Vi sono molti ribelli, cianciatori e seduttori di menti che non sopportano e non vogliono insegnare le cose che insegnava Paolo e che lui ha ordinato di insegnare

Home > Dottrina > La Chiesa > I ribelli, cianciatori e seduttori non insegnano le cose ordinate da Paolo

L'apostolo Paolo, dopo avere detto che lui, prima di ogni altra cosa, esorta che si facciano supplicazioni, preghiere, intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono in autorità; dopo avere detto che lui vuole che le donne si vestano con verecondia e con modestia, non di trecce e d'oro o di perle o di vesti sontuose, e che non permette alla donna d'insegnare, nè d'usare autorità sul marito: dopo avere detto come devono essere il vescovo e il diacono, cioè le caratteristiche che devono avere, per essere eletti, sia coloro che aspirano all'ufficio di vescovo sia coloro che devono essere assunti nell'ufficio di diacono; dico, dopo avere scritto tutte queste cose dice a Timoteo queste parole, alle quali voglio che prestiate attenzione:

- "Io ti scrivo queste cose sperando di venir tosto da te; e, se mai tardo, affinchè tu sappia come bisogna comportarsi nella casa di Dio, che è la Chiesa dell'Iddio vivente, colonna e base della verità" (1 Tim. 3:14,15)

- "Rappresentando queste cose ai fratelli, tu sarai un buon ministro di Cristo Gesù, nutrito delle parole della fede e della buona dottrina che hai seguita da presso" (1 Tim. 4:6)

- "Ordina queste cose e insegnale" (1 Tim. 4:11)

- "Bada a te stesso e all'insegnamento; persevera in queste cose, perchè facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano" (1 Tim. 4:16).

Fratelli, voglio che sappiate che chi insegna e chi ordina le cose che Paolo ha ordinato a Timoteo di insegnare (vi sono anche delle altre cose che si convengono alla sana dottrina che Timoteo doveva insegnare, quali l'assistenza dovuta alle vedove da parte dei figli e dei nipoti e della chiesa, l'onore dovuto agli anziani, la sottomissione dei servi ai loro padroni, e l'ordine ai ricchi secondo il mondo affinchè fossero ricchi in buone opere) è un buon ministro di Cristo Gesù, perchè espone alla fratellanza la buona dottrina che è secondo pietà; ma voglio che sappiate anche che coloro che non si attengono alle sane parole che Paolo ha scritto a Timoteo, ma le sprezzano, sono gonfi e non sanno nulla ("La follia è una donna turbolenta, sciocca, che non sa nulla, nulla" [Prov. 9:13]); essi vogliono essere dottori della legge di Cristo, ma non intendono nè quello che dicono nè quello che danno per certo, perchè hanno rinunciato ad avere un cuore puro, hanno deviato dalla fede non finta e da una buona coscienza. È come ha scritto Paolo che bisogna comportarsi nella casa di Dio, e badate che se Paolo ha scritto quelle cose e ha ordinato di insegnarle è perchè lui le reputava utili alla chiesa; lui voleva che Timoteo sapesse come bisognava comportarsi nella chiesa di Dio, non voleva che egli fosse nell'ignoranza a tale riguardo.

Ma oggi, alcuni cianciatori e ribelli non solo non vogliono saperne di come bisogna comportarsi nella casa di Dio (secondo le parole di Paolo), ma non desiderano neppure che gli altri lo sappiano. A loro non interessa affatto di insegnare queste cose; hanno altre cose da insegnare. La loro condotta è da riprovare; insegnano quello che Paolo non insegnava e non ordinava neppure di insegnare (questo lo fanno per amor di disonesto guadagno), ma non insegnano quello che lui ha scritto chiaramente di insegnare e di ordinare. Che cosa ha portato tutto ciò? Questo, e cioè, che oggi, in molte chiese, i credenti sanno ben poco, se non nulla, sulla preghiera e sulla sua efficacia, sul come si deve vestire ed adornare la donna, su come devono essere i vescovi e i diaconi, sull'assistenza dovuta alle vedove, su come si devono comportare i servi verso i loro padroni, e su come devono essere i ricchi in questo mondo; e di conseguenza le preghiere che si devono fare per i fratelli, per gli increduli e per le autorità sono trascurate, le donne vanno vestite come pare e piace a loro, quelli che sono chiamati anziani e diaconi non hanno affatto le qualità necessarie per ricoprire il loro ufficio, la causa della vedova è ignorata, coloro che sono operai non sentono mai dire come si devono comportare in verso i loro padroni, ed ai ricchi in questo mondo non viene per nulla detto di essere ricchi in buone opere e di non essere alteri.

Molti credenti per molti anni hanno sentito parlare quasi esclusivamente del significato allegorico dato (arbitrariamente alcune volte) a eventi dell'antichità narrati nella Scrittura, ma non hanno quasi mai udito insegnare ed affermare con forza come bisogna comportarsi nella casa di Dio (cioè le cose che si convengono alla sana dottrina). Loro ignorano molte cose che è necessario sapere per condursi in modo degno di Dio perchè esse non vengono loro insegnate ("Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza" [Os. 4:6], dice Dio in Osea); questi credenti non conoscono neppure la differenza che c'è tra il sacro ed il profano perchè gli stessi loro conduttori non la conoscono e di conseguenza non possono fargliela sapere. Ma perchè avviene questo? Perchè molti non predicano più la sana dottrina di Dio?

Chi tace e non vuole ordinare ed insegnare le cose che Paolo stesso ordinava ed insegnava e che nelle sue epistole a Timoteo e in quella a Tito ordinò loro di insegnare, lo fa per questi motivi:

- Non reputa le sane parole di Paolo utili alla chiesa .

Questo è un grave errore, perchè Paolo non ha scritto nulla di inutile. Lui stesso disse a Tito: "Queste cose sono buone ed utili agli uomini" (Tito 3:8), ed anche: "Queste cose voglio che tu affermi con forza" (Tito 3:8); quindi guardatevi da tutti quei cattivi operai che sono cattivi non solo perchè non si conducono in modo degno del Vangelo, ma anche perchè non vogliono insegnare le cose che si convengono alla sana dottrina. Ma come potete definire servitore del Signore un predicatore che dice che le cose che Paolo ha detto a Timoteo e a Tito di insegnare erano utili per i credenti di quei tempi ma non per noi oggi? Svegliatevi; è ora che smettete di definire buoni i cattivi operai che con le loro lusinghe e con i loro vani discorsi sono riusciti a farvi passare la sana dottrina di Dio come inutile da praticare e da insegnare, ed a sfruttarvi con le loro parole finte. Questi cianciatori approfittano della vostra semplicità ed ignoranza (voi avete pure la vostra colpa perchè non vi curate di esaminare le Scritture per vedere se le cose stanno così come dicono costoro) per manipolarvi a loro piacimento e per soddisfare tutte le loro brame e i loro interessi personali. Costoro vi dicono che voi vi dovete mettere in testa, non le cose che Paolo ha ordinato nelle sue epistole, ma di dare la decima! Questo sì che gli interessa; questo sì che lo reputano utile insegnare ed affermare con forza! Ma non può essere altrimenti, perchè costoro sono tutti volti alla loro propria via e cercano il loro proprio interesse e non ciò che è di Cristo. Questi abili parlatori mettono sul collo dei credenti dei pesi difficili a portare come appunto la decima (questo non fecero gli apostoli), che era un ordine che dovevano osservare quelli che erano sotto la legge di Mosè; essi esaltano e promettono ai loro uditori la prosperità economica ed il ‘successo', e s'indignano e si turbano quando sentono dire a qualcuno che è peccato avere l'animo alle cose alte, che è peccato impedire il concepimento per non avere molti figli, che è peccato andare a mettersi mezzi nudi sulle spiagge del mare, che è peccato guardare la televisione, che la donna non deve mettersi i pantaloni, i gioielli, la minigonna, che non deve truccarsi, che non deve avere il capo scoperto quando prega o profetizza per non disonorare il suo capo, e che non le è permesso nè d'insegnare e nè d'usare autorità sul marito (per citare solo alcune delle cose sconvenienti che non s'addicono ai santi e che devono essere riprovate senza mezzi termini per il bene dei santi). Per costoro, coloro che parlano in questa maniera sono dei ‘legalisti'. Ora, se per ‘legalisti' costoro intendono coloro che cercano di far ricadere i credenti salvati per grazia sotto la legge perchè pensano che si venga giustificati per la legge, facendosi circoncidere nella carne, osservando il sabato e feste giudaiche, e osservando pratiche relative a vivande, allora noi non siamo dei ‘legalisti', perchè non siamo di quelli che vanno a mettere sottosopra gli animi dei credenti dicendo loro: ‘Se non siete circoncisi secondo il rito di Mosè e non osservate la legge di Mosè non potete essere salvati'. Ma se costoro per ‘legalisti' intendono dei credenti che si studiano di attenersi a quello che sta scritto e vogliono santificarsi nel timore di Dio e dicono agli altri di fare lo stesso, rinunziando alle strane dottrine, alle concupiscenze mondane ed ai piaceri della vita, alle buffonerie, al parlare sconveniente, e ad un determinato modo di vestire indecente ed eccentrico (sia della donna che dell'uomo), allora noi siamo tra i ‘legalisti', cioè tra coloro che vogliono osservare la legge di Cristo e dicono agli altri di fare lo stesso. Ma io voglio domandarvi questo: ‘Dicendovi di non impedire il concepimento, di non andare a divertirvi, di non andare a mettervi seminudi sulla spiaggia del mare, di non mettervi a raccontare ‘barzellette', di non vestirvi in maniera indecente ed eccentrica come fa la gente del mondo, dicendovi di non guardare la televisione e di andarla a buttare, di non immischiarvi nella politica, di non avere l'animo alle cose alte ma di lasciarvi attirare dalle cose umili, sto forse tentando di farvi ricadere sotto la legge di Mosè? Sto forse imponendovi dei precetti umani o dei comandamenti d'uomini che voltano le spalle alla verità? Sto forse cercando di mettere su di voi dei pesi difficili a portare? Giovanni dice che "questo è l'amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi" (1 Giov. 5:3), e questo è in accordo con le parole di Gesù: "Il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero" (Matt. 11:30). Santificarsi nel timore di Dio non è qualcosa di così pesante che ci schiaccia, ma alcuni vogliono far passare il comandamento di santificarsi come qualche cosa di estremamente pesante, o come un comandamento che si riferisce solo ad una santificazione interna (del cuore, dicono loro), ma non esterna. Non spiegano chiaramente a che cosa i credenti devono rinunciare per piacere a Dio, e accusano quelli che invece spiegano chiaramente quali sono le cose che noi credenti non dobbiamo fare nella pratica per risplendere in questo mondo di tenebre e per conservarci puri da questo mondo, di essere dei ‘legalisti', in altre parole, dei credenti che contristano lo Spirito Santo con i loro ordini. Loro dicono che siamo di coloro che impongono dei precetti quali: "Non toccare, non assaggiare, non maneggiare (cose tutte destinate a perire con l'uso)" (Col. 2:21,22), il che è solo una calunnia. Ma voglio che sappiate che non sono i cosiddetti ‘legalisti' che contristano lo Spirito, ma i ‘libertini', cioè quelli che fanno della libertà un'occasione alla carne, e che usano la libertà come manto per coprire la loro malizia. Essi hanno spezzato il giogo, hanno detto in cuore loro: ‘Noi non vogliamo più servire il Signore come fanno i bigotti, quelli che hanno i paraocchi; via le vecchie regole, noi siamo liberi e vogliamo fare come ci sentiamo perchè dov'è lo Spirito del Signore quivi è libertà'; sì, ma quale libertà? Certamente non quella di conformarsi al presente secolo! Certamente non la libertà di fare, di parlare, di vestire come si vuole, andando dietro alle concupiscenze della carne. Oggi, chi parla in maniera da non accontentare coloro che camminano secondo i desideri della carne, e non si lascia trascinare dai venti di nuove dottrine che soffiano periodicamente, ma rimane attaccato alla fedel Parola, è ‘scomodo' perchè considerato all'antica; è uno che non cerca l'unità della chiesa. Ma io vi domando: ‘Ma quelli che dicono che cercano o che voi dite che cercano l'unità della chiesa, cercano veramente l'interesse della chiesa o cercano il loro proprio interesse? Io so che alcuni parlano spesso di unità della chiesa ma mai della santità che deve procacciare la chiesa, infatti non parlano mai nè di giustizia e nè di temperanza, e non riprovano mai le opere infruttuose delle tenebre! Ora, se per unità della chiesa si intende mettersi d'accordo per mettere assieme tanti soldi per affittare uno stadio e fare tanta pubblicità tramite radio e televisione per delle riunioni tenute da predicatori che annunziano venti di dottrina, che ridono, scherzano e dicono male della dignità, e non vogliono che le sorelle si vestano con verecondia e modestia (per attirare così le persone del mondo alle loro riunioni) e che si mettano il velo sul capo per non scandalizzare gli increduli (come dicono loro) e poi fanno passare il cestino delle offerte almeno una volta davanti ai presenti, noi non siamo tra coloro che vogliono far spendere il danaro ai credenti in questa maniera, e che sono per questo ‘tipo' di unità. Noi siamo per l'unità della chiesa, ma per quella vera e non per quella falsa ed apparente. La vera unità è nel Signore Gesù, quindi nella verità, e siccome che noi sappiamo che Gesù disse: "Chiunque è per la verità ascolta la mia voce" (Giov. 18:37), di conseguenza chi non ascolta la voce del Signore non è per la verità e perciò non è per la vera unità della chiesa. Il Signore Gesù nella notte che fu tradito pregò il Padre anche per quelli che avrebbero creduto in lui per mezzo della parola degli apostoli infatti disse: "Che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te, anch'essi siano in noi; affinchè il mondo creda che tu mi hai mandato" (Giov. 17:21) e noi, leggendo il libro degli atti degli apostoli, riconosciamo che questa preghiera del Signore fu esaudita infatti leggiamo: "Quelli dunque i quali accettarono la sua parola (quella di Pietro), furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone. Ed erano perseveranti nell'attendere all'insegnamento degli apostoli, nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere....E tutti quelli che credevano erano insieme, ed avevano ogni cosa in comune; e vendevano le possessioni ed i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. E tutti i giorni, essendo di pari consentimento assidui al tempio, e rompendo il pane nelle case, prendevano il loro cibo assieme con letizia e semplicità di cuore, lodando Iddio, e avendo il favore di tutto il popolo. E il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che erano sulla via della salvazione...E la moltitudine di coloro che avevano creduto, era d'un solo cuore e d'un'anima sola; nè v'era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era comune tra loro" (Atti 2:41,42; 44-47; 4:32). Fratelli, queste erano le caratteristiche dell'unità della chiesa primitiva. Tutti coloro che credevano erano perseveranti nell'attendere all'insegnamento sano dei santi apostoli, nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere; erano di pari consentimento ed avevano ogni cosa in comune e coloro che possedevano dei poderi o delle case li vendevano e portavano il prezzo delle cose vendute e lo mettevano ai piedi degli apostoli; stavano insieme, e tutti i giorni si ritrovavano nel tempio e rompevano il pane nelle case, prendevano il loro cibo assieme e lodavano d'una stessa bocca Dio, e quotidianamente vi erano persone che credevano nel Signore e si aggiungevano alla comunità dei redenti. Ma io vi domando: ‘Ma allora perchè tanti parlano di unità e non parlano mai delle specifiche caratteristiche che deve avere questa unità?' Per alcuni predicatori unità significa fare raccogliere soldi tra le chiese delle diverse denominazioni e metterle assieme per prendere in affitto uno stadio per tenervi le loro predicazioni che assomigliano più a delle vere esibizioni teatrali che a delle predicazioni; significa riuscire a pubblicizzare le loro riunioni come fanno i cantanti del mondo e poi significa fare accorrere alle loro riunioni tutti i pastori delle diverse chiese che hanno collaborato nell'evangelizzazione e farli sedere o davanti a loro o dietro a loro per fare vedere la loro cosiddetta ‘unità'. Che dire poi di quelli che nelle loro riunioni vanno avanti per accettare il Signore? Essi sono ‘il bottino' (quando sono delle persone che si sono veramente ravvedute ed hanno creduto col cuore) che le diverse chiese si devono spartire in maniera equa. A loro non importa niente altro. Quando se ne vanno le cose tornano come prima perchè molti di quei pastori che erano seduti assieme tornano ad invidiarsi, a sbranarsi ed a calunniarsi a vicenda; i credenti di quelle chiese non sentono più il desiderio di ritrovarsi assieme perchè ognuno vuole vivere per conto suo e per i fatti suoi; e nessuno si sforza di procacciare il medesimo sentire ed il medesimo parlare infatti su molte dottrine continuano a rimanere le divergenze di prima perchè quasi nessuno di quelli che hanno compreso in maniera retta una particolare dottrina si sforza di fare comprendere all'altro la verità attorno ad essa per paura che venga a crearsi tra loro ‘la divisione'. Come si può parlare di unità con costoro quando da come parlano ed agiscono dimostrano di cercare il loro interesse e che a loro di una parte del consiglio di Dio non importa proprio nulla? Come si può parlare di unità con costoro quando cercano di piacere agli uomini invece che al Signore? Si può pure stare assieme fisicamente, ma se ci sono interessi personali di ogni genere radicati nei cuori dei pastori e delle pecore allora non si potranno vedere le stesse cose che c'erano nella chiesa primitiva. Come sarebbe incoraggiante per tutti noi vedere tra il popolo di Dio (foss'anche solo nell'ambito locale) quell'amore verso Dio e verso la fratellanza, quella sincerità, quel pari consentimento su tutto il consiglio di Dio che esistevano in seno alla chiesa primitiva dopo che lo Spirito Santo fu sparso! Che cosa si può vedere invece oggi? Quasi nulla di quello che c'era allora! Perchè? Perchè la carità dei più si è raffreddata. Oggi, si possono vedere predicatori che si fanno beffe di una parte del consiglio di Dio, che si mettono ad annunziare strane dottrine, che non hanno un parlare sano e giusto, che sono dissoluti perchè amano il mondo e i piaceri della vita, ma per il fatto che riescono a mettere assieme un certo numero di chiese per tenere delle riunioni di evangelizzazione in posti pubblici che hanno un certo prestigio agli occhi degli uomini, e riescono ad intrattenere l'uditorio con dei discorsi dolci e lusinghieri, con il Vangelo adulterato con le loro battute spiritose, vengono considerati dei servi del Signore, degli uomini che cercano l'unità delle chiese. E se tu non sei disposto a soffocare la verità e a calpestare la giustizia come fanno loro e non dai la tua mano d'associazione a questi cianciatori e ribelli, allora cominci ad essere guardato male e additato come ‘il settario', e ti viene detto: ‘Fratello, stai attento, perchè la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica!' Certo, l'antico patto uccide (perchè è scritto: "Il peccato, colta l'occasione, per mezzo del comandamento, mi trasse in inganno; e, per mezzo d'esso, m'uccise" [Rom. 7:11]), ma le parole di Cristo e quelle degli apostoli no. Le cose che uccidono sono le loro strane dottrine, la loro arroganza, le loro battute spiritose, le loro invidie, la dissolutezza a cui si abbandonano, i loro giudizi ingiuriosi contro il diavolo, i loro vani ragionamenti che tengono per annullare l'ordine sul velo e quello relativo al modo di vestire delle donne, e non le sane parole che sono secondo pietà! Le sane parole degli apostoli non uccidono nè chi le insegna e neppure chi le ascolta e le mette in pratica; però disturbano e fanno digrignare i denti a coloro che non sopportano la sana dottrina ed hanno volto le loro orecchie altrove, per avere a tutti i costi le folle. Paolo disse a Timoteo: "Verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d'udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole" (2 Tim. 4:3,4); e da quello che vediamo che sta avvenendo in mezzo al popolo di Dio riconosciamo che "il tempo che non sopporteranno la sana dottrina" (2 Tim. 4:3) di cui parlò Paolo è proprio quello in cui stiamo vivendo noi. Ascoltando molti di quelli che si chiamano dottori ci si rende conto che sono dottori che seguono i desideri della carne e che non camminano affatto secondo i desideri dello Spirito, infatti i loro discorsi vertono attorno a diverse e strane dottrine che annullano la dottrina di Dio. Una delle caratteristiche di questi dottori che hanno distolto le orecchie dalla verità per volgersi alle profane ciance (che rodono come la cancrena sia in loro che nei loro seguaci) è che non vogliono che il popolo di Dio si attenga alla verità che ci è stata trasmessa dal nostro Signore prima e poi dagli apostoli; parlano in maniera da fare capire che loro posseggono la conoscenza della verità ‘aggiornata', come se le parole di Gesù e quelle degli apostoli avessero bisogno di essere aggiornate. Dicono spesso: ‘Lo Spirito Santo mi ha rivelato che...', e cercano di persuadere gli uditori ad accettare le loro rivelazioni che secondo loro spiegano la Parola; ma come si possono accettare queste loro rivelazioni quando esse invece di confermare la sana dottrina l'annullano in diversi punti? Esse non sono delle rivelazioni divine e quindi non possono essere definite nè parte della sapienza di Dio e neppure parte della conoscenza di Dio. Questi loro insegnamenti che loro dicono che lo Spirito Santo gli ha rivelato non sono altro che vanità che scaturiscono dalla loro mente carnale ed imposture del loro cuore perciò non date loro retta per non essere sedotti. Questi cianciatori procacciano la ribellione e sono a capo di comunità, alcune delle quali contano pure molti membri; vanno ad ascoltarli in molti; questi operatori delle arti seduttrici dell'errore sono spuntati e continuano a spuntare come funghi in mezzo ai pastori delle chiese. Noi non ci meravigliamo di ciò perchè in questo vediamo l'adempimento di queste parole che l'apostolo Paolo rivolse agli anziani della chiesa di Efeso: "Di fra voi stessi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trarre i discepoli dietro a sè" (Atti 20:30). Diletti, guardatevi da questi cattivi operai e ritiratevi da loro.

- Non vuole essere perseguitato a cagione di giustizia .

Predicare la sana dottrina che Paolo ha ordinato di insegnare a Timoteo e a Tito e che lui stesso insegnava nelle chiese, significa essere perseguitati e calunniati con ogni sorta di parole mendaci. Ma d'altronde, non può essere altrimenti perchè Paolo dice che "tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati" (2 Tim. 3:12). Per quale ragione pensate, Paolo disse a Timoteo: "Sopporta anche tu le sofferenze come un buon soldato di Cristo Gesù" (2 Tim. 2:3), e: "Soffri afflizioni" (2 Tim. 4:5)? Perchè egli sapeva che Timoteo sarebbe stato perseguitato da quei credenti che non volevano attenersi alle sane parole che Timoteo aveva udito da Paolo. È inevitabile che si soffra nel proclamare le stesse parole dell'apostolo Paolo, perchè esse vanno ‘contro corrente', o meglio ‘contro l'andazzo' che seguono molti credenti che hanno perso il desiderio di santificarsi nel timore di Dio. Questi credenti vogliono frequentare il locale di culto, sono disposti pure a fare qualche offerta, ad evangelizzare, a fare qualche preghiera, ma non sopportano sentire dire come si deve adornare la donna per piacere a Dio, non vogliono che si parli del velo, non vogliono sentire parlare contro l'impedire il concepimento, contro i piaceri della vita ed i divertimenti mondani che loro amano, e questo perchè vogliono sia andare al culto e sia continuare ad amare il mondo; se qualcuno si mette a tenere questi discorsi, loro non rimangono indifferenti e si mobilitano per metterlo a tacere o mandarlo via, o farlo passare come uno che provoca divisioni o che predica l'apostasia. È proprio così fratelli, si soffre quando si predica la giustizia.

- Non vuole perdere il sostegno finanziario dei ricchi .

L'alterigia e l'orgoglio sono molto diffusi tra i ricchi. Ora, quando qualcuno cerca a tutti i costi di avere il sostegno finanziario di alcuni ricchi che sono pure alteri d'animo, siate certi che farà delle rinunzie per non ritrovarsi senza le loro offerte in danaro. Una delle cose buone a cui decide di rinunziare un pastore che insegna per danaro è quella di insegnare la sana dottrina di Dio. Non c'è dunque da meravigliarsi se oggi in alcune chiese c'è silenzio assoluto su alcuni comandamenti degli apostoli. Paolo dice che "l'amore del danaro è radice d'ogni sorta di mali" (1 Tim. 6:10), e nessuno può negare che alcuni tacciono su molte cose proprio perchè amano il denaro. Costoro sanno che se cominciassero a predicare quello che non hanno mai predicato, alcuni non gli darebbero più il loro danaro; questa paura li tiene legati e costituisce per loro un bavaglio. Gesù ha detto: "Nessun domestico può servire a due padroni; perchè o odierà l'uno e amerà l'altro, o si atterrà all'uno e sprezzerà l'altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona" (Luca 16:13), e questo è vero, perchè uno che predica la Parola non può servire contemporaneamente Dio e il proprio ventre; tutti coloro che hanno pensato di potere servire sia Dio che Mammona si sono ritrovati a sprezzare Dio e la sua sana parola per compiacere agli uomini nel male. Mammona è un padrone che non permette a coloro che lo servono di servire Dio con integrità di cuore, nè con sincerità e neppure con pura coscienza; ma non permette loro neppure di confidare con tutto il loro cuore in Dio, infatti è manifesto che quelli che servono Mammona, anche se predicano il Vangelo, usano l'astuzia, praticano la falsità, non s'appoggiano sulla potenza di Dio ma sulla forza persuasiva che ha il danaro e non si studiano affatto di avere una buona coscienza nel cospetto di Dio e degli uomini. Su questa terra ci si può arricchire anche predicando il Vangelo! ci sono quelli che ci sono riusciti; certo si sono sviati e corrotti (e predicano ancora) ed ora sono pieni di guai, però sono riusciti a farsi il loro impero sulla terra. Mammona è un padrone che porta quelli che lo servono a battere vie tortuose. Ma vi siete mai domandati perchè "quelli che vogliono arricchire cadono in tentazione, in laccio e in molte insensate e funeste concupiscenze" (1 Tim. 6:9)? Perchè chi vuole arricchire si è messo ad amare il danaro, cioè si è messo a fare quello che Dio comanda di non fare (secondo che è scritto: "Non siate amanti del denaro" [Ebr. 13:5]) e viene pagato dalla trasgressione, nella quale prende piacere, con la morte. Che pensate? Che uno che predica l'Evangelo ed ama e serve il danaro sia vivo spiritualmente? Affatto, perchè è scritto che "il salario del peccato è la morte" (Rom. 6:23). Può avere il nome di vivere ma è morto; di questo siatene certi.

- Non vuole perdere dei voti alle elezioni .

È un dato di fatto; chi vuole piacere agli uomini non può piacere a Dio, perchè i desideri degli uomini carnali si oppongono ai desideri di Dio. Oggi, in molte chiese c'è la consuetudine di tenere periodicamente delle elezioni per rieleggere il pastore, quindi chi vuole il voto degli ipocriti e dei ribelli che domenicalmente fanno la loro comparsa nel locale di culto vestiti elegantemente con il loro falso sorriso e con le loro false parole, sa che deve tacere su diverse cose che concernono la sana dottrina per non ‘urtarli' e per non perdere il loro ‘amen'. Quello che avviene nel ‘mondo della politica' ci mostra che cosa alcuni sono disposti a dire e a fare pur di ottenere il voto dei fuorilegge. Sapete quanto valgono i voti per un candidato alle elezioni politiche? Molto. Sapete quante volte i giudici hanno scoperto che alcuni erano riusciti ad ottenere una certa posizione sociale perchè si erano alleati con coloro che avevano in abominio la legge? Molte. Sapete quante volte i giudici hanno scoperto che delle autorità, pur di avere il voto, avevano comprato i voti o li avevano ricevuti perchè avevano promesso ai loro elettori di trasgredire la legge che essi dovevano invece difendere? Molte. In seno al popolo di Dio purtroppo alcuni pastori agiscono nella stessa maniera per potere continuare a ricoprire la loro posizione, infatti annullano la sana dottrina di Dio per compiacere ai ribelli ed ottenere così il loro prezioso e decisivo voto alle elezioni. Sì fratelli, i compromessi, vengono fatti anche nella chiesa; e sapete chi viene danneggiato per mezzo di essi? La chiesa di Dio, e di ciò se ne vedono le conseguenze. Un'uomo di Dio che vuole attenersi alla sana dottrina, a cui non importa nulla nè del danaro e nè del voto dei ribelli, quando predica si contraddistingue in maniera evidente da coloro che invece non sono disposti a rinunziare al danaro e ai voti di alcuni, perchè predica mosso da sincerità tutto il consiglio di Dio, senza nessun interesse personale, ma solo con lo scopo di presentare ogni uomo perfetto in Cristo. Perchè gli apostoli Paolo, Silvano e Timoteo potevano dire ai Tessalonicesi: "Non abbiamo mai usato un parlare lusinghevole, come ben sapete, nè pretesti ispirati da cupidigia; Iddio ne è testimone. E non abbiamo cercato gloria dagli uomini, nè da voi, nè da altri..." (1 Tess. 2:5,6)? Perchè loro servirono Dio, e non Mammona; loro cercarono la gloria che veniva da Dio e non quella che veniva dagli uomini.

Si soffre molto, se si vuole servire Dio nella predicazione della Parola come fecero i santi apostoli, perchè si deve rinunziare alle cose nascoste e vergognose ed alla gloria degli uomini; però dall'altra parte si viene onorati da Dio, e ricompensati da Dio in molte maniere.

Perché vengono odiati e perseguitati quelli che predicano la verità e riprovano le opere infruttuose delle tenebre

Ora, vi mostrerò, prendendo l'esempio di Gesù, di Giovanni Battista, di Stefano, dell'apostolo Paolo e dei profeti, perchè vengono perseguitati gli uomini di Dio che dicono la verità ed alzano la loro voce a guisa di tromba per fare conoscere ai ribelli le loro opere malvage e le loro menzogne allo scopo di farli tornare al Signore. Voi dovete sempre tenere presente che chi dice la verità e predica la giustizia dà fastidio a qualcuno. La luce dà fastidio alle tenebre, e difatti coloro che camminano nella luce e nello stesso tempo predicano il frutto della luce (che consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità) non sono graditi per nulla a coloro che camminano nelle tenebre, e questo perchè essi nei loro discorsi riprovano le opere infruttuose delle tenebre. Gesù ha detto: "Chiunque fa cose malvage odia la luce e non viene alla luce, perchè le sue opere non siano riprovate" (Giov. 3:20); non è forse quello che succede tutt'ora?

- Il mondo odiò Gesù Cristo, e lo odiò senza ragione affinchè fosse adempiuta la parola scritta nella legge dei Giudei che dice: "Mi hanno odiato senza cagione" (Giov. 15:25; Sal. 69:4). Voglio che riflettiate su questo: Gesù, Colui che non ha conosciuto peccato, "perchè non aveva commesso violenze nè v'era stata frode nella sua bocca" (Is. 53:9) fu odiato dalla sua generazione senza nessun motivo. E che motivo c'era di odiare un uomo che andò attorno facendo del bene e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo? Che motivo c'era di odiare un uomo che non cercò mai il suo proprio utile ma bensì quello degli altri affinchè fossero salvati? Che motivo c'era di odiarlo? Nessuno; eppure noi sappiamo che gli fu reso male per bene e odio per il suo amore. Ora vediamo la ragione per cui Gesù fu odiato e messo a morte da quella generazione incredula e peccatrice. Un giorno Gesù disse ai suoi fratelli: "Il mondo non può odiar voi; ma odia me, perchè io testimonio di lui che le sue opere sono malvage" (Giov. 7:7). Gesù, con queste parole ha fatto capire chiaramente perchè fu odiato a morte dal mondo. Egli, nella sua generazione, testimoniò del mondo che le sue opere erano malvage; egli riprovò le opere infruttuose delle tenebre senza mezzi termini, e questo non piacque a coloro che camminavano nelle tenebre e amavano le tenebre, i quali lo odiarono. È scritto in Giovanni che i Giudei "perseguitavano Gesù e cercavano d'ucciderlo perchè faceva quelle cose (miracoli e guarigioni) di sabato" (Giov. 5:16), ed ancora che "i Giudei più che mai cercavano d'ucciderlo; perchè non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio" (Giov. 5:18). Ora, i Giudei odiarono Gesù perchè in giorno di sabato guarì chi aveva bisogno di guarigione; ma che male c'era in tutto ciò? Nessuno, perchè, come disse Gesù, è "lecito di far del bene in giorno di sabato" (Matt. 12:12). Gesù difese il suo operare guarigioni in giorno di sabato in diverse occasioni; in una di queste disse ai Giudei: "Chi è colui fra voi che, avendo una pecora, s'ella cade in giorno di sabato in una fossa non la prenda e la tragga fuori? Or quant'è un uomo da più d'una pecora" (Matt. 12:11,12). Dinnanzi a queste parole i Giudei non poterono replicare e i Farisei dopo averle sentite "tennero consiglio contro di lui, col fine di farlo morire" (Matt. 12:14); essi non riuscirono mai a dimostrare che Gesù trasgredì il comandamento sul sabato e che egli diceva il falso; e come avrebbero potuto farlo? Con le Scritture forse? Neppure con esse, perchè esse attestavano che era lecito di fare del bene in giorno di sabato. Un giorno di sabato i Farisei videro i discepoli di Gesù svellere delle spighe e mangiare, e gli dissero che essi facevano quello che non era lecito di fare in giorno di sabato. Quando Gesù li sentì parlare così gli rispose con le Scritture dicendogli: "Non avete voi letto quel che fece Davide, quando ebbe fame, egli e coloro ch'eran con lui? Come egli entrò nella casa di Dio, e come mangiarono i pani di presentazione i quali non era lecito di mangiare nè a lui, nè a quelli ch'erano con lui, ma ai soli sacerdoti? Ovvero, non avete voi letto nella legge che nei giorni di sabato, i sacerdoti nel tempio violano il sabato e non ne sono colpevoli?" (Matt. 12:3-5) Gesù dimostrò così ai Farisei che quello che avevano detto era falso; egli glielo dimostrò con gli Scritti sacri. Piacque ai Farisei questa riprensione di Gesù? Affatto, anzi essi continuarono ad odiarlo più che mai. I Farisei con i loro scribi insegnavano che in giorno di sabato non era lecito nè guarire gli infermi e neppure svellere delle spighe per mangiarle quando si aveva fame; essi avevano inteso il comandamento relativo al sabato in una maniera errata e Gesù questo glielo dimostrò. Coloro che non tagliavano rettamente la parola di verità contrastarono e odiarono colui che la tagliava rettamente, ma non ebbero la meglio perchè rimasero confusi dinnanzi al Signore; Egli turò loro la bocca e si adempì la Scrittura che dice: "Ogni iniquità ha la bocca chiusa" (Sal. 107:42). Un altra ragione per cui i Giudei odiarono Gesù fu perchè Egli chiamava Dio suo Padre. In un'occasione, i Giudei, dopo aver sentito dire a Gesù: "Io ed il Padre siamo uno" (Giov. 10:30), presero delle pietre per lapidarlo. Eppure Gesù disse il vero quando chiamò Dio suo Padre perchè egli era il Figlio di Dio, l'Unigenito che era presso il Padre avanti la fondazione del mondo. Disse la verità ma non fu creduto, anzi fu odiato, perseguitato e infine messo a morte. Ma da chi fu odiato? Non dai suoi discepoli che avevano creduto in Lui, ma dal mondo, dalla progenie del diavolo, che amò la menzogna più che la verità. Anche quando i Giudei accusarono Gesù di bestemmiare perchè chiamava Dio suo Padre, Gesù gli dimostrò con le Scritture che quello che diceva era verità e non menzogna. Egli disse loro: "Non è egli scritto nella vostra legge: Io ho detto: Voi siete dèi? Se chiama dèi coloro ai quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata), come mai dite voi a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo, che bestemmia, perchè ho detto: Son Figliuol di Dio?" (Giov. 10:34-36; Sal. 82:6) Piacquero queste parole ai Giudei? Affatto, anzi essi cercarono di pigliarlo; ma egli sfuggì loro dalle mani. Gesù fu odiato dagli scribi e dai Farisei anche perchè egli li riprese a motivo della loro ipocrisia e malvagità: di ciò, abbiamo una prova nel seguente racconto fatto da Luca: "Or mentr'egli parlava, un Fariseo lo invitò a desinare da lui. Ed egli, entrato, si mise a tavola. E il Fariseo, veduto questo, si meravigliò che non si fosse prima lavato, avanti il desinare. E il Signore gli disse: Voialtri Farisei nettate il di fuori della coppa e del piatto, ma l'interno vostro è pieno di rapina e di malvagità. Stolti, Colui che ha fatto il di fuori, non ha anche fatto il di dentro? Date piuttosto in elemosina quel ch'è dentro al piatto; ed ecco, ogni cosa sarà netta per voi. Ma guai a voi, Farisei, poichè pagate la decima della menta, della ruta e d'ogni erba, e trascurate la giustizia e l'amore di Dio! Queste sono le cose che bisognava fare, senza tralasciare le altre. Guai a voi, Farisei, perchè amate i primi seggi nelle sinagoghe, e i saluti nelle piazze. Guai a voi, perchè siete come quei sepolcri che non si vedono, e chi vi cammina sopra non ne sa niente. Allora uno dei dottori della legge, rispondendo, gli disse: Maestro, parlando così, fai ingiuria anche a noi. Ed egli disse: Guai anche a voi, dottori della legge, perchè caricate le genti di pesi difficili a portare, e voi non toccate quei pesi neppure con un dito! Guai a voi, perchè edificate i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li uccisero. Voi dunque testimoniate delle opere dei vostri padri e le approvate; perchè essi li uccisero, e voi edificate loro dei sepolcri. E per questo la sapienza di Dio ha detto: Io manderò loro dei profeti e degli apostoli; e ne uccideranno alcuni, e ne perseguiteranno altri, affinchè il sangue di tutti i profeti sparso dalla fondazione del mondo sia ridomandato a questa generazione; dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria che fu ucciso fra l'altare ed il tempio; sì, vi dico, sarà ridomandato a questa generazione. Guai a voi, dottori della legge, perchè avete tolta la chiave della scienza! Voi stessi non siete entrati, ed avete impedito quelli che entravano. E quando fu uscito di là, gli scribi e i Farisei cominciarono a incalzarlo fieramente ed a trargli di bocca risposte a molte cose; tendendogli dei lacci, per cogliere qualche parola che gli uscisse di bocca" (Luca 11:37-54). In quest'occasione gli scribi ed i Farisei, dopo essere stati ammoniti severamente da Gesù, cercarono di coglierlo nelle sue parole tendendogli dei lacci; questa è una chiara dimostrazione dell'odio che essi nutrivano verso la luce perchè essa metteva allo scoperto le loro opere malvage riprovandole. Come potete vedere Gesù fu odiato da molti del popolo giudaico per avere detto la verità, e dagli scribi e dai Farisei perchè ebbe il coraggio di riprenderli a motivo delle loro opere malvage.

- Giovanni il Battista era un uomo ripieno dello Spirito Santo fin dal seno di sua madre, e di cui Gesù, che discese dal cielo, rese questa testimonianza: "In verità io vi dico, che fra i nati di donna non è sorto alcuno maggiore di Giovanni Battista" (Matt. 11:11). Giovanni fu mandato da Dio per rendere testimonianza alla luce, e benchè egli non era la luce, egli fu un luminare in quel mondo di tenebre; un uomo santo e giusto che andò dinnanzi al Cristo per preparargli la via, esortando il popolo a ravvedersi e a credere in Colui che veniva dopo di lui, cioè in Gesù. Fu forse amato Giovanni il Battista dal mondo d'allora? Affatto, perchè Gesù disse: "È venuto Giovanni non mangiando nè bevendo, e dicono: Ha un demonio!" (Matt. 11:18). Ora vi mostrerò come Giovanni fu odiato per avere detto la verità ed avere riprovato il male. Luca dice a proposito di Giovanni: "Con molte e varie esortazioni, evangelizzava il popolo; ma Erode, il tetrarca, essendo da lui ripreso riguardo ad Erodiada, moglie di suo fratello, e per tutte le malvagità ch'esso Erode aveva commesse, aggiunse a tutte le altre anche questa, di rinchiudere Giovanni in prigione" (Luca 3:18-20). Giovanni il Battista riprese Erode a motivo di Erodiada dicendogli: "Non t'è lecito di tenere la moglie di tuo fratello" (Mar. 6:18), ed anche a motivo di tutte le sue malvagità. Piacque questa riprensione ad Erode? Per nulla, infatti questo re si sentì così disturbato ed indignato che fece arrestare Giovanni e lo mise in prigione. Erode faceva del male e viveva nell'adulterio, ma Giovanni, il messaggero di Dio, non fece finta di niente, non si tacque, ma alzò la sua voce a guisa di tromba per fare conoscere a Erode le sue malvagità. Marco dice che "Erodiada gli serbava rancore e bramava farlo morire" (Mar. 6:19), quindi non solo ad Erode non piacquero le parole di Giovanni, ma anche ad Erodiada. Venne il giorno poi che Giovanni perse la testa di sul suo collo per avere detto la verità...ma non l'anima sua perchè egli, secondo le parole di Gesù, è nel regno dei cieli.

- Stefano era un uomo ripieno di Spirito Santo, di grazia e di potenza e "faceva gran prodigi e segni fra il popolo" (Atti 6:8), e siccome che i Giudei "non potevano resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava" (Atti 6:10), essi si levarono contro di lui e afferratolo, lo menarono davanti al Sinedrio dove presentarono pure dei falsi testimoni per accusarlo. Davanti al Sinedrio Stefano tenne un discorso con il quale ricordò a tutti i suoi uditori come i loro padri si erano ribellati a Dio sia in Egitto che nel deserto dove disubbidirono a Mosè e si dettero all'idolatria. Prima di terminare il suo discorso, egli rivolse questo severo ammonimento ai Giudei che lo ascoltavano: "Gente di collo duro e incirconcisa di cuore e d'orecchi, voi contrastate sempre allo Spirito Santo; come fecero i padri vostri, così fate anche voi. Qual dei profeti non perseguitarono i padri vostri? E uccisero quelli che preannunziavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete stati i traditori e gli uccisori; voi, che avete ricevuto la legge promulgata dagli angeli, e non l'avete osservata" (Atti 7:51-53). Queste parole fecero infuriare i Giudei (secondo che è scritto: "Essi, udendo queste cose, fremevano di rabbia nei loro cuori e digrignavano i denti contro di lui" [Atti 7:54]) che "gettando di gran gridi si turarono gli orecchi, e tutti insieme si avventarono sopra lui; e cacciatolo fuori della città, si diedero a lapidarlo" (Atti 7:57,58). Questo di Stefano è un altro esempio che mostra come chi dice la verità ai figli della disubbidienza e li riprende si attira il loro odio.

- L'apostolo Paolo fu odiato e perseguitato sia dai Giudei che dai Gentili. Dai Giudei fu perseguitato perchè lui testimoniava loro che Gesù era il Cristo; essi lo contrastavano e bestemmiavano quando lo udivano parlare attorno alla morte del Signore Gesù ed alla sua risurrezione. A Damasco, siccome che Paolo gli dimostrava che Gesù era il Cristo, essi "si misero d'accordo per ucciderlo; ma il loro complotto venne a notizia di Saulo" (Atti 9:23,24), il quale scampò dalle loro mani perchè i discepoli "presolo di notte, lo calarono a basso giù dal muro in una cesta" (Atti 9:25). A Gerusalemme, gli Ellenisti, con i quali lui discuteva, "cercavano d'ucciderlo, e i fratelli, avendolo saputo, lo condussero a Cesarea, e di là lo mandarono a Tarso" (Atti 9:29,30). Anche in molte altre città, come Antiochia di Pisidia, Iconio, Listra, Tessalonica, e Berea l'apostolo Paolo fu perseguitato dai Giudei disubbidienti e tutto ciò a motivo del Vangelo che lui annunziava. Lui desiderava il bene dei Giudei perchè desiderava che essi fossero salvati, mentre loro procacciarono il suo male perchè non sopportavano la Parola della grazia che lui predicava. Paolo fu perseguitato pure dai Gentili; ad Efeso per esempio nacque un tumulto proprio a motivo della sua predicazione contro gli idoli. La Scrittura dice: "Or in quel tempo nacque non piccol tumulto a proposito della nuova Via. Poichè un tale, chiamato Demetrio, orefice, che faceva dei tempietti di Diana in argento, procurava non poco guadagno agli artigiani. Raunati questi e gli altri che lavoravano di cotali cose, disse: Uomini, voi sapete che dall'esercizio di quest'arte viene la nostra prosperità. E voi vedete e udite che questo Paolo ha persuaso e sviato gran moltitudine non solo in Efeso, ma quasi in tutta l'Asia, dicendo che quelli fatti con le mani non sono dèi. E non solo v'è pericolo che questo ramo della nostra arte cada in discredito, ma che anche il tempio della gran dea Diana sia reputato per nulla, e che sia perfino spogliata della sua maestà colei, che tutta l'Asia e il mondo adorano. Ed essi, udite queste cose, accesi di sdegno, si misero a gridare: Grande è la Diana degli Efesini! E tutta la città fu ripiena di confusione..." (Atti 19:23-29). Come potete vedere le parole di Paolo non piacquero agli artigiani che traevano guadagno dalla costruzione dei tempietti di Diana perchè esse fecero calare le vendite dei tempietti di Diana; ma oltre a ciò le sue parole non piacquero perchè molte persone, avendo compreso che quelli fatti con mano d'uomo non erano dèi e che Dio non abitava in templi fatti d'opera di mano, avevano smesso di andare nel tempio di Diana ad offrirle il loro culto, e questo significava per molti spogliare la dea Diana della sua maestà.

- Amos era uno dei pastori di Tekoa che Dio prese e mandò al suo popolo per riprenderlo e scongiurarlo a tornare a Lui. Egli riprovò le ingiustizie che gli Israeliti commettevano in quel tempo; tra le cose che disse ci sono queste: "Io conosco come sono numerose le vostre trasgressioni, come sono gravi i vostri peccati; voi sopprimete il giusto, accettate regali, e fate torto ai poveri alla porta..Voi avete dato da bere del vino ai nazirei e avete ordinato ai profeti di non profetare!" (Amos 5:12; 2:12). Egli fece conoscere agli Israeliti le loro trasgressioni e li riprese esortandoli a ravvedersi, infatti disse loro: "Cercate il bene e non il male, onde viviate,.. Odiate il male, amate il bene, e, alle porte, stabilite saldamente il diritto" (Amos 5:14,15). Piacquero queste parole di Amos ai ribelli? Per nulla, infatti essi lo odiarono a motivo delle sue riprensioni perchè Amos disse: "Essi odiano colui che li riprende alla porta, e hanno in orrore chi parla con integrità" (Amos 5:10). Inoltre Amatsia, sacerdote di Bethel, mandò a dire a Geroboamo, re d'Israele: "Amos congiura contro di te in mezzo alla casa d'Israele; il paese non può sopportare tutte le sue parole. Amos, infatti, ha detto: - Geroboamo morrà di spada e Israele sarà menato in cattività lungi dal suo paese" (Amos 7:10,11). Amos cercava il bene del re e di tutto il popolo d'Israele, ma fu accusato di congiurare contro il re, ma non solo, gli fu ordinato pure dallo stesso sacerdote Amatsia di non profetare, infatti costui gli disse: "Veggente, vattene, fuggi nel paese di Giuda; mangia colà il tuo pane, e là profetizza; ma a Bethel non profetar più, perchè è un santuario del re e una residenza reale" (Amos 7:12,13). Come potete vedere Amos fu odiato e perseguitato per avere parlato da parte di Dio ad un popolo che odiava la giustizia ma amava l'iniquità.

- Il profeta Hanani fu perseguitato per avere ripreso il re Asa a motivo di una cosa che questo re fece, la quale egli non avrebbe dovuto fare. Ora, il re Asa quando Baasa, re d'Israele, salì contro Giuda, prese dell'argento e dell'oro dalla casa dell'Eterno e li mandò a Ben - Hadad, re di Siria, chiedendogli di allearsi con lui e di rompere la sua alleanza con il re d'Israele affinchè il re d'Israele si ritirasse così da lui. Il re di Siria gli dette ascolto e così Baasa si ritirò. Asa, invece di appoggiarsi sul suo Dio, come aveva fatto nel passato, si appoggiò sul re di Siria, ma questa sua condotta non piacque a Dio che gli mandò Hanani per riprenderlo. "Hanani, il veggente, si recò da Asa, re di Giuda, e gli disse: ‘Poichè tu ti sei appoggiato sul re di Siria invece d'appoggiarti sull'Eterno, ch'è il tuo Dio, l'esercito del re di Siria è scampato dalle tue mani. Gli Etiopi e i Libi non formavano essi un grande esercito con una moltitudine immensa di carri e di cavalieri? Eppure l'Eterno, perchè tu t'eri appoggiato su lui, li diede nelle tue mani. Poichè l'Eterno scorre collo sguardo tutta la terra per spiegare la sua forza a pro di quelli che hanno il cuore integro verso di lui. In questo tu hai agito da insensato; poichè, da ora innanzi, avrai delle guerre" (2 Cron. 16:7-9). Quale fu la reazione del re a questa riprensione del profeta? Questa; "Asa s'indignò contro il veggente, e lo fece mettere in prigione, tanto questa cosa lo aveva irritato contro di lui" (2 Cron. 16:10). Ancora una volta vediamo come chi parla da parte di Dio viene perseguitato ingiustamente.

- Zaccaria, figliuolo del sacerdote Jehoiada fu messo a morte dai Giudei ai giorni del re Joas; vediamo la ragione. Dopo la morte del sacerdote Jehoiada, il re Joas diede ascolto ai capi di Giuda ed assieme abbandonarono la casa di Dio e si volsero agli idoli delle nazioni circonvicine. Questo non piacque a Dio che mandò loro dei profeti che protestarono contro la loro condotta, ma essi non vollero ascoltarli. Tra coloro che in quel tempo parlarono al popolo ribelle da parte di Dio ci fu appunto anche Zaccaria, il figlio di Jehoiada, il quale un giorno fu investito dallo Spirito di Dio e disse al popolo: "Così dice Iddio: - Perchè trasgredite voi i comandamenti dell'Eterno? Voi non prospererete; poichè avete abbandonato l'Eterno, anch'Egli vi abbandonerà" (2 Cron. 24:20). Quale fu la reazione di quelli che lo udirono parlare in quella maniera? Questa; "Fecero una congiura contro di lui, e lo lapidarono per ordine del re, nel cortile della casa dell'Eterno" (2 Cron. 24:21). Zaccaria fu un'altro di quegli uomini che fu odiato per avere detto la verità ed avere ripreso degli uomini ribelli che non volevano ascoltare la legge di Dio.

- Geremia fu costituito da Dio profeta nella sua giovinezza, e mandato da Dio al popolo di Giuda e agli abitanti di Gerusalemme per fare loro conoscere le loro trasgressioni e per farli tornare a Lui. Egli riprese i Giudei a motivo dei loro adulteri, delle loro menzogne, della loro idolatria, delle loro ruberie e di tutte le loro ingiustizie. Fu amato per questo? Affatto; eppure cercò il bene del popolo, perchè gli parlò da parte di Dio, dicendogli la verità e non lusingandolo come invece facevano i falsi profeti. I ribelli congiurarono di ucciderlo infatti egli disse a tale proposito: "L'Eterno me l'ha fatto sapere, ed io l'ho saputo; allora tu m'hai mostrato le loro azioni. Io ero come un docile agnello che si mena al macello; io non sapevo che ordissero macchinazioni contro di me dicendo: - Distruggiamo l'albero col suo frutto e sterminiamolo dalla terra dei viventi; affinchè il suo nome non sia più ricordato" (Ger. 11:18,19). Quelli di Anatoth che cercavano la sua vita gli ordinarono di non profetare infatti gli dissero: "Non profetare nel nome dell'Eterno, se non vuoi morire per le nostre mani" (Ger. 11:21); il popolo ribelle lo maledisse infatti lui disse:" Io non do nè prendo in imprestito, e nondimeno tutti mi maledicono" (Ger. 15:10), e tra coloro che maledissero questo profeta ci furono anche i capi dei Giudei che dissero al re Sedekia queste parole sul conto di Geremia: "Deh, sia quest'uomo messo a morte! poich'egli rende fiacche le mani degli uomini di guerra che rimangono in questa città, e le mani di tutto il popolo, tenendo loro cotali discorsi; quest'uomo non cerca il bene ma il male di questo popolo" (Ger. 38:4). Il profeta Geremia disse al popolo la verità, si presentò davanti a Dio per parlare in favore del popolo e per stornare l'ira sua da sopra di esso, eppure fu accusato di non cercare il bene del popolo ma il male; anche lui, come gli altri profeti, fu calunniato e maledetto; anche a lui fu reso odio per il suo amore, e male per il suo bene. Il motivo? Perchè il popolo e i suoi capi non sopportarono le sue parole.

Fratelli, sappiate che come i profeti antichi furono odiati dai Giudei ribelli perchè parlarono da parte del Signore, così chi dice la verità a questo mondo di tenebre, si attira inevitabilmente il suo odio. Ora vi spiegherò la ragione per cui avviene questo. Noi figliuoli di Dio siamo, per la grazia di Dio, in Dio Padre e nel Signor Gesù Cristo, infatti Paolo scrivendo ai Tessalonicesi disse loro: "Alla chiesa dei Tessalonicesi, che è in Dio nostro Padre e nel Signor Gesù Cristo" (2 Tess. 1:1); pure Giovanni conferma che noi siamo nella verità quando dice che "noi siamo in Colui che è il vero Dio, nel suo Figliuolo Gesù Cristo" (1 Giov. 5:20). Se noi che siamo stati chiamati dalle tenebre alla meravigliosa luce di Dio siamo nella verità e la verità è in noi, quelli che ancora sono sotto la potestà delle tenebre in che cosa dimorano? Essi giacciono nel maligno secondo che è scritto: "Tutto il mondo giace nel maligno" (1 Giov. 5:19). Ora, sapendo che il diavolo "è bugiardo e padre della menzogna" (Giov. 8:44) e che egli "non si è attenuto alla verità, perchè non c'è verità in lui" (Giov. 8:44), di conseguenza anche tutti quelli che giacciono in lui sono nella menzogna e la verità non è in loro. Ora, voi dovete sapere che il diavolo odia la verità e coloro che proclamano la verità, e che egli è riuscito a trasmettere al mondo (che è sotto la sua potestà) questo odio verso la verità e verso quelli che proclamano la verità. Per questo non ci dobbiamo meravigliare se il mondo ci odia, secondo che è scritto: "Non vi meravigliate, fratelli, se il mondo vi odia" (1 Giov. 3:13), appunto perchè il mondo giace in colui che odia la verità ed ama la menzogna. Perchè i Giudei disubbidienti odiarono Gesù e lo perseguitarono ed infine lo uccisero? Perchè essi erano sotto la potestà di Satana infatti Gesù disse loro: "Voi siete progenie del diavolo, ch'è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro" (Giov. 8:44); perchè essi non poterono dare ascolto alle sue parole? Perchè essi non erano da Dio, ma dal diavolo, infatti Gesù disse loro: "Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non le ascoltate; perchè non siete da Dio" (Giov. 8:47). Perchè i falsi profeti che negano Gesù Cristo essere venuto in carne, che negano che egli è Dio e che negano che egli è il Cristo ed il Figlio di Dio sono ascoltati dal mondo? Perchè essi sono "del mondo; perciò parlano come chi è del mondo, e il mondo li ascolta" (1 Giov. 4:5). Non ci dobbiamo quindi meravigliare se coloro che giacciono nel diavolo ascoltano chi dice le menzogne e non ascoltano chi dice loro la verità; non ci dobbiamo meravigliare neppure del fatto che quelli del mondo dicono bene di questi falsi profeti che predicano la menzogna, mentre, mentendo, dicono ogni sorta di male contro di noi che diciamo la verità. Giovanni dice: "Noi siamo da Dio; chi conosce Iddio ci ascolta; chi non è da Dio non ci ascolta" (1 Giov. 4:6); ecco come si riconoscono coloro che sono dei nostri e coloro che non sono dei nostri; ecco come si riconoscono coloro che sono nella verità e coloro che sono nell'errore. Non vi potete sbagliare seguendo la parola di Dio; se essa dice che chi conosce Dio ci ascolta mentre chi non conosce Dio non ci ascolta, siate sicuri che è così.

Noi veniamo odiati e perseguitati dai cattolici romani; perchè avviene questo? Perchè diciamo loro che la salvezza non si ottiene per mezzo delle opere della legge, ma soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù; che Maria, la madre di Gesù, pur essendo ora in cielo, non ha per nulla il potere di fare da mediatrice tra Dio e gli uomini, e non ha neppure il potere di fare nulla in favore degli uomini che la invocano sulla terra, perciò è inutile pregarla; che chi prega ed adora Maria è un idolatra e non un cristiano, che deve ravvedersi e credere in Gesù Cristo per essere salvato dai suoi peccati; che il purgatorio è un luogo che non esiste; che colui che essi chiamano ‘papa' e ‘padre santo', non è il vicario di Cristo, ma soltanto un uomo lontano da Dio che deve riconciliarsi con Dio per essere salvato dall'ira a venire; che i preti non hanno il potere di rimettere i peccati a nessuno; che le statue che essi fabbricano ed adorano sono degli idoli che essi devono abbandonare perchè sono in abominio a Dio; che la tradizione cattolica romana nel corso dei secoli non ha fatto altro che annullare la Parola di Dio e condurre milioni e milioni di persone all'inferno. Noi diciamo loro la verità dimostrando loro le cose che diciamo per le Scritture, ma loro non vogliono ascoltare e ci accusano di essere i distruttori del cristianesimo, la piaga che ha rovinato ‘il mondo cristiano'. I credenti che sono usciti dall'organizzazione cattolica romana sono per loro delle pecore che si sono smarrite perchè hanno lasciato l'ovile (secondo loro l'ovile è quella che loro chiamano ‘la unica e vera chiesa di Dio'), e secondo loro dovrebbero tornare all'ovile. Ma essi non hanno lasciato l'ovile del Signore, ma bensì un carcere nel quale erano prigionieri di Satana e dal quale il Padre della gloria li ha fatti uscire per farli entrare nel regno del suo amato Figliuolo, nel quale noi tutti abbiamo la redenzione e la remissione dei peccati; no, essi non torneranno al vomito; no, i santi non vogliono tornare a voltolarsi nel fango della tradizione dei cattolici romani; noi continueremo a dire ai cattolici romani con cui parliamo: "Ravvedetevi e credete all'Evangelo" (Mar. 1:15), e: "Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d'immondo; ed io v'accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente" (2 Cor. 6:17,18; Is. 52:11). Lo ripeto: Non vi meravigliate se coloro che giacciono nell'errore vi odiano perchè dite loro la verità.

I falsi testimoni (quelli che si sono auto definiti senza nessun diritto di farlo: Testimoni di Geova) ci odiano; sì, anche se ci sorridono e si mostrano gentili quando ci incontrano, loro ci odiano e dicono ogni sorta di male contro di noi; perchè avviene questo? Perchè noi siamo nella verità e diciamo la verità a loro che sono nell'errore, dimostrando per le Scritture che le dottrine che professano sono false perchè non sono fondate sulle sacre Scritture, ma su vani ragionamenti umani e sulle loro arbitrarie interpretazioni delle Scritture. Ma neppure di questo loro odio verso noi figliuoli di Dio ci meravigliamo perchè sappiamo che nel corso dei secoli, tutti coloro che hanno predicato loro stessi e le loro imposture hanno sempre odiato coloro che hanno predicato Cristo e le sue fedeli parole.

I Mussulmani ci odiano anche loro; e perchè ci odiano? Per lo stesso motivo per cui ci odiano tutti gli altri; perchè noi diciamo loro la verità. Come i Giudei perseguitarono Gesù perchè chiamava Dio suo Padre, così i Mussulmani perseguitano noi perchè predichiamo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio disceso dal cielo per salvare il mondo, e che Egli (non un altro uomo al suo posto) morì sulla croce per i nostri peccati e risuscitò il terzo giorno.

Lo stesso discorso vale per i Buddisti, gli Induisti, i seguaci di Confucio, i Satanisti, tutti gli aderenti alle tante e tante sette che esistono sulla faccia della terra, in altre parole per tutti quelli che sono di fuori. Il fatto che portino dei nomi diversi e che tra loro si differenziano per alcune pratiche e dottrine non ci deve trarre in inganno, perchè essi fanno tutti capo a Satana. D'altronde Satana, nel corso dei secoli, ha detto molte menzogne per bocca dei suoi ministri, quindi era inevitabile che sorgessero tante sette, che anche se si distinguono fra loro nell'apparenza (nel vestire, nelle loro dottrine e nelle loro usanze), nella sostanza hanno in comune questo: Sono figliuoli dello stesso padre, cioè di Satana, perchè mentono e si gloriano contro la verità, non operano la giustizia e ci odiano.

Il mondo non ci odia solo perchè gli predichiamo la parola di verità e confutiamo tutte le sue false dottrine, ma anche perchè testimoniamo di lui che le sue opere sono malvage (secondo che è scritto: "Chiunque fa cose malvage odia la luce" [Giov. 3:20], ed ancora: "Colui che cammina rettamente è un abominio per gli empi" [Prov. 29:27]); ma perchè i peccatori odiano i giusti? Perchè i giusti sono nella luce e luce, mentre i peccatori sono nelle tenebre e tenebre. La luce del giorno non è gradita nè ai ladri, nè agli adulteri, nè ai sodomiti, e nè a tutti quelli che prendono piacere a fare cose malvage nel buio, infatti essi aspettano con ansia il tramontare del sole, per mettere in atto i loro disegni iniqui. Sì, sulla faccia della terra vi sono moltitudini di uomini che aspettano che calano le tenebre per mettersi a fare quello che la luce del giorno impedisce loro di fare durante il giorno. La luce è per loro un impedimento, per questo essi amano le tenebre più che la luce, perchè nelle tenebre essi si riescono a muovere con molta più libertà; essi si sentono a loro agio durante la notte ma non durante il giorno. Giobbe sapeva questo e lo disse in questi termini: "Ve ne sono di quelli che si ribellano alla luce, non ne conoscono le vie, non ne battono i sentieri. L'assassino si leva sul far del giorno, e ammazza il meschino e il povero; la notte fa il ladro. L'occhio dell'adultero spia il crepuscolo, dicendo: ‘Nessuno mi vedrà!' e si copre d'un velo la faccia. I ladri, di notte, sfondano le case; di giorno, si tengono rinchiusi; non conoscono la luce. Il mattino è per essi come ombra di morte; appena lo scorgono provano i terrori del buio" (Giob. 24:13-17). Quindi i malvagi odiano la luce (noi siamo la luce del mondo) perchè non vogliono che quello che fanno venga ripreso dalla luce.

Le persone del mondo che sono sotto la potestà delle tenebre quando ci sentono parlare contro i loro divertimenti, contro i piaceri della vita, contro le loro ingiustizie, contro la vanità, e contro l'oscenità si arrabbiano e cominciano a farsi beffe di noi; perchè avviene questo? Ci deve pure essere una ragione. Ebbene, la ragione è perchè noi che siamo luce nel Signore, parliamo contro quello che essi amano e a cui non vogliono rinunziare perchè è ‘la loro vita', quello che di meglio hanno (dicono loro) e gli dimostriamo con la Parola di Dio, e non con le nostre parole, che quello che fanno e dicono è vano, nocivo, e in abominio a Dio. Dite alla gente del mondo che fanno bene ad andare a ballare, a fumare, a dire parolacce, a raccontare facezie scurrili, a commettere adulteri, a rubare, a mentire per coprire le loro male azioni, ad avere l'animo alle cose alte, a guardare la televisione, a giocare la schedina, ai cavalli, al lotto, ad andare a mettersi seminudi sulle spiagge del mare per abbronzarsi, ad impedire il concepimento e a fare tante e tante altre cose sconvenienti e avrete tutti per amici, vi telefoneranno, vi inviteranno ad andarli a visitare, ad andare a passare le vacanze con loro, prenderanno piacere insomma a stare con voi e a parlarvi. Ma dite loro che tutte queste cose sono vane, dannose e non gradite affatto a Dio che è santo e giusto, e allora diventeranno vostri nemici; quelli che prima vi stimavano vi sprezzeranno; quelli che prima amavano la vostra compagnia detesteranno stare con voi. Non vi illudete; ricordatevi che il mondo odiò Cristo, la Parola di Dio che è stata fatta carne; e questo odio verso la Parola di Dio (che è una lampada splendente in questo mondo di tenebre), il mondo continua ad averlo in sè ed a manifestarlo in svariate maniere. Il mondo non ama nè noi e neppure la Parola di Dio, perchè non ha conosciuto Dio che è amore; se solo una parte del mondo amasse noi, figliuoli di luce, e il nostro riprovare le opere infruttuose delle tenebre, ciò significherebbe che il diavolo è diviso contro se stesso; ma il suo regno è unito (è un dato di fatto), per questo tutto il mondo ci odia.

Ma chi predica la verità e la giustizia viene perseguitato anche da quei credenti che amano il mondo. Ora, giudicate da voi stessi quello che dico: ‘Ma se uno ama il mondo che è immerso nel diavolo (che è nemico di Dio), ed ama le cose che sono nel mondo, cioè la concupiscenza della carne, quella degli occhi e la superbia della vita, come potrà amare coloro che camminano nella luce e predicano la giustizia? Come possono prendere piacere nella verità e nella giustizia quegli uomini e quelle donne che dopo aver creduto hanno cominciato di nuovo ad amare il mondo? Non possono, perchè Giovanni dice: "Se uno ama il mondo, l'amor del Padre non è in lui" (1 Giov. 2:15); queste parole sono forti, ma nello stesso tempo vere, perchè è manifesto che coloro che amano il mondo non nutrono amore nè verso i fratelli, nè verso la parola di Dio. Senza l'amore di Dio in noi non possiamo amare nè Dio e nè coloro che sono stati generati da lui; perciò non vi illudete, se fate posto all'amore per il mondo nei vostri cuori, l'amore del Padre in voi verrà a mancare, e vi troverete ad amare ciò che adesso odiate e ad odiare ciò che adesso amate. Coloro che amano vestirsi alla moda, parlare con facezie scurrili, andare a divertirsi come la gente del mondo andando ai concerti dei cantanti del mondo o al cinema, al teatro, allo stadio per vedere la partita, che amano guardare la televisione, andare a mettersi seminudi sulle spiagge del mare, dei laghi e dei fiumi, che hanno l'animo alle cose alte perchè amano la superbia della vita, costoro, secondo la Scrittura, non hanno l'amore di Dio compiuto in loro, e perciò quando sentono il pastore od anche un credente che non è pastore parlare contro queste cose vane che portano lontano dal Signore, si infuriano, cominciano a struggersi e a digrignare i denti contro di lui e a dire ogni sorta di menzogne contro di lui. Non è forse quello che accade?

A voi che ancora non volete rinunciare alle concupiscenze mondane: voi dite: ‘Ma questo non lo dobbiamo fare, quest'altro neppure; ma non possiamo mica sempre pregare, cantare, leggere la Bibbia, parlare del Signore!', e: ‘Ma se ci priviamo di tutte queste cose come vivremo?' Certamente molto meglio, e non peggio, perchè comincerete a dedicare il tempo che ora spendete al servizio della vanità, al servizio di Dio e Dio vi benedirà grandemente. E poi vi domando: Ma che c'è di meglio di fare la volontà di Dio? Avete trovato forse qualche passatempo che vi fa passare il tempo meglio di quanto faccia la preghiera, la lettura della Parola di Dio, il cantare a Dio, il parlare del Signore ai perduti, il parlare delle cose relative al regno di Dio con i fratelli, la comunione fraterna, il fare opere buone? Io non credo affatto che lo avete trovato o che lo troverete, perchè non c'è; quindi vi esorto a rientrare in voi stessi e ad abbandonare le vostre amate vanità che non fanno altro che contaminarvi e rubarvi del tempo prezioso e del danaro. È ora che vi svegliate dal sonno, voi che amate il mondo! "Sono dunque diventato vostro nemico dicendovi la verità?" (Gal. 4:16), questo vi domando. Ma quand'anche fossi diventato vostro nemico per avervi detto la verità, non mi pentirò di avervi detto queste cose. Noi continueremo a dirvi la verità, noi continueremo a suonare la tromba in Sion, perchè vi amiamo; vi parleremo con ogni franchezza senza lusingarvi perchè non vogliamo rovinarvi od ingannarvi; continueremo a riprendervi perchè l'amore di Cristo che è in noi ci costringe a farlo.

Oggi, in seno alla chiesa di Dio c'è bisogno che molti più pastori, prima diano loro stessi l'esempio al gregge col non amare il mondo, e poi esortino la fratellanza a non amare il mondo, come faceva Giovanni, uno dei figli del tuono (così furono soprannominati da Gesù lui e suo fratello Giacomo), che diceva: "Non amate il mondo nè le cose che sono nel mondo" (1 Giov. 2:15); certo, sono molte le afflizioni che un ministro di Dio che si santifica e vuole che la fratellanza si santifichi nel timore di Dio patisce; spesso è triste e piange nel vedere una parte del popolo che non vuole volgersi al Signore, altre volte è tentato a non parlare più di quelle cose che non piacciono ai ribelli, altre volte riceve delle minacce; però una cosa è certa: Facendo così, cioè insegnando tutto il consiglio di Dio, salverà se stesso e quelli che lo ascoltano, ed in quel giorno potrà gloriarsi di non avere faticato per nulla, perchè vedrà il frutto della sua opera.

A chi cerca il favore degli uomini con le sue predicazioni 

Tu dici in cuore tuo: ‘Ma chi me lo fa fare a dire questo o quest'altro? Sono conosciuto, tutti parlano bene di me ed i miei discorsi piacciono!'. Ti voglio dire che chi vuole farti dire quello che ancora non dici per paura della reazione di quelli che ti ascoltano, è Dio, ma tu ti opponi ancora a lui. Lo vedi chiaramente che nel locale di culto molte donne vengono vestite come le meretrici e non come donne che fanno professione di pietà; lo vedi che esse sono fonte di distrazione per te e per tutti gli altri; lo sai bene che alcuni di quelli che vengono sono attori, ballerini, membri di bande musicali del mondo che suonano alle feste da ballo; c'è pure chi ha la lotteria, c'è chi coltiva il tabacco, c'è chi vende le sigarette, c'è chi fabbrica e vende pure gioielli; lo sai bene che quelli che ti ascoltano sanno ciò che dicono alla televisione ma non sanno ciò che Dio ordina nella sua Parola; sai pure come i credenti si organizzano per andare al cinema, al teatro, ai parchi di divertimento, alla spiaggia a contaminarsi; vedi pure come quasi tutti sono amanti delle cose del mondo, altezzosi e vanagloriosi e vogliono arricchirsi; vedi pure come i fratelli praticano la buffoneria tra di loro e con le sorelle; queste, e tante altre cose le vedi e le sai, ma non vuoi dire nulla, non vuoi esortarli ad abbandonare le loro vie malvage per consacrarsi al Signore; e questo perchè hai paura che non vengano più ad ascoltarti e si cerchino una comunità dove queste cose vengono accettate e tollerate; temi che non ti salutino più, che ti perseguitino e che non ti diano più i loro denari. Tu stai cercando il tuo interesse e non ciò che è di Cristo; invece di temere Dio tu temi gli uomini; tu non dimostri di amare il popolo di Dio perchè tolleri il male che fà; tu non vuoi che esso si santifichi perchè hai piacere che rimanga tutto così. Ma che pensi? Che Dio non lo veda tutto ciò? Sappi che Dio non ha chiuso gli occhi come hai fatto tu e lo vedrai quando ti riprenderà severamente se persisti nella durezza del tuo cuore.

Fratello, ravvediti, abbandona questo vano e dannoso modo di agire, prendi la tromba che Dio ti ha dato e che per molto tempo non hai suonato, prendila e mettiti a suonare affinchè tutti odano e si sveglino dal loro sonno; non indugiare, tu come sentinella non devi rimanere indifferente dinnanzi a questo spettacolo perverso che Satana è riuscito con la sua astuzia a mettere su in mezzo alla fratellanza. Scrollati di dosso la paura degli uomini che ti fà tremare e che ti tiene legato, prendi la spada dello Spirito e levati in favore della verità e della giustizia riprovando le opere infruttuose delle tenebre; riprendi i disordinati e contrista con parole giuste e vere quelli che fanno il male affinchè si ravvedano. Tu dirai: ‘Ma se faccio questo mi perseguiteranno e mi affliggeranno!' Sì, è così, ma sarai beato perchè sarai perseguitato a motivo di giustizia come lo furono i profeti nell'antichità. Sarai annoverato tra i coraggiosi e non più tra i paurosi, ed il Signore ti mostrerà il suo favore e il suo aiuto; Egli ti benedirà e ti onorerà davanti ai tuoi avversari. Fratello, in mezzo alle tue lotte dovrai essere forte, non dovrai perderti d'animo; dovrai soffrire pure tu per l'Evangelo sorretto dalla potenza di Dio. Sì, lo so, quelli che tu credevi tuoi amici ti cominceranno a minacciare e a non mostrarsi più tuoi amici; anche in seno alla denominazione di cui tu fai parte la tua carriera che stavi facendo per raggiungere una certa posizione di prestigio sarà interrotta. Abbassati per diventare grande agli occhi di Dio, e non cercare d'innalzarti compiacendo nel male ai ribelli perchè arriverà il momento che Dio ti tirerà giù dal piedistallo su cui ti hanno messo!

Butindaro Giacinto


Vai ad inizio pagina.