Il ritorno di Cristo e gli eventi che seguiranno

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Dopo che Gesù Cristo fu risuscitato dai morti, apparve a coloro che egli aveva scelto come suoi testimoni. Stette con loro quaranta giorni ragionando delle cose relative al regno di Dio, dopodiché presso Betania mentre li stava benedicendo fu assunto in cielo e precisamente alla destra di Dio secondo che è scritto: "Si pose a sedere alla destra della Maestà ne' luoghi altissimi" (Ebr. 1:3). Questo avvenne affinché si adempissero le parole di Davide: "L'Eterno ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io abbia fatto de' tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi" (Sal. 110:1). Ma da dove adesso Gesù si trova egli un giorno ritornerà. Lui stesso ancora prima di soffrire promise di tornare infatti disse ai suoi discepoli: "Nella casa del Padre mio ci son molte dimore; se no, ve l'avrei detto; io vo a prepararvi un luogo; e quando sarò andato e v'avrò preparato un luogo, tornerò e v'accoglierò presso di me, affinché dove son io, siate anche voi; e del dove io vo sapete anche la via" (Giov. 14:2-3).

Come avverrà il ritorno di Gesù Cristo?

- Nella stessa maniera in cui egli se n'è andato in cielo .

E' scritto infatti nel libro degli Atti degli apostoli: "E dette queste cose, mentr'essi guardavano, fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo tolse d'innanzi agli occhi loro. E come essi aveano gli occhi fissi in cielo, mentr'egli se ne andava, ecco che due uomini in vesti bianche si presentarono loro e dissero: Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù che è stato tolto da voi ed assunto in cielo, verrà nella medesima maniera che l'avete veduto andare in cielo" (Atti 1:9-11). Quindi come Gesù fu visto andare in cielo da coloro che furono presenti alla sua ascensione, così, al suo ritorno, sarà visto tornare dal cielo, ma questa volta non sarà visto solo da un piccolo numero di persone come alla sua ascensione ma da tutti, secondo che è scritto: "Ecco, egli viene colle nuvole; ed ogni occhio lo vedrà: lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, Amen" (Ap. 1:7).

- Sulle nuvole, con gloria e con potenza .

In Matteo infatti a riguardo del ritorno di Cristo é scritto: "E allora apparirà nel cielo il segno del Figliuol dell'uomo; ed allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio, e vedranno il Figliuol dell'uomo venir sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria" (Matt. 24:30). Il profeta Daniele centinaia di anni prima aveva detto: "Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile a un figliuol d'uomo; egli giunse fino al vegliardo, e fu fatto accostare a lui. E gli furon dati dominio, gloria e regno, perché tutti i popoli, tutte le nazioni e lingue lo servissero; il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno, un regno che non sarà distrutto" (Dan. 7:13-14).

Che cosa avverrà al ritorno di Gesù Cristo?

- La resurrezione dei morti in Cristo e il mutamento di coloro che saranno trovati viventi.

A proposito della resurrezione dei credenti Paolo dice ai santi di Corinto che "in Cristo saran tutti vivificati; ma ciascuno nel suo proprio ordine; Cristo, la primizia; poi quelli che son di Cristo, alla sua venuta" (1 Cor. 15:22-23), ed ai santi di Tessalonica: "Il Signore stesso, con potente grido, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi…" (1 Tess. 4:16). Tra i morti in Cristo che risorgeranno ci saranno anche le anime di coloro che sono stati decollati (decapitati) per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio e di quelli che non hanno adorata la bestia né la sua immagine e non hanno preso il marchio sulla loro fronte e sulla loro mano (cfr. Ap. 20:4).

A proposito invece del mutamento dei viventi sempre Paolo dice ai Tessalonicesi: "… poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre col Signore" (1 Tess. 4:17).

Quindi, come dice sempre Paolo, "non tutti morremo, ma tutti saremo mutati" (1 Cor. 15:52), in un momento, in un batter d'occhio, al suon della tromba che suonerà il Signore Gesù Cristo. In quel giorno Gesù Cristo "trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, in virtù della potenza per la quale egli può anche sottoporsi ogni cosa" (Fil. 3:21), in quel giorno noi saremo sopravvestiti della nostra abitazione che è celeste, e ciò che è mortale sarà assorbito dalla vita (cfr. 2 Cor. 5:2,4). E' un grande giorno quindi quello del ritorno di Gesù Cristo perché in esso coloro che sono morti in Cristo e coloro che saranno trovati viventi otterranno la redenzione del loro corpo (cfr. Rom. 8:23), o come è anche chiamata la piena redenzione (cfr. Ef. 1:14) che i santi di tutti i secoli hanno aspettato con fede e pazienza.

- La distruzione di coloro che non conoscono Dio e non ubbidiscono al Vangelo .

Paolo dice infatti ai santi di Tessalonica: "… il Signor Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Iddio, e di coloro che non ubbidiscono al Vangelo del nostro Signor Gesù. I quali saranno puniti di eterna distruzione, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza, quando verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che hanno creduto, e in voi pure, poiché avete creduto alla nostra testimonianza dinanzi a voi" (2 Tess. 1:7-10).

Tra coloro che saranno puniti ci saranno anche tutti quei credenti che al ritorno di Cristo non saranno trovati pronti. Gesù infatti spiegò in svariate maniere che coloro che non saranno trovati pronti al suo ritorno saranno da lui puniti. In una parabola egli disse per esempio: "Qual è mai il servitore fedele e prudente che il padrone abbia costituito sui domestici per dar loro il vitto a suo tempo? Beato quel servitore che il padrone, arrivando, troverà così occupato! Io vi dico in verità che lo costituirà su tutti i suoi beni. Ma, s'egli è un malvagio servitore che dica in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire; e comincia a battere i suoi conservi, e a mangiare e bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servitore verrà nel giorno che non se l'aspetta, e nell'ora che non sa; e lo farà lacerare a colpi di flagello, e gli assegnerà la sorte degl'ipocriti. Ivi sarà il pianto e lo stridor de' denti" (Matt. 24:45-51). Notate la fine che attende il servitore che il padrone ha costituito sui suoi domestici ma che in sua assenza si abbandona alla dissolutezza, prima egli verrà flagellato e poi gli sarà assegnata la sorte degli ipocriti che è una sorte terribile perché dove vengono gettati gli ipocriti c'è il pianto e lo stridore dei denti. In un'altra parabola Gesù disse che in quel giorno avverrà "come di un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servitori e affidò loro i suoi beni; e all'uno diede cinque talenti, a un altro due, e a un altro uno; a ciascuno secondo la sua capacità; e partì. Subito, colui che avea ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque. Parimente, quello de' due ne guadagnò altri due. Ma colui che ne avea ricevuto uno, andò e, fatta una buca in terra, vi nascose il danaro del suo padrone. Or dopo molto tempo, ecco il padrone di que' servitori a fare i conti con loro. E colui che avea ricevuto i cinque talenti, venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: Signore, tu m'affidasti cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. E il suo padrone gli disse: Va bene, buono e fedel servitore; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore. Poi, presentatosi anche quello de' due talenti, disse: Signore, tu m'affidasti due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due. Il suo padrone gli disse: Va bene, buono e fedel servitore; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore. Poi, accostatosi anche quello che avea ricevuto un talento solo, disse: Signore, io sapevo che tu sei uomo duro, che mieti dove non hai seminato, e raccogli dove non hai sparso; ebbi paura, e andai a nascondere il tuo talento sotterra; eccoti il tuo. E il suo padrone, rispondendo, gli disse: Servo malvagio ed infingardo, tu sapevi ch'io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; dovevi dunque portare il mio danaro dai banchieri; e al mio ritorno, avrei ritirato il mio con interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a colui che ha i dieci talenti. Poiché a chiunque ha sarà dato, ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E quel servitore disutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Ivi sarà il pianto e lo stridor dei denti" (Matt. 25:14-30). Anche in questo caso notate la fine terribile che farà il servitore disutile che non ha ubbidito all'ordine del suo padrone, sarà gettato nelle tenebre dove ci sarà il pianto e lo stridore dei denti.

- La distruzione dell'uomo del peccato .

Paolo infatti dice sempre ai Tessalonicesi che quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato, il figliuol della perdizione, la cui venuta "avrà luogo, per l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigî bugiardi; e con ogni sorta d'inganno d'iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amor della verità per esser salvati" (2 Tess. 2:9-10). Il Signore Gesù distruggerà quell'empio "col soffio della sua bocca, e annienterà con l'apparizione della sua venuta" (2 Tess. 2:8).

Che il Signore Gesù quando tornerà dal cielo guerreggerà contro i suoi nemici è confermato da Giovanni nel libro dell'Apocalisse quando dice: "Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; e colui che lo cavalcava si chiama il Fedele e il Verace; ed egli giudica e guerreggia con giustizia. E i suoi occhi erano una fiamma di fuoco, e sul suo capo v'eran molti diademi; e portava scritto un nome che nessuno conosce fuorché lui. Era vestito d'una veste tinta di sangue, e il suo nome è: la Parola di Dio. Gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano sopra cavalli bianchi, ed eran vestiti di lino fino bianco e puro. E dalla bocca gli usciva una spada affilata per percuoter con essa le nazioni; ed egli le reggerà con una verga di ferro, e calcherà il tino del vino dell'ardente ira dell'Onnipotente Iddio. E sulla veste e sulla coscia porta scritto questo nome: RE DEI RE, SIGNOR DEI SIGNORI. Poi vidi un angelo che stava in piè nel sole, ed egli gridò con gran voce, dicendo a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: Venite, adunatevi per il gran convito di Dio, per mangiar carni di re e carni di capitani e carni di prodi e carni di cavalli e di cavalieri, e carni d'ogni sorta d'uomini, liberi e schiavi, piccoli e grandi. E vidi la bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per muover guerra a colui che cavalcava il cavallo e all'esercito suo. E la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che avea fatto i miracoli davanti a lei, coi quali aveva sedotto quelli che aveano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Ambedue furon gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. E il rimanente fu ucciso con la spada che usciva dalla bocca di colui che cavalcava il cavallo; e tutti gli uccelli si satollarono delle loro carni" (Ap. 19:11-21). Ci sarà dunque una vera carneficina al ritorno glorioso di Gesù operata da Cristo Gesù stesso.

- L'instaurazione del regno millenario sulla terra .

Giovanni dice infatti a proposito di coloro che parteciperanno alla prima resurrezione (che è quella dei morti in Cristo): "Beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione. Su loro non ha potestà la morte seconda, ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni" (Ap. 20:6). Dunque Cristo e i suoi santi regneranno sulla terra per un periodo di mille anni. Questi mille anni sulla terra saranno caratterizzati dalla pace e dalla giustizia e questo perché il diavolo sarà rinchiuso nell'abisso secondo che è scritto: "Poi vidi un angelo che scendeva dal cielo e avea la chiave dell'abisso e una gran catena in mano. Ed egli afferrò il dragone, il serpente antico, che è il Diavolo e Satana, e lo legò per mille anni, lo gettò nell'abisso che chiuse e suggellò sopra di lui onde non seducesse più le nazioni finché fossero compiti i mille anni; dopo di che egli ha da essere sciolto per un po' di tempo" (Ap. 20:1-3).

Quando avverrà il ritorno di Gesù Cristo?

A suo tempo, cioè al tempo fissato da Dio, perché Paolo dice che la sua apparizione "sarà manifestata a suo tempo" (1 Tim. 6:15). Come dunque la prima venuta di Gesù avvenne a suo tempo secondo che è scritto: "Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empî" (Rom. 5:6), similmente sarà per la sua seconda venuta. Questo tempo nessuno lo sa perché come disse Gesù mentre era sulla terra: "Ma quant'è a quel giorno ed a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo" (Matt. 24:36). Gesù disse ai suoi discepoli di vegliare e di pregare proprio perché non sapevano né il giorno e né l'ora del suo ritorno (cfr. Matt. 24:44; 25:13). L'apostolo Paolo sui tempi del ritorno di Cristo disse ai santi di Tessalonica: "Or quanto ai tempi ed ai momenti, fratelli, non avete bisogno che vi se ne scriva; perché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte. Quando diranno: Pace e sicurezza, allora di subito una improvvisa ruina verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno affatto" (1 Tess. 5:1-3). Naturalmente il giorno del Signore verrà come un ladro per coloro che sono nelle tenebre e non per coloro che sono nella luce cioè i figliuoli di Dio che camminano nella luce, e questo perché i figliuoli della luce aspettano il Signore, mentre quelli che sono della notte non l'aspettano. Paolo questo lo spiega subito dopo dicendo: "Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, sì che quel giorno abbia a cogliervi a guisa di ladro; poiché voi tutti siete figliuoli di luce e figliuoli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre; non dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobrî" (1 Tess. 5:4-6). E' ovvio però che se un figliuolo della luce smette di camminare nella luce e si mette a camminare nelle tenebre quel giorno lo coglierà anche a lui come un ladro e allora non scamperà affatto alla punizione di cui dicevamo prima. Non ha forse detto Gesù ai suoi discepoli: "Badate a voi stessi, che talora i vostri cuori non siano aggravati da crapula, da ubriachezza e dalle ansiose sollecitudini di questa vita, e che quel giorno non vi venga addosso all'improvviso come un laccio; perché verrà sopra tutti quelli che abitano sulla faccia di tutta la terra" (Luca 21:34-35)?

Da ciò che abbiamo detto è evidente dunque che chiunque fa calcoli per stabilire i tempi del ritorno di Cristo fa qualcosa che non è secondo la volontà di Dio. La volontà di Dio è che noi ci prepariamo alla venuta di Cristo al fine di non ritrarci da lui coperti di vergogna, ma non che facciamo calcoli per stabilire anche approssimativamente quando egli tornerà. Ci basta sapere che la venuta del Signore è vicina (Giac. 5:8), che "ancora un brevissimo tempo, e colui che ha da venire verrà e non tarderà" (Ebr. 10:37), che molte delle cose che Gesù disse precederanno la sua venuta si sono adempiute e si stanno adempiendo anche in questa generazione, e che quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato. Quando poi egli tornerà non sta a noi di saperlo perché come disse Gesù ai suoi discepoli che gli avevano domandato se era in quel tempo che lui avrebbe ristabilito il regno ad Israele: "Non sta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riserbato alla sua propria autorità" (Atti 1:7). Purtroppo però c'è sempre qualcuno in seno alla fratellanza che non curante di quello che dice la Scrittura si diletta nel volere stabilire tempi e momenti del ritorno di Cristo. Vi esorto a guardarvi da chiunque agisca in questa maniera, non importa se è un uomo o una donna, una persona eloquente o meno, un pastore o una pecora, qualcuno che conosca o che non conosca le Scritture; sappiate che egli con i suoi discorsi mette turbamento nel cuore di coloro che gli danno retta e ciò è segno che i suoi discorsi non sono da Dio. Lo ripeto fratelli, guardatevi da tutti coloro che - non importa come - sono arrivati a stabilire la data del ritorno di Cristo; le loro sono ciance profane che a suo tempo si manifesteranno come tali, a loro confusione e di quelli che gli danno retta.

Cosa accadrà dopo il ritorno di Cristo?

- Il regno millenario e lo scioglimento del diavolo al suo termine.

Come detto innanzi, quando Cristo tornerà inizierà un regno di mille anni sulla terra, regno di pace e di giustizia, perché il diavolo si troverà rinchiuso nell'abisso per tutto questo tempo. Alla fine di questo tempo però il diavolo sarà sciolto dalla sua prigione e sedurrà le nazioni. Ecco come Giovanni descrive questi ultimi eventi: "E quando i mille anni saranno compiti, Satana sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro canti della terra, Gog e Magog, per adunarle per la battaglia: il loro numero è come la rena del mare. E salirono sulla distesa della terra e attorniarono il campo dei santi e la città diletta; ma dal cielo discese del fuoco e le divorò. E il diavolo che le avea sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saran tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli" (Ap. 20:7-10). Dunque dopo il millennio tutti coloro che rimarranno sedotti dal diavolo si scaglieranno contro i santi che saranno sulla terra, ma Dio li punirà con il fuoco dal cielo, un po' come fece con Sodoma e Gomorra. Ed anche il diavolo sarà punito, egli sarà gettato nel fuoco eterno per esservi tormentato per l'eternità come giustamente merita. Dunque sia il seduttore che i sedotti saranno puniti.

- La distruzione di questi cieli e di questa terra .

Giovanni dice infatti che dopo che il diavolo fu gettato nel fuoco eterno vide un grande trono bianco e Colui che vi sedeva sopra, "dalla cui presenza fuggiron terra e cielo; e non fu più trovato posto per loro" (Ap. 20:11). Al posto di essi Dio ne creerà di nuovi (cfr. Ap. 21:1).

- La resurrezione degli empi e il loro giudizio .

Questa è la seconda resurrezione, cioè quella di coloro che hanno operato male (cfr. Giov. 5:29), che risorgeranno in risurrezione di giudizio per essere giudicati secondo le loro opere e condannati al fuoco eterno. Giovanni in visione la vide e la descrisse così: "E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavan ritti davanti al trono; ed i libri furono aperti; e un altro libro fu aperto, che è il libro della vita; e i morti furon giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro. E il mare rese i morti ch'erano in esso; e la morte e l'Ades resero i loro morti, ed essi furon giudicati, ciascuno secondo le sue opere. E la morte e l'Ades furon gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè, lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco" (Ap. 20:12-15).

- La discesa della Nuova Gerusalemme sulla nuova terra in cui regneranno in eterno i santi .

Ecco come Giovanni descrive la discesa della Nuova Gerusalemme e la città stessa: "Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati, e il mare non era più. E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scender giù dal cielo d'appresso a Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. E udii una gran voce dal trono, che diceva: Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini; ed Egli abiterà con loro, ed essi saranno suoi popoli, e Dio stesso sarà con loro e sarà loro Dio; e asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro e la morte non sarà più; né ci saran più cordoglio, né grido, né dolore, poiché le cose di prima sono passate (…) E venne uno dei sette angeli che aveano le sette coppe piene delle sette ultime piaghe; e parlò meco, dicendo: Vieni e ti mostrerò la sposa, la moglie dell'Agnello. E mi trasportò in ispirito su di una grande ed alta montagna, e mi mostrò la santa città, Gerusalemme, che scendeva dal cielo d'appresso a Dio, avendo la gloria di Dio. Il suo luminare era simile a una pietra preziosissima, a guisa d'una pietra di diaspro cristallino. Avea un muro grande ed alto; avea dodici porte, e alle porte dodici angeli, e sulle porte erano scritti dei nomi, che sono quelli delle dodici tribù dei figliuoli d'Israele. A oriente c'eran tre porte; a settentrione tre porte; a mezzogiorno tre porte, e ad occidente tre porte. E il muro della città avea dodici fondamenti, e su quelli stavano i dodici nomi dei dodici apostoli dell'Agnello. E colui che parlava meco aveva una misura, una canna d'oro, per misurare la città, le sue porte e il suo muro. E la città era quadrangolare, e la sua lunghezza era uguale alla larghezza; egli misurò la città con la canna, ed era dodicimila stadi; la sua lunghezza, la sua larghezza e la sua altezza erano uguali. Ne misurò anche il muro, ed era di centoquarantaquattro cubiti, a misura d'uomo, cioè d'angelo. Il muro era costruito di diaspro e la città era d'oro puro, simile a vetro puro. I fondamenti del muro della città erano adorni d'ogni maniera di pietre preziose. Il primo fondamento era di diaspro; il secondo di zaffiro; il terzo di calcedonio; il quarto di smeraldo; il quinto di sardonico; il sesto di sardio; il settimo di crisolito; l'ottavo di berillo; il nono di topazio; il decimo di crisopazio; l'undecimo di giacinto; il dodicesimo di ametista. E le dodici porte eran dodici perle, e ognuna delle porte era fatta d'una perla; e la piazza della città era d'oro puro, simile a vetro trasparente. E non vidi in essa alcun tempio, perché il Signore Iddio, l'Onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio. E la città non ha bisogno di sole, né di luna che risplendano in lei, perché la illumina la gloria di Dio, e l'Agnello è il suo luminare. E le nazioni cammineranno alla sua luce; e i re della terra vi porteranno la loro gloria. E le sue porte non saranno mai chiuse di giorno (la notte quivi non sarà più); e in lei si porterà la gloria e l'onore delle nazioni. E niente d'immondo e nessuno che commetta abominazione o falsità, v'entreranno; ma quelli soltanto che sono scritti nel libro della vita dell'Agnello. Poi mi mostrò il fiume dell'acqua della vita, limpido come cristallo, che procedeva dal trono di Dio e dell'Agnello. In mezzo alla piazza della città e d'ambo i lati del fiume stava l'albero della vita, che dà dodici raccolti, e porta il suo frutto ogni mese; e le foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni. E non ci sarà più alcuna cosa maledetta; e in essa sarà il trono di Dio e dell'Agnello; i suoi servitori gli serviranno, ed essi vedranno la sua faccia e avranno in fronte il suo nome. E non ci sarà più notte; ed essi non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché li illuminerà il Signore Iddio, ed essi regneranno nei secoli dei secoli" (Ap. 21:1-4,9-27; 22:1-5).

Conclusione

Ecco dunque fratelli qual è la speranza dei santi, quella di risorgere o di essere mutati al ritorno di Cristo dal cielo, regnare con lui per i successivi mille anni sulla terra, e vivere per l'eternità con il proprio corpo immortale, incorruttibile e glorioso nella Nuova Gerusalemme sopra una nuova terra. Chi ha questa speranza in Cristo si rallegri e glorifichi Dio, e si purifichi come Gesù Cristo è puro; chi invece ancora non ha questa speranza si penta dei suoi peccati e creda in Gesù Cristo, cioè che Gesù è morto per i nostri peccati e risuscitato il terzo giorno per la nostra giustificazione e allora avrà anche lui questa gloriosa speranza in lui che lo accompagnerà per il resto della sua vita. A Cristo Gesù, Colui che era, che è e che viene, sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Butindaro Giacinto


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