Domande sul giudizio finale e gli empi

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Gli empi, quando saranno giudicati, riceveranno la medesima condanna?

n base a quello che ha insegnato il Signore Gesù Cristo, gli empi, quando in quel giorno saranno giudicati secondo le loro opere, non riceveranno la medesima condanna. Ecco le parole di Gesù da cui traiamo questa convinzione: "Allora egli prese a rimproverare le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute. Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell'Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, ella sarebbe durata fino ad oggi. E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua" (Mat. 11:20-24). Come puoi vedere, il fatto che in quel giorno la sorte di Sodoma sarà più tollerabile di quella di Capernaum significa che la colpa degli abitanti di Capernaum sarà considerata più grave di quella degli abitanti di Sodoma. Questo perché gli abitanti di Capernaum avevano visto nel loro mezzo le opere potenti compiute dal Figliuolo di Dio e non si erano ravveduti, cosa che invece avrebbero fatto gli abitanti di Sodoma se avessero visto le medesime opere potenti.

Anche quando Gesù mise in guardia dagli scribi fece capire che la condanna di taluni sarà superiore a quella di altri. Ecco le sue parole: "Guardatevi dagli scribi, i quali amano passeggiare in lunghe vesti, ed esser salutati nelle piazze, ed avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti ne' conviti; essi che divorano le case delle vedove, e fanno per apparenza lunghe orazioni. Costoro riceveranno una maggior condanna" (Mar. 12:38-40).

Ho un grosso dubbio che spesso mi tiene lontano da Dio. Come mai alcuni versi della Bibbia dicono che verrà il giorno del giudizio e verranno giudicati i morti e i vivi? ciò mi fa presupporre che tutti i morti antecedenti al giudizio, le loro anime non si sa dove sono (in Paradiso? nel purgatorio? nell'inferno?). Spero che capisca la domanda.

La tua domanda non è chiara nella sua prima parte, comunque sappi che la Scrittura parla di un giorno del giudizio in cui Dio giudicherà i morti, infatti nel libro dell'Apocalisse è scritto quanto segue: "Poi vidi un gran trono bianco e Colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggiron terra e cielo; e non fu più trovato posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavan ritti davanti al trono; ed i libri furono aperti; e un altro libro fu aperto, che è il libro della vita; e i morti furon giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro. E il mare rese i morti ch'erano in esso; e la morte e l'Ades resero i loro morti, ed essi furon giudicati, ciascuno secondo le sue opere. E la morte e l'Ades furon gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè, lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco" (Apoc. 20:11-15). Come puoi dunque vedere, Giovanni dice che in quel giorno – che seguirà il Millennio - saranno giudicati i morti sia grandi che piccoli e che questo giudizio sarà compiuto sulla base delle opere compiute dai morti mentre erano nel loro corpo. Questo giudizio però riguarda gli empi, ossia coloro che hanno operato male o gli increduli che hanno rifiutato di credere nel Vangelo per avere la vita eterna, e difatti Gesù parlando di coloro che hanno operato male disse che essi risusciteranno "in risurrezione di giudizio" (Giov. 5:29), ossia per essere giudicati e condannati.

I giusti invece non risusciteranno in risurrezione di giudizio ma in resurrezione di vita per ereditare la vita eterna (cfr. Giov. 5:29; Rom. 2:7). Questo però non significa che i giusti non saranno sottoposti a nessun giudizio perché anche loro saranno giudicati ma non per essere condannati ma per ricevere la retribuzione delle cose fatte nel corpo infatti Paolo dice ai Corinzi: "Poiché dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte quand'era nel corpo, secondo quel che avrà operato, o bene, o male" (2 Cor. 5:10), ed ai Romani: "Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Poiché tutti compariremo davanti al tribunale di Dio; infatti sta scritto: Com'io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ed ogni lingua darà gloria a Dio. Così dunque ciascun di noi renderà conto di se stesso a Dio" (Rom. 14:10-12). Dunque, quello a cui saranno sottoposti i giusti è un giudizio diverso perché non è un giudizio di condanna come nel caso degli empi. E come potrebbe mai essere un giudizio di condanna quando i giusti hanno alla destra del Padre un avvocato nella persona di Gesù Cristo, il Giusto, che è la propiziazione dei loro peccati? E come potrebbero essere sottoposti allo stesso giudizio degli empi quando la Bibbia dice che non c'è nessuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù? (cfr. Rom. 8:1) Anche per ciò che concerne questo giudizio esso avverrà alla resurrezione (questo si evince da queste parole di Gesù Cristo: "Quando fai un convito, chiama i poveri, gli storpi, gli zoppi, i ciechi; e sarai beato, perché non hanno modo di rendertene il contraccambio; ma il contraccambio ti sarà reso alla risurrezione de' giusti", Luca 14:13-14) che però per i giusti avverrà al ritorno di Cristo, quindi mille anni prima di quella degli empi perché quest'ultima si verificherà alla fine del millennio (cfr. Apoc. 20:11-15).

Quanto detto fino ad ora però non deve per nulla farti supporre che sia i giusti che gli empi non si sa dove si trovano prima dei loro rispettivi giudizi o prima delle loro rispettive resurrezioni perché la Scrittura come parla del giudizio a venire, parla anche della beatitudine e del tormento che patiscono rispettivamente le anime dei giusti e quelle degli empi in attesa del loro giudizio. I giusti sono infatti nel cielo con il Signore (cfr. Apoc. 6:9; 2 Cor. 5:8), mentre gli empi sono nell'Ades, nel fuoco, a piangere e stridere i denti (cfr. Luca 16:19-31). Il purgatorio non esiste, è un'invenzione di alcuni cosiddetti padri della Chiesa che purtroppo la Chiesa Cattolica Romana ha accettato.

Sullo stato dopo la morte sia dei giusti che degli empi ho scritto molto in maniera dettagliata, ti invito quindi ad andare a leggere questi miei scritti.

Che cosa dice la Bibbia a riguardo del Giudizio finale?

La Bibbia dice che "Iddio giudicherà il giusto e l'empio poiché v'è un tempo per il giudicio di qualsivoglia azione e, nel luogo fissato, sarà giudicata ogni opera" (Eccl. 3:17) ed anche: "Poiché Dio farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò ch'è occulto, sia bene, sia male" (Eccl. 12:16).

Dunque sia i giusti che gli empi saranno sottoposti al giudizio; ma c'è una differenza tra i due giudizi, perché il giudizio dei giusti non sarà un giudizio di condanna appunto perché essi sono dei giusti, ossia perché sono stati giustificati mediante la fede, e per essi non c'è condanna secondo che è scritto: "Non v'è dunque ora alcuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù" (Rom. 8:1). Essi certamente compariranno davanti al tribunale di Dio, ma non per essere condannati ma per essere retribuiti secondo quel che avranno operato mentre erano nel loro corpo. Paolo lo dice questo ai Corinzi quando dice: "Poiché dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte quand'era nel corpo, secondo quel che avrà operato, o bene, o male" (2 Cor. 5:10) e ai Romani quando dice: "Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Poiché tutti compariremo davanti al tribunale di Dio; infatti sta scritto: Com'io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ed ogni lingua darà gloria a Dio. Così dunque ciascun di noi renderà conto di se stesso a Dio" (Rom. 14:10-12). I giusti hanno sì la vita eterna ma è giusto che per tutto il loro operato siano giudicati e ottengano il premio che meritano in base alla loro fatica. Per loro dunque non è previsto nessun giudizio di condanna perché Gesù disse: "In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita" (Giov. 5:24). Il giudizio di condanna invece è previsto e prestabilito per gli empi, sia quelli vissuti prima della venuta di Cristo che dopo. Di questo altro giudizio ne parlò Gesù Cristo quando disse: "Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. E tu, o Capernaum, sarai tu forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino nell'Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, ella sarebbe durata fino ad oggi. E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua" (Matt. 11:21-24) e anche quando disse: "La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udir la sapienza di Salomone; ed ecco qui v'è più che Salomone. I Niniviti risusciteranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno; perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui v'è più che Giona" (Luca 11:31-32).

Anche Paolo ne parlò quando disse che nel giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, Dio renderà a quelli che sono contenziosi e non ubbidiscono alla verità ma ubbidiscono all'ingiustizia, ira e indignazione (cfr. Rom. 2:7-8). Così come ne parlò anche Giovanni che in visione vide le cose come andranno in quel giorno. Ecco le sue parole: "Poi vidi un gran trono bianco e Colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggiron terra e cielo; e non fu più trovato posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavan ritti davanti al trono; ed i libri furono aperti; e un altro libro fu aperto, che è il libro della vita; e i morti furon giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro. E il mare rese i morti ch'erano in esso; e la morte e l'Ades resero i loro morti, ed essi furon giudicati, ciascuno secondo le sue opere. E la morte e l'Ades furon gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè, lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco" (Apoc. 20:11-15).

Un'altra differenza tra i due giudizi è il tempo in cui avverranno, perché quello dei giusti avverrà al ritorno di Cristo quando i giusti risorgeranno in resurrezione di vita (cfr. Luca 14:14), mentre quello degli empi avverrà alla fine del millennio quando tutti gli empi risorgeranno in resurrezione di giudizio.

I malvagi saranno annichiliti o tormentati per sempre?

I malvagi saranno tormentati per l'eternità, cioè condannati ad una eternità piena di grandi ed indicibili sofferenze. Questo è quello che insegna la Scrittura sulla sorte finale degli empi. Ma vediamo i passi della Scrittura che attestano ciò che abbiamo detto.

- Gesù disse di coloro che saranno messi alla sua sinistra: "E questi se ne anderanno a punizione eterna..." (Matt. 25:46).

- Paolo ai Tessalonicesi dice: "Il Signor Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Iddio, e di coloro che non ubbidiscono al Vangelo del nostro Signor Gesù. I quali saranno puniti di eterna distruzione...." (2 Tess. 1:7-9).

- Giovanni, nel libro della Rivelazione ha scritto: "E un altro, un terzo angelo, tenne dietro a quelli, dicendo con gran voce: Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, beverà anch'egli del vino dell'ira di Dio mesciuto puro nel calice della sua ira: e sarà tormentato con fuoco e zolfo nel cospetto dei santi angeli e nel cospetto dell'Agnello. E il fumo del loro tormento sale ne' secoli dei secoli; e non hanno requie né giorno né notte quelli che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome" (Ap. 14:9-11). Notate queste espressioni "il fumo del loro tormento sale nei secoli dei secoli" che indica che il loro tormento sarà senza fine, e "non hanno requie né giorno né notte" che indicano chiaramente che quelle persone non avranno mai nessun riposo a differenza di coloro che vivranno per sempre col Signore che si riposeranno dalle loro fatiche.

- Giovanni, sempre nel libro della Rivelazione, ha detto che il falso profeta e la bestia all'inizio del millennio, e poi il diavolo al termine dei mille anni, saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo e che quivi "saran tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli" (Ap. 20:10). Naturalmente dato che anche i codardi, gli increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo è necessario dire che anche loro vi saranno tormentati per l'eternità (cfr. Ap. 21:8).

- Gesù disse: "E se l'occhio tuo ti fa intoppare, cavalo; meglio è per te entrar con un occhio solo nel regno di Dio, che aver due occhi ed esser gittato nella geenna, dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne" (Mar. 9:47-48). Notate che è scritto che il verme dei malvagi non muore e il fuoco non si spegne, il che indica che la loro tortura sarà continua, senza fine alcuna.

- Giuda ha detto che Sodoma e Gomorra e le città circonvicine "essendosi abbandonate alla fornicazione nella stessa maniera di costoro ed essendo andate dietro a vizî contro natura, sono poste come un esempio, portando la pena d'un fuoco eterno" (Giuda 7). Ciò significa che gli abitanti di quelle città malvage quando in quel giorno risusciteranno saranno condannati ad essere tormentati per l'eternità nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Anche al presente comunque gli abitanti di quelle città sono nei tormenti; e precisamente nell'Ades.

Come potete vedere questi passi sopra citati parlano in una maniera o nell'altra di una punizione eterna che sarà inflitta ai malvagi, punizione che consisterà in un tormento eterno in un fuoco eterno; dove per fuoco eterno, ci tengo a precisare, si deve intendere un fuoco che durerà per un tempo senza fine. Dico questo perché alcuni questo termine non lo spiegano in questa maniera, infatti dicono che un bel giorno questo fuoco avrà pure fine! Ma - domando io - se un giorno questo fuoco avesse fine come potrebbe essere chiamato ancora eterno?

Butindaro Giacinto


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