenisse in questo momento, come ci troverebbe il Signore?

Ci sono forse dei peccati e delle condizioni spirituali presenti in noi e nel nostro cuore che impedirebbero l'entrata nel Regno dei cieli secondo quanto insegnano le Scritture sacre? Perciò è bene correggere ed emendare le nostre vie, perché non sappiamo il momento in cui il Signore ci chiamerà, e dobbiamo essere sempre pronti.

Sei tu pronto ad incontrare il Signore Iddio? Se lo sei, bene, ma se non lo sei e non vuoi dipartirti da questo corpo e da questa terra, hai sicuramente qualche problema che dovrai risolvere con il Signore. Mettiti dunque in preghiera, invoca il Signore e chiedigli perdono di tutti i tuoi peccati, anche di quelli che ti sono occulti, ed Egli, che è misericordioso, avrà pietà di te e ti darà la pace e la fede per affrontare anche questo GRANDE MOMENTO DI LASCIARE QUESTA TERRA, Egli sarà al tuo fianco, secondo quanto è scritto:

«Cosa di gran momento è agli occhi dell'Eterno la morte de’ suoi diletti.» (Salmi 116:15)

A nulla vale quello che abbiamo fatto nella vita se giungiamo al momento del trapasso senza essere pronti e senza l’approvazione di Dio.

Ora dico a te che ancora sei perduto nei tuoi falli e nei tuoi peccati, non so quanto ti manchi ancora per morire, ma sappi che è sempre tempo e, se per quell’ora non ti sarai messo a posto davanti a Dio, se non ti sarai ravveduto dei tuoi peccati e non avrai creduto nell'Evangelo, tu quando morirai andrai all'inferno per essere tormentato giorno e notte. Stai dunque attento, sii savio e ravvediti, per il bene dell’anima tua.

Ringraziato sia Iddio per la vita che ci dà da vivere ogni giorno, e ringraziato sia per la consolazione e la speranza che ci ha dato in Cristo Gesù di essere accolti in cielo quando verrà il momento di dipartirsi da questa tenda, la quale invecchia e marcisce sempre più.

Giuseppe Piredda


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