Gesù Cristo la pietra angolare, che ha compiuto l'espiazione

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Che cosa significa che Gesù Cristo è la pietra angolare?

Ora, tenendo presente che la pietra angolare è la pietra fondamentale che forma l'angolo esterno di un edificio, e viene posta all'angolo d'incontro di due muri e li mantiene legati, il fatto che Gesù Cristo sia chiamato "la pietra angolare, sulla quale l'edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore" (Ef. 2:21), sta ad indicare che Lui è la pietra fondamentale su cui è stata costruita la Chiesa Dio, ossia l'edificio spirituale che ha da servire di dimora a Dio per lo Spirito. Sopra di lui ci sono altre pietre, in primo luogo gli apostoli e i profeti (cfr. Ef. 2:20), e poi a seguire tutti i credenti secondo che è scritto: "Anche voi, come pietre viventi, siete edificati qual casa spirituale, per essere un sacerdozio santo per offrire sacrificî spirituali, accettevoli a Dio per mezzo di Gesù Cristo" (1 Piet. 2:4-5).

E' interessante notare che questa pietra è stata rigettata dagli edificatori, cioè dai capi sacerdoti, dagli scribi e dai Farisei, prima di diventare la pietra angolare della Casa di Dio; e che mentre per noi che abbiamo creduto è la pietra angolare, eletta e preziosa, per coloro che non credono in Gesù Cristo è una pietra d'inciampo e un sasso d'intoppo (cfr. 1 Piet. 2:6-7). In altre parole, la loro rovina perché Gesù ha detto che "chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato" (Matt. 21:44)

Che cosa significa che Gesù Cristo ha compiuto l'espiazione dei nostri peccati?

Significa che lui morendo sulla croce per i nostri peccati e con i nostri peccati su di lui ha pagato il prezzo che era necessario fosse pagato in favore nostro affinché noi fossimo perdonati e riconciliati con Dio. E questo prezzo fu il suo sangue perchè "senza spargimento di sangue non c'è remissione" (Ebrei 9:22). Ecco perché Gesù, nella notte che fu tradito quando prese il calice, disse ai suoi discepoli: "…. questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per la remissione dei peccati" (Matt. 26:28), ed ecco perché sempre Gesù tempo prima aveva detto che il Figliuol dell'uomo, cioè lui, era venuto per "dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti" (Matt. 20:28).

Questo atto riconciliatorio compiuto da Gesù Cristo era stato prefigurato e preannunciato da Dio nella legge quando stabilì cosa doveva fare il sommo sacerdote una volta all'anno per compiere l'espiazione dei suoi peccati e di quelli del popolo. Ecco quanto disse Dio: "Aaronne offrirà dunque il giovenco del sacrifizio per il peccato per sé, e farà l'espiazione per sé e per la sua casa; e scannerà il giovenco del sacrifizio per il peccato per sé. Poi prenderà un turibolo pieno di carboni accesi tolti di sopra all'altare davanti all'Eterno, e due manate piene di profumo fragrante polverizzato; e porterà ogni cosa di là dal velo. Metterà il profumo sul fuoco davanti all'Eterno, affinché il nuvolo del profumo copra il propiziatorio che è sulla testimonianza, e non morrà. Poi prenderà del sangue del giovenco, e ne aspergerà col dito il propiziatorio dal lato d'oriente, e farà sette volte l'aspersione del sangue col dito, davanti al propiziatorio. Poi scannerà il capro del sacrifizio per il peccato, che è per il popolo, e ne porterà il sangue di là dal velo; e farà di questo sangue quello che ha fatto del sangue del giovenco: ne farà l'aspersione sul propiziatorio e davanti al propiziatorio. Così farà l'espiazione per il santuario, a motivo delle impurità dei figliuoli d'Israele, delle loro trasgressioni e di tutti i loro peccati" (Lev. 16:11-16). Come si può vedere, era necessario che il sacerdote immolasse degli animali e offrisse il loro sangue per compiere l'espiazione dei peccati, perché come disse sempre Dio "il sangue è quello che fa l'espiazione mediante la vita" (Lev. 17:11). In quel caso però il sommo sacerdote essendo anche lui un uomo "circondato da infermità" (Ebr. 5:2) era obbligato ad offrire dei sacrifici espiatori anche per i suoi propri peccati, oltre che per quelli di tutto il popolo (cfr. Ebr. 5:2-3). Venuto però Gesù Cristo, il Sommo Sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec, quindi appartenente ad un ordine superiore a quello di Aaronne; stabilito da Dio in eterno perché siccome dimora in eterno ha un sacerdozio che non si trasmette (cfr. Ebr. 7:24); e non senza giuramento a differenza dei sommi sacerdoti dell'Antico Patto; e santo e immacolato e innocente perché non conobbe peccato, egli offrì se stesso puro di ogni colpa a Dio per i nostri peccati (cfr. Ebr. 7:27; 10:12) compiendo una espiazione migliore di quella che compiva una volta all'anno il sommo sacerdote perché questa toglie i peccati dalla coscienza, quella invece non li toglieva "perché è impossibile che il sangue di tori e di becchi tolga i peccati" (Ebr. 10:4).

A Cristo Gesù, il Figlio di Dio che dopo avere compiuta la purificazione dei nostri peccati, ascese alla destra della Maestà nei luoghi altissimi, sia la gloria ora e in eterno. Amen

 

Perché Gesù Cristo sulla croce gridò: "Elì, Elì, lamà sabactanì? cioè: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Matt. 27:46)?

Lo fece affinché si adempissero le seguenti parole pronunciate da Davide per lo Spirito e scritte nel Salmo ventiduesimo e che concernono le sofferenze che il Cristo, cioè Lui, doveva patire: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Sal. 22:1). E che io credo esprimono in maniera molto eloquente quanto fu profonda la sofferenza patita da Gesù per amore nostro sulla croce del Golgota, e quindi devono farci riflettere profondamente sul grande amore che Cristo ha manifestato verso di noi. Egli dopo essere stato abbandonato dai suoi discepoli, fu abbandonato temporaneamente anche dal Padre suo nelle mani dei suoi carnefici. Nessuna liberazione era prevista per Lui in mezzo a quella sua atroce sofferenza. Egli lo sapeva. I suoi nemici però approfittarono di questa situazione in cui lui si trovava, cioè appeso come un malfattore su una croce, per ingiuriarlo e farsi beffe di lui dicendogli: "Ha salvato altri e non può salvar se stesso! Da che è il re d'Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui. S'è confidato in Dio; lo liberi ora, s'Ei lo gradisce, poiché ha detto: Son Figliuol di Dio" (Matt. 27:42-43). Cosa questa anch'essa predetta da Davide nel medesimo Salmo in questa maniera: "Chiunque mi vede si fa beffe di me; allunga il labbro, scuote il capo, dicendo: Ei si rimette nell'Eterno; lo liberi dunque; lo salvi, poiché lo gradisce!" (Salmo 22:7-8).

Butindaro Giacinto


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