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Confutazione della dottrina:

"I miracoli e le guarigioni non sono piu' necessari come una volta e perciò i relativi doni sono cessati'"

Introduzione

C'è una dottrina che viene insegnata in seno a molte Chiese Evangeliche (Chiese Battiste, Chiese dei fratelli, Valdesi, Riformati, Presbiteriani, Metodisti, ecc. ) secondo la quale oggi i miracoli e le guarigioni non sono più necessari come erano necessari al tempo di Gesù e degli apostoli. Renè Pache (morto nel 1979), che non era Pentecostale e ai cui insegnamenti sono attaccati molti in ambito evangelico, ha affermato per esempio: ‘Nei nostri paesi evangelizzati da molto tempo, la conoscenza del Nuovo Testamento, la storia della Chiesa fedele e la presenza di una folla di veri credenti, sono per un'anima sincera, delle prove nuove ed irrefutabili. Da questo punto di vista, i miracoli non sono dunque più necessari come lo erano nella chiesa primitiva' (Renè Pache, La persona e l'opera dello Spirito Santo , Sec, ed. Roma 1977, pag. 192-193). Quindi sia il dono di potenza d'operare miracoli che i doni di guarigioni sono cessati, ovvero, non vengono più concessi da Dio a nessuno dei suoi figliuoli. Ecco cosa dice a tal riguardo  John F. MacArthur nel suo libro I Carismatici : ‘In terzo luogo si nominano i doni spettacolari temporanei, utili come segno e dati a certi credenti per avvalorare o confermare la Parola di Dio, quando veniva proclamata nella chiesa primitiva, prima che le Scritture fossero redatte per intero e il cui scopo principale, naturalmente, non era l'edificazione, anche se talvolta si raggiungeva …. Il loro scopo era uno solo: fornire agli apostoli le credenziali perché la gente capisse che proclamavano la verità di Dio. Una volta però che la Scrittura fu messa per iscritto, i doni miracolosi non furono più necessari e perciò cessarono' (John F. MacArthur, I Carismatici , Edizioni Centro Biblico, Napoli 1987, pag. 151).

Si tenga presente però che questo stesso ragionamento viene fatto anche da taluni che si dicono pentecostali (purtroppo il loro numero è in aumento). Dico questo affinchè nessuno pensi che questo modo di parlare è presente solo in quelle ‘denominazioni' che non accettano il battesimo con lo Spirito Santo con l'evidenza esteriore del parlare in lingue.

 

Confutazione

Cominciamo col dire che – come abbiamo visto innanzi - coloro che insegnano questa falsa dottrina riconoscono che i miracoli e le guarigioni nel ministerio di Gesù e in quello degli apostoli furono necessari, e questa già è un ammissione della loro utilità, quantunque concerne il passato e non il presente. Vediamo quindi di esaminare l'utilità dei mira­coli e delle guarigioni prima nel ministerio di Gesù e poi in quello degli apostoli, tenendo presente che c'è differenza tra il miracolo o prodigio e la guarigione infatti tra i doni dello Spirito Santo il dono di potenza di operare miracoli e nominato separatamente dai doni di guarigioni. E questo è pienamente attestato dalla Parola di Dio che nel caso della moltiplicazione dei pani, del mutamento dell'acqua in vino alle nozze di Cana parla di miracoli; mentre nel caso del ricupero della vista dei ciechi, del ricupero dell'udito dei sordi, e del mettersi a camminare degli zoppi parla di guarigioni. Bisogna dire però che spesso nel caso di molte guarigioni si sente parlare di miracolo piuttosto che di guarigione, perché solitamente ogni  intervento soprannaturale di Dio, anche quello che egli compie nel corpo di un infermo ristabilendolo, viene considerato dalla maggior parte dei credenti un miracolo. Comunque non è sbagliato chiamare miracolo o meglio miracolo della guarigione anche una guarigione perché nel caso della guarigione dello zoppo alla porta del tempio detta ‘Bella', la Scrittura parla sia di guarigione (cfr. Atti 3:16) che di “miracolo della guarigione” (Atti 4:22)

Quando si parla di Gesù Cristo non si può non parlare dei miraco­li e delle guarigioni che egli compì nella potenza dello Spirito Santo; la Scrittura infatti dedica molto spazio alla narrazione di molti suoi miracoli e di molte sue guarigioni; non possiamo dire di tutti perché il discepolo che Gesù amava ha detto che “vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte, le quali se si scrivessero ad una ad una, credo che il mondo stesso non potrebbe contenerne i libri che se ne scriverebbero” (Giovanni 21:25).

Vediamo ora l'utilità dei suoi miracoli e delle sue guarigioni narrati nella Scrittura; in altre parole vediamo da vicino quali effetti produssero i miracoli e le guarigioni compiuti da Gesù Cristo.

- Dopo che Gesù mutò l'acqua in vino alle nozze di Cana trovia­mo scritto che “Gesù fece questo primo dei suoi miracoli in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria; e i suoi discepoli credet­tero in lui” (Giovanni 2:11). Notate innanzi tutto che questo del mutamento dell'acqua in vino è chiamato il primo dei miracoli di Gesù, e poi che è detto che Gesù manifestò la sua gloria compiendo quel miracolo, cioè Gesù dimostrò con quel miracolo di essere il Cristo, il Figliuolo di Dio che doveva venire nel mondo, difatti è detto che i suoi discepoli quando videro quel miracolo credet­tero in lui; quindi il miracolo è una manifestazione della gloria di Cristo che induce le persone a credere in Cristo.

- A Gerusalemme molti credettero in Gesù vedendo i suoi miracoli, secondo che è scritto: “Mentr'egli era in Gerusalemme alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch'egli faceva” (Giovanni 2:23). Dunque i miracoli di Gesù indussero molti a credere in Gesù, che lui era il Messia.  

- Dopo che Gesù moltiplicò i pani e i pesci e dette da mangiare a circa cinquemila uomini senza contare i fanciulli e le donne, è detto che “la gente dunque, avendo veduto il miracolo che Gesù aveva fatto, disse: Questi è certo il profeta che ha da venire al mondo” (Giovanni 6:14); anche in questo caso si può bene vedere che il miracolo servì a fare riconoscere alle turbe che Gesù era il profeta che doveva venire nel mondo.

- Quando Lazzaro, che era morto da quattro giorni, uscì dal sepolcro all'ordine di Cristo Gesù, è scritto che “molti dei Giudei che erano venuti da Maria e avevano vedute le cose fatte da  Gesù credettero in lui” (Giovanni 11:45); in questo caso, la risurrezione di un morto servì a convertire molti dei Giudei presenti al fatto.

- Quando l'ufficiale reale che era venuto da Gesù a chiedergli di scendere e guarire il suo figliuolo, al ritorno incontrò i suoi servitori che gli dissero: “Il tuo figliuolo vive”, ed informato­si seppe che la febbre l'aveva lasciato proprio nell'ora che Gesù gli aveva detto: “Il tuo figliuolo vive”; la Scrittura dice che “credette lui con tutta la sua casa” (Giovanni 4:53). Come potete vedere questa guarigione portò alla fede un'intera famiglia.

- Furono i miracoli a convincere Nicodemo che Gesù era un dottore venuto da Dio infatti quando egli andò da Gesù gli disse: “Mae­stro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui” (Giovanni 3:2). E voi sapete che il discorso sulla nuova nascita che Gesù fece a Nicodemo scaturì proprio da questa affermazione di Nicode­mo fatta a Gesù.

- Le guarigioni compiute da Cristo portarono molte persone ad avere timore di Dio ed a glorificare Iddio ed a rallegrarsi; leg­giamo infatti che dopo che Gesù guarì il paralitico portato da quattro “le turbe, veduto ciò, furono prese da timore, e glorificarono Iddio che aveva data cotale autorità agli uomini” (Matteo 9:8); un giorno dopo che Gesù guarì degli zoppi, dei ciechi, de' muti, degli storpi e molti altri malati “la folla restò ammirata a veder che i muti parlavano, che gli storpi eran guariti, che gli zoppi camminavano, che i ciechi vedevano, e ne dette gloria all'Iddio d'Israele” (Matteo 15:31); dopo che Gesù guarì Bartimeo, quest'ultimo “lo seguiva glorificando Iddio; e tutto il popolo, veduto ciò, diede lode a Dio” (Luca 18:43); dopo che Gesù guarì la donna che da diciotto anni era tutta curva è scritto che ella “glorificava Iddio” (Luca 13:13) e più avanti che “tutta la moltitudine si rallegrava di tutte le opere gloriose da lui compiute” (Luca 13:17); quando Gesù fu alla scesa del monte degli Ulivi “tutta la moltitudine dei discepoli cominciò con allegrezza a lodare Iddio a gran voce per tutte le opere potenti che avevano vedute” (Luca 19:37); e potremmo prose­guire ma ci fermiamo qui con le citazioni bibliche.

Dopo avere detto ciò, passiamo a vedere l'utilità dei miracoli e delle guarigioni compiute dall'evangelista Filippo e dagli apostoli.

- Di Filippo è detto che “disceso nella città di Samaria, vi predicò il Cristo. E le folle di pari consentimento prestavano attenzione alle cose dette da Filippo, udendo e vedendo i miraco­li ch'egli faceva. Poiché gli spiriti immondi uscivano da molti che li avevano, gridando con gran voce; e molti paralitici e molti zoppi erano guariti. E vi fu grande allegrezza in quella città .... E Simone credette anch'egli; ed essendo stato battezza­to, stava sempre con Filippo; e vedendo i miracoli e le gran potenti opere ch'erano fatti stupiva” (Atti 8:5-8, 13). Qui notiamo che i miracoli compiuti da Filippo portarono le persone di Samaria prima a prestare attenzione a ciò che egli diceva e poi a credere nel Vangelo annunziato loro da Filippo. Poi essi produssero molta gioia nella città di Samaria, ed infine facevano stupire Simone che aveva anch'egli creduto, e che prima di credere aveva eserci­tato le arti magiche.

- Dopo che Pietro guarì Enea dicendogli: “Enea, Gesù Cristo ti sana; levati e rifatti il letto” (Atti 9:34), la Scrittura dice che “tutti gli abitanti di Lidda e del pian di Saron lo videro e si conver­tirono al Signore” (Atti 9:35). Dopo che lo stesso apostolo risuscitò Tabita, Luca dice che “ciò fu saputo per tutta Ioppe, e molti credettero nel Signore” (Atti 9:42). In questi due casi vediamo come in seguito ad una guarigione e ad una risurrezione molte persone si convertirono al Signore.

- Dopo che il falso profeta Bar-Gesù fu colpito di cecità da Dio per mezzo di Paolo che gli disse: “Ed ora, ecco, la mano del Signore è sopra te, e sarai cieco, senza vedere il sole, per un certo tempo” (Atti 13:11), Luca dice che “allora il proconsole, visto quel che era accaduto, credette, essendo stupito della dottrina del Signo­re” (Atti 13:12). Come si può chiaramente vedere, qui un prodigio operato da Dio tramite il suo servo Paolo servì a convertire qualcuno. Paolo confermò che i segni e i prodigi che Dio compì tramite lui per confermare la sua predicazione avevano come fine la conversione delle persone, quando disse ai santi di Roma: “Io ho dunque di che gloriarmi in Cristo Gesù, per quel che concerne le cose di Dio; perché io non ardirei dir cosa che Cristo non abbia operata per mio mezzo, in vista dell'ubbidienza de' Gentili, in parola e in opera, con potenza di segni e di miracoli, con potenza dello Spirito Santo” (Romani 15:17-19).

Ora, noi diciamo, se i miracoli e le guarigioni fatte da Gesù Cristo in persona sulla terra, e i miracoli e le guarigioni compiuti da Cristo tramite Filippo, Pietro e Paolo produssero questi meravigliosi effetti, non pensate voi che degli stessi miracoli e delle stesse guarigioni compiute da Lui tramite i suoi servi oggi nel mondo produrranno gli stessi effetti? Certo che sì. Sappiate che quando il miracolo è vero, quando la guarigione è vera, c'è gente che crede in Cristo ancora oggi, c'è perciò gente che viene presa da timore ancora oggi, ci sono persone che si mettono a glorificare Iddio ad alta voce ancora oggi, ci sono persone che si rallegrano grandemente perché il Signore li rallegra col suo operare. E qui vorrei dire qualcosa a quelli che dicono che i miracoli e le guarigioni non sono necessari: ‘Ma allora che cosa sono necessari? Le vostre scene teatrali, le vostre tombole, le vostre battute, le vostre barzellette, i vostri mimi, le vostre clownerie, i vostri ventriloghi, la vostra organizzazione che è giunta a sostituire la guida e l'unzione dello Spirito Santo, o forse i vostri discorsi di sapienza umana che hanno come fine di fare passare Dio per un Dio se non morto, debole e cambiato?' Ma non vi rendete conto della inutilità di tutte queste cose, e del danno che esse producono nella vostra vita? Svegliatevi fratelli, sì svegliatevi dal vostro sonno. Ah, se oggi i credenti si buttassero con la faccia a terra davanti a Dio per cercare la sua faccia con tutto il cuore, per cercare quella potenza svanita, che anticamente faceva tremare i peccato­ri e li convinceva della autenticità del Vangelo, e portava i credenti a temere Dio e i suoi giudizi; allora sì che molte riunioni di culto sarebbero diverse perché si vedrebbero i miracoli e le guarigioni di Dio, le sue opere glo­riose; i credenti si metterebbero a glorificare Iddio spontanea­mente e siamo sicuri ad alta voce e non più in silenzio o a bassa voce per non disturbare gli altri, e non si sentirebbero più frasi come: ‘Qui ci voleva un Amen, o un Gloria a Dio o un Alle­luia, ecc..'; spunterebbe quella gioia vera che è il frutto dello Spirito Santo perché i credenti vedrebbero i ciechi vedere, i sordi sentire, i zoppi camminare, e non avrebbero più il bisogno della battuta o della barzelletta domenicale per rallegrarsi di quella effimera gioia che queste vanità producono. Ma dico di più, si comincereb­bero a vedere pianti di gioia, quelli scomparsi dalla scena, quei pianti spontanei che scaturiscono dalla vista della bontà di Dio. Ma dico di più ancora: ‘Le case dei credenti non sarebbero più delle farmacie, i credenti smetterebbero di impararsi a memoria i nomi delle medicine per curare i diversi mali, ma comincerebbero a memorizzare i versi della Scrittura che parlano della potenza guaritrice di Dio e a meditarci sopra, e comincerebbero ad invocare Iddio in fede e in verità quando vengono colpiti dalla malattia. C'è qualcuno fra voi infermo? Diceva Giacomo, “Chiami gli anziani della chiesa, e preghino essi su lui, ungendolo d'olio nel nome del Signore, e la preghiera delle fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà” (Giacomo 5:14-15) oggi invece gli anziani indirizzano i credenti malati dal medico per farli imbottire di medicine che per altro fanno pure male, e sono i primi a farlo. E come possono i credenti esercitare la loro fede nel Signore, come può crescere la fede dei credenti in questa maniera? E come possono i credenti sentirsi spinti a desiderare i doni di guarigioni? E' impossibile, perché gli viene sbarrata la strada. Con questo noi non vogliamo dire che i medici fanno una professione inutile; ma vogliamo dire solo che i credenti che hanno conosciuto la verità si devono contraddistinguere nettamente dai non credenti per la loro piena fiducia nella potenza guaritrice di Dio. Come noi diciamo alle persone del mondo di credere nel Signore per essere salvati, perché solo lui li può salvare dai loro peccati e dall'inferno; così, nella stessa maniera dobbiamo dire loro di confidare nel Signore per ottenere la guarigione delle loro malattie. Gesù Cristo è lo stesso ieri oggi e in eterno; la sua mano è potente ancora oggi da guarire gli infermi di qualsiasi malattia, dalla febbre alla paralisi, dal mal di denti al cancro, il nostro grande Dio guarisce tutto.

 

Risposte alle più comuni obbiezioni

Adesso replichiamo ad alcune delle più consuete affermazioni fatte da coloro che dicono che i miracoli non sono più necessari, affermazioni che tendono a minimizzare i miracoli e le guarigioni di Dio, a fare guardare con sospetto ogni miracolo e guarigione di Dio, e a fare dubitare i credenti che Dio voglia pure oggi operare come anticamente tramite i suoi servi.

- ‘Il miracolo più grande che una persona può ricevere è la salvezza'.

Siamo perfettamente d'accordo nel dire che il più grande benefi­cio che una persona possa ricevere sulla terra da Dio è la sal­vezza dell'anima sua, il che significa ricevere il perdono dei peccati. Certo, la remissione dei peccati è più importante della guarigione fisica, perché senza la remis­sione dei peccati non si va in cielo, mentre con essa anche se si muore di una grave malattia si va in cielo. Ma tutto ciò non deve portare minimamente a pensare o a dire che i miracoli e le guari­gioni non sono necessari, perché bisogna sempre tenere presente che essi sono stati costituiti da Dio nella sua Chiesa al pari dei ministeri e degli altri doni. Paolo dice infatti ai Corinzi: “Dio ha costituito nella Chiesa primieramente degli apostoli; in secondo luogo dei profeti; in terzo luogo dei dottori; poi, i miracoli; poi, i doni di guarigione...." (1 Corinzi 12:28). Quindi, se Dio li ha costituiti vuole dire che sa che ce n'è il bisogno perchè “l'Eterno ha fatto ogni cosa per uno scopo” (Proverbi 16:4). Ricordiamoci che quelli che fanno i miracoli ed hanno i doni di guarigioni fanno parte del corpo di Cristo, e perciò come membri del corpo di Cristo con quella particolare funzione non possono essere dichia­rati inutili da nessuno, perché “l'occhio non può dire alla mano: Io non ho bisogno di te; nè il capo può dire ai piedi: Non ho bisogno di voi. Al contrario, le membra del corpo che paiono essere più deboli, sono invece necessarie..." (1 Corinzi 12:21-22).

Ora, poniamo caso che un giorno venga da noi qualcuno che ci dica: ‘Tu puoi vivere anche con un braccio solo perché non ti tagli uno dei tuoi bracci?' Oppure: ‘Tu puoi vivere anche senza un'orecchio tagliatene uno e buttalo via'. Che cosa gli risponde­remmo? Gli risponderemmo che nonostante ciò noi vogliamo vivere con due braccia e con due orecchi perché sono ambedue necessari. Nel caso dei miracoli e delle guarigioni è la stessa cosa; perché mai ci dovremmo rinunciare? Perchè sono inutili? Ma se sono parte del corpo di Cristo non possono essere inutili. Qualcuno dirà: ‘Ma anche senza miracoli e senza guarigioni la Chiesa va avanti!' Certo che va avanti anche senza i miracoli e le guarigioni, ma come va avanti? A stenti, a fatica, senza timore di Dio, senza esercitare fede in Dio nella malattia, senza desiderare i doni di potenza d'operare miracoli e i doni di guarigioni; e poi la gente del mondo che pensa nel sentire delle persone dire che Gesù è risorto e perciò può salvare, ma quanto alla guarigione fisica la questione è diversa perché con la morte degli apostoli ha deciso di non guarire più. Ma allora, mi viene da domandare a costoro: ‘Ma allora perché con la morte degli apostoli Gesù non ha cessato pure di salvare?'

Ma c'è qualcosa d'altro che mi trovo costretto a dire  sulla necessità dei miracoli e delle guarigioni; tanti dicono che i miracoli e le guarigioni non sono necessari perché possiedono una buona salute, o perché nella loro famiglia tutti hanno una buona salute o se qualcuno è malato la sua malattia non è dichiarata incurabile dai dottori. Ma siamo sicuri che se le cose cambiasse­ro radicalmente all'improvviso e qualcuno dei loro cari, come la giovane moglie o i propri piccoli bambini, si ammalasse di una malattia incurabile dal punto di vista medico, allora penso che comincerebbero a sentire la necessità di una guarigione divina perché si renderebbero conto che solo Dio può guarire quella malattia incurabile e prolungare la vita al condannato a morte in giovane età. Allora essi metterebbero le false credenze della propria denominazione sotto i piedi, e si rivolgerebbero a Dio affinchè operi qualcuna delle sue meraviglie antiche anche tramite qualcuno dei suoi servitori. Ah, è proprio in quei momenti che leggendo i miracoli e le guarigioni di Gesù sorge nell'intimo del bisognoso il desiderio di andare a Gesù per implorare la sua misericordia a favore del proprio caro a cui si vuole molto bene, esattamente come fece l'ufficiale reale per il suo figlio infermo, esattamente come fece quella donna Sirofenicia per la sua figliuola gravemente tormentata da un demonio, o come fece Iairo per la sua unica figliola che stava per morire. Sì, fratelli, è proprio così; e ci sono le prove, tanti credenti a cui era stato detto che l'era dei miracoli era cessata con la morte degli apostoli, questo lo hanno sperimentato in mezzo a queste sventure. E il Signore non li ha delusi: taluni il Signore li ha mandati dai suoi servitori che avevano dei doni di guarigioni, e li ha guariti; ad altri li ha guariti all'istan­te dopo che hanno invocato Dio senza che nessuno imponesse loro le mani o pregasse per loro. Non è meraviglioso tutto ciò? Sì questa è opera dell'Eterno ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri!

Quindi, fratelli, i miracoli e le guarigioni sono necessari; potete non averne bisogno voi direttamente; ma quanti nel mondo hanno bisogno di essere guariti da infermità che li stanno condu­cendo alla fossa? Molti; e come si fa a rimanere indifferenti dinnanzi ai bisognosi di guarigione quando noi sappiamo di avere un Dio che ha creato tutte le cose con la sua gran potenza ed è potente da supplire a qualsiasi bisogno degli uomini? Come si fa a rimanere indifferenti dinnanzi all'ordine di desiderare anche i doni di potenza di operare miracoli e i doni di guarigioni quando sappiamo che Dio è pronto a distribuirli per il bene di tante persone? Ma ci siamo dimenticati della compassione di cui era mosso Gesù nel vedere gli infermi? La Scrittura dice che egli mosso a pietà toccò il lebbroso che lo implorò di guarirlo se lo voleva, e il lebbroso fu guarito. La Scrittura dice che in un'al­tra occasione Gesù “vide una gran moltitudine, n'ebbe compassione e ne guarì gli infermi” (Matteo 14:14). Ecco cosa faceva Gesù, Egli guariva quelli che avevano bisogno di guarigione.

Ma proviamo ad immaginare per un momento cosa significhi essere nati ciechi, sordi, muti; proviamo a immaginare che cosa signifi­chi avere il proprio figlio cieco muto, sordo o paralizzato? Ma ci rendiamo conto che cosa significhi trovarsi in quelle circo­stanze? Ma non pensate fratelli che la guarigione fisica sia per coloro che si trovano in queste situazioni un'atto della miseri­cordia divina nei loro confronti? Qualcosa di necessario come lo è l'acqua per l'assetato o il pane per l'affamato? Riflettete su tutto ciò.

- ‘Anche senza miracoli e guarigioni la gente crede lo stesso nel Vangelo'.

E' vero questo infatti nella Scrittura non tutti coloro che si dice che credettero videro dei miracoli o delle guarigioni prima di credere; l'esempio di Lidia e di molti altri conferma ciò. Ma è altresì vero che taluni non crederanno se non vedono segni e miracoli. Non ha forse detto Gesù un giorno: “Se non vedete segni e miracoli voi non crederete” (Giovanni 4:48)? Quindi, tra le persone ci saranno sempre coloro che per credere avranno bisogno di vedere qualche segno da parte di Dio; Dio sa chi sono e sa come farlo. D'altron­de non c'è proprio nulla di nuovo sotto il sole.

- Il dono di operare miracoli e i doni di guarigioni cessarono quando il canone delle Scritture fu completato!'

Una tale affermazione è priva di ogni fondamento biblico, perché il completamento del canone non ha affatto coinciso con la cessazione dei doni dello Spirito Santo o non ne ha affatto decretato la loro cessazione. Tanto è vero che nel libro dell'Apocalisse viene detto che poco prima del ritorno di Gesù dal cielo devono fare la loro comparsa due unti o profeti di Dio che avranno sia il dono di profezia che il dono di potenza d'operare miracoli, secondo che è scritto: “E io darò ai miei due testimoni di profetare, ed essi profeteranno per milleduecentosessanta giorni, vestiti di cilicio. Questi sono i due olivi e i due candelabri che stanno nel cospetto del Signor della terra. E se alcuno li vuole offendere, esce dalla lor bocca un fuoco che divora i loro nemici; e se alcuno li vuole offendere bisogna ch'ei sia ucciso in questa maniera. Essi hanno il potere di chiudere il cielo onde non cada pioggia durante i giorni della loro profezia; e hanno potestà sulle acque di convertirle in sangue, potestà di percuotere la terra di qualunque piaga, quante volte vorranno” (Apocalisse 11:3-6). Ora io domando: ‘Se i doni dello Spirito fossero cessati quando il canone delle Scritture fu completato, come è possibile che questi due unti avranno proprio due doni dello Spirito Santo?' E' evidente dunque che i doni dello Spirito non cesseranno fino a che non ritornerà il Signore Gesù dal cielo. E poi come si fa a dire che i doni sono cessati quando Paolo dice: “Or a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l'utile comune” (1 Corinzi 12:7)? Non ha detto che a ciascuno era data la manifestazione dello Spirito ma che a ciascuno è data, quindi il verbo al presente attesta che l'era dei doni spirituali non è cessata. Ho fatto notare questo perché ci sono taluni che arrivano a dire che l'autore dell'epistola agli Ebrei guardava ormai con nostalgia a quel tempo particolare ma passato, quando “Dio stesso aggiungeva la sua testimonianza alla loro, con de' segni e de' prodigî, con opere potenti svariate, e con doni dello Spirito Santo distribuiti secondo la sua volontà” (Ebrei 2:4), il che significa che secondo costoro oramai i doni dello Spirito Santo non ci sono più perché non ce n'è più bisogno!!!

A tal proposito vorrei dire qualcosa altro, e cioè che non si capisce come mai gli apostoli – che avevano gli Scritti dell'Antico Testamento, che rendon anch'essi testimonianza di Gesù (Giovanni 5:39) in quanto parlano in maniera profetica del Cristo, della sua nascita, del suo ministerio, della sua morte e della sua resurrezione, come anche della sua ascensione in cielo,– avevano bisogno di quei doni per avvalorare o confermare la Parola di Dio e quindi fare capire alla gente che essi proclamavano la verità di Dio, cioè per fare capire che quelle cose che erano scritte nell'Antico Testamento si erano adempiute in Gesù di Nazaret - mentre oggi non c'è nessuno nella Chiesa che abbia bisogno di quegli stessi doni per avvalorare o confermare la stessa Parola di Dio, cioè per confermare che le cose scritte a proposito di Gesù nel Nuovo Testamento – cose che non sono altro che l'adempimento delle Scritture profetiche dell'Antico Testamento – sono veramente accadute così come sono scritte, e questo semplicemente perché oltre agli scritti dell'Antico Testamento noi abbiamo quelli del Nuovo Testamento che parlano semplicemente più estesamente del Signore Gesù in quanto parlano dei fatti che lo concernono ma questa volta come fatti già accaduti ed entrano nei dettagli. Confesso che non capisco proprio. Le Scritture che concernono il Cristo – a prescindere che siano quelle dell'Antico Testamento o quelle del Nuovo – hanno sempre bisogno di essere confermate o avvalorate mediante miracoli e guarigioni. Vi farò degli esempi: immaginate l'apostolo Paolo che attorno alla metà del primo secolo dopo Cristo arriva in una città dell'impero Romano e subito si reca in una sinagoga dei Giudei, e comincia a trarre i suoi ragionamenti dalle Scritture profetiche dell'Antico Testamento, spiegando che tutte quelle Scritture concernenti il Cristo, si erano adempiute in Gesù di Nazaret, che era vissuto solo pochi decenni prima sulla terra. Ora, qualcuno avrebbe potuto dirgli o pensare dentro di sè: ‘Chi mi dice che quello che tu mi dici sia vero?' ‘Perché dovrei credere alle tue parole?' ‘Belle parole le tue, ma hanno esse l'approvazione di Dio?' E' evidente dunque che quelle Scritture che parlavano di Gesù avevano bisogno di una conferma in termini di miracoli e guarigioni, affinchè l'apostolo che le proclamava potesse avere anche la testimonianza diretta di Dio a quello che lui diceva appoggiandosi alle Scritture. Ora, immaginate un servo di Dio di origine ebraica che oggi si reca in una sinagoga dei Giudei per fare le stesse cose che faceva Paolo, perché mai non dovrebbe avere bisogno anche lui della testimonianza di Dio che avvalora questa volta la veracidità delle Scritture del Nuovo Testamento, nel senso che conferma che quello che è scritto a proposito di Gesù nel Nuovo Testamento è Parola di Dio come è Parola di Dio quello che dissero Mosè e i profeti sotto l'Antico Testamento a proposito di Gesù? E la stessa cosa si può dire di un servo di Dio che si reca in mezzo alla giungla dove non hanno conoscenza della Scrittura, e comincia ad annunciare il Vangelo, come mai Dio non dovrebbe confermare la sua testimonianza aggiungendogli la Sua, con segni e prodigi? E' veramente antibiblico pensare o dire una simile cosa.

- ‘Anche il diavolo fa miracoli'.

Anche questa è un'affermazione che si sente fare molto spesso a coloro che non reputano i miracoli e le guarigioni divine neces­sarie anche oggi, ma riteniamo che sia sbagliato farla con lo scopo di fare credere ai credenti che perciò è meglio non volere ricercare i miracoli e le guarigioni. E questo perché il fatto che il diavolo operi segni e prodigi bugiardi non annulla per niente il fatto che i miracoli e le guarigioni sono necessari. Sarebbe come dire: ‘Non facciamo più uso delle banconote che sono in circolazione perché esistono molti spacciatori e contraffatto­ri di banconote false!'; o dire: ‘Non leggiamo più la Bibbia perché molti falsi profeti l'hanno contorta!'. Ma non sarebbe ciò una follia? Come si può quindi non volere ricercare i miracoli e le guarigioni di Dio solo perché il diavolo fa segni e prodigi bugiardi tramite i suoi ministri? Ma io dico: ‘Ma se anche al tempo degli apostoli il diavolo faceva miracoli bugiardi per sedurre le persone ed anche allora c'erano i falsi profeti che seducevano con dei segni bugiardi le persone, e nonostante ciò l'apostolo Paolo esortava i credenti a desiderare ardentemente i doni maggiori, perché mai oggi si dovrebbe cessare di desiderare i miracoli e le guarigioni? Perchè mai si dovrebbe pensare che tutti i segni e i prodigi siano dal diavolo e nessuno da Dio (questo alla fin fine è quello che viene insegnato e creduto in molte Chiese?'

Facciamo un esempio esplicativo. Gesù prima di morire disse: “Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno gran segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti” (Matteo 24:24); e questo i suoi discepoli glielo sentirono dire con le loro proprie orec­chie. Dopo che Gesù fu assunto in cielo noi leggiamo che Stefano, che era uno dei sette costituiti dagli apostoli a servire le mense, “faceva gran prodigi e segni fra il popolo” (Atti 6:8). Ma possiamo dire forse, in base alle parole di Gesù, che Stefano faceva segni e prodigi da parte del diavolo per sedurre gli eletti? Affatto. Perché sappiamo dalla Scrittura che Stefano era un uomo pieno di Spirito Santo, di fede, di grazia e di potenza.

Quindi noi riteniamo che se da un lato è giusto avvertire i fratelli dei falsi miracoli e delle false guarigioni, dall'altro è pure giusto parlargli dei veri miracoli e delle vere guarigioni al fine di fare sorgere in loro il giusto desiderio di desiderar­li per l'edificazione della Chiesa. Concentrare il discorso sempre sul fatto che ci sono falsi miracoli e false guarigioni fa sorgere nei credenti solo diffidenza anche verso i veri miracoli e le vere guarigioni di Dio; e si finisce col fargli pensare che anche i veri miracoli e le vere guarigioni operati nel nome di Gesù siano anch'essi dal diavolo. Lo stesso discorso vale anche nel campo dei ministeri; se si dice sempre che ci sono mercenari che si spacciano per pastori, e si tralascia di dire che ci sono uomini costituiti da Dio che pascono il gregge affidatogli, i credenti finiranno col pensare che non ci sono più pastori che pascono il gregge di Dio perché tutti pascono loro stessi; il che non è affatto vero. Ed ancora: Se si dicesse sempre che in questa generazione sono sorti tanti falsi profeti che hanno usato il nome di Dio per proferire menzogne e sedurre le persone, si finirebbe col fare pensare ai credenti che chiunque si dice profeta e parla nel nome di Dio è un impostore; il che non è vero.

Concludiamo dicendo questo: è chiaro che il diavolo ha tutto l'interesse a far credere che tutti i miracoli e le guarigioni siano operati da lui; e questo per tenere lontani i credenti dai doni dello Spirito Santo e privarli così di alcune delle potenti armi che Dio ha assegnato alla sua Chiesa per combatterlo. Noi non ignoriamo le macchinazioni di Satana, perciò vi diciamo fratelli: Non temete, statevene tranquilli, le opere del nostro Dio sono tutte verità e non possono essere smascherate, mentre le opere del diavolo sono menzogne e possono essere smascherate. Ma riflettete: ‘Se il diavolo, che è il padre della menzogna, opera segni e prodigi per sedurre le persone, e riesce a sedurle; non pensate voi che il nostro Dio che è verace e che è immensamente più potente di lui, tanto che un giorno lo stritolerà sotto i nostri piedi, sia potente da operare dei veri miracoli e delle vere guarigioni per portare le persone a credere nella verità ed a riuscirci? Così, dunque, desiderate ardentemente i doni spirituali di potenza di operare miracoli e di guarigioni, per l'edificazione della Chiesa perché questo è un buon desiderio nel cospetto di Dio. E che Dio adempia il desiderio del vostro cuore in accordo con la sua volontà. Amen.

Giacinto Butindaro

Scarica la predicazione in formato mp3 della confutazione della dottrina: I miracoli e le guarigioni non sono piu' necessari come una volta e perciò i relativi doni sono cessati.
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