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La fede senza le opere è morta

Ogni credente dovrebbe studiare bene il capitolo due della lettera di Giacomo, perché è fondamentale sapere come si possano conciliare la fede con le opere, allo scopo di giungere ad ereditare il Regno di Dio promesso ai santi.

Prendiamo in considerazione queste parole di Giacomo:

«Ma vuoi tu, o UOMO VANO, conoscere che la fede senza le opere non ha valore?» (Giacomo 2:20)

Fratelli nel Signore, mi sento in obbligo di avvisarvi che ci sono molti predicatori oggi che trasmettono ai santi la convinzione che le opere non sono importanti per ereditare il Regno di Dio; ma quei tali errano grandemente, perché non conoscono le Scritture, quindi ignorano la volontà di Dio che è espressa nelle sacre Scritture, ed è perciò che non tengono in debito conto il valore delle opere da compiere in rapporto alla fede. Tali cianciatori e seduttori di menti sono gente VANA, dice Giacomo, gente inutile ai santi, anzi sono pericolosi perché danneggiano la corretta crescita spirituale e il progresso nella santificazione dei credenti, nonché non permettono loro di abbondare nelle buone opere (cfr Atti 9:36).

In merito al passo sopracitato, prima di tutto, per avere la giusta comprensione secondo il senso di Dio, bisogna considerare che le parole di Giacomo sono rivolte ai credenti, i quali sono già stati salvati per la sola fede in Cristo Gesù senza le opere; quindi, le opere di cui parla Giacomo, che sono legate alla fede, non possono essere riferite alla nuova nascita, cioè alla salvezza che si ottiene solo per mezzo della fede.

La seconda cosa su cui riflettere è il fatto che Giacomo ci fa sapere che le opere sono la manifestazione della fede che si è ottenuta nel momento in cui il Signore ci ha salvati, quindi, se la fede non si manifesta con le opere, che sono appunto la naturale conseguenza della fede, ciò significa che la fede è morta e non ha alcun valore.

La terza cosa di cui tenere conto è quella di sapere a quali opere Giacomo fa riferimento, le quali opere sono da lui stesso spiegate al precedente versetto 15, che qui riporto:

«Se un fratello o una sorella son nudi e mancanti del cibo quotidiano, e un di voi dice loro: Andatevene in pace, scaldatevi e satollatevi; ma non date loro le cose necessarie al corpo, che giova?» (Giacomo 2:15-16).

Da notare che Giacomo fa riferimento da opere da compiere a pro de fratelli che sono poveri, ai quali bisogna provvedere tutto il necessario per il corpo; infatti, a che serve dire di essere credenti salvati per fede e non si provvede a nutrire e vestire coloro tra i santi che sono nel bisogno e sono in mezzo a noi? La fede da sola senza le opere concrete non serve a nulla, perché la fede è morta senza le opere.

Pertanto, cari nel Signore, non illudetevi, perché molti di quelli che sono i vostri insegnanti, ai quali date loro le vostre offerte, e non le date ai poveri che ne hanno realmente bisogno, anche se costoro vi sorridono e vi danno una pacca sulla spalla, in verità vi stanno ingannando, vi stanno allontanando da Dio e dalla verità che è stata insegnata dagli apostoli. Potrà dispiacervi sentirmi dire queste cose contro di voi e contro i vostri predicatori, ma io ve le faccio sapere per mettervi in guardia dai numerosi cianciatori e seduttori di menti che ci sono in mezzo alle chiese evangeliche, perché il mio desiderio e la mia richiesta a Dio è che voi perseveriate non solo nella fede sino alla fine, ma che pure abbondiate nelle buone opere, per ereditare alla fine il Regno di Dio quando vi dipartirete dal vostro corpo, secondo quanto è scritto:

«Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato» (Matteo 24:13)

«il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere: vita eterna a quelli che con la perseveranza nel bene oprare cercano gloria e onore e immortalità» (Romani 2:6-7)

Badate, dunque, che per entrare nella vita eterna nel Regno di Dio, coloro che sono nati di nuovo per fede senza le opere, devono perseverare prima di tutto nella fede, poi anche nel bene operare, cioè nelle buone opere che sono la manifestazione della fede che è in loro, altrimenti non si erediterà il Regno di Dio.

Quindi, cari nel Signore, lasciateli questi cianciatori e seduttori di menti che vi stanno menando in perdizione e vi dicono che non dovete compiere delle buone opere, perché non vi stanno insegnando le cose di Dio. Ricordatevi che siete responsabili di voi stessi e che Dio punisce sia il seduttore che il sedotto (cfr Genesi 3:14 e segg.).

Badate bene, dunque, fratelli e sorelle nel Signore, che GLI UOMINI VANI non vi seducano con VANI ragionamenti e vi chiudano la porta dell’ingresso del Regno di Dio.

Giuseppe Piredda


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