Domande sui vescovi e sui diaconi

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Che cosa intende dire Paolo quando afferma che chi aspira all'ufficio di vescovo bisogna che sia irreprensibile e abbia una buona testimonianza da quelli di fuori? Ossia, che significa, secondo la Parola di Dio, 'irreprensibile' e 'buona testimonianza'? Ti chiederei infine di aiutarmi a capire quando effettivamente un cristiano perde la sua irreprensibilità o la sua buona testimonianza e cosa dice la Parola di Dio a coloro che, chiamati al ministero, prima o dopo avere iniziato ad esercitare il ministero, perdono la loro irreprensibilità o la loro buona testimonianza.

Quando Paolo afferma che chi aspira all'ufficio di vescovo bisogna che sia irreprensibile intende dire che chi vuole essere eletto nella Chiesa a questo ufficio particolare, che è l'ufficio di anziano, non deve essere riprensibile da parte delle pecore che lui aspira a pascere. Se infatti questo credente è da riprendere lui medesimo perchè per esempio usa un linguaggio scurrile, volgare, o magari è violento, litigioso, amante di alcuni piaceri della vita, è evidente che lui non potrà mettersi a pascere le pecore perchè nel pascerle deve esortarle ad essere miti, ad avere un linguaggio sano, a non amare il mondo e le pecore non sopporterebbero che chi le esorta è lui stesso da riprendere in queste cose. In altre parole, se l'aspirante vescovo non è temperato, giusto, pio, come potrà esortare ad essere temperati, giusti e pii? A me pare che non potrà. E' insomma come il fatto che egli deve sapere governare la propria famiglia altrimenti non potrà governare la chiesa di Dio. Come fa un aspirante vescovo che non riprende i propri figli, che non sa farsi ubbidire dai figli, nel caso venisse eletto alla carica di vescovo, a riprendere e farsi ubbidire dalla chiesa?

L'avere una buona testimonianza di quelli di fuori significa che quelli del mondo che lo conoscono non devono avere nulla di che biasimarlo circa la sua condotta, ossia non devono dire che è un adultero o un fornicatore, un ladro, un disonesto, un oltraggiatore, un rapace, un avaro, ecc. Vorrei farti notare il motivo per cui Paolo dice che il vescovo deve avere questa buona testimonianza "affinché non cada in vituperio e nel laccio del diavolo" (1 Tim. 3:7). Dunque un anziano che aspira all'ufficio di vescovo non può essere qualcuno di cui la gente del paese dice che è un fornicatore, un ladro, un ubriaco, un disonesto, ecc.

Ma mettiamo il caso adesso che un credente dopo essere stato eletto all'ufficio di vescovo - perchè ha i requisiti necessari - sia accusato di un misfatto. Che dice la Parola di Dio? Paolo dice a Timoteo: "Non ricevere accusa contro un anziano, se non sulla deposizione di due o tre testimoni" (1 Tim. 5:19). Quindi un accusa contro un anziano fondata su due o tre testimonianze è da accettare. E una volta che l'accusa viene accettata? Dice sempre Paolo: "Quelli che peccano, riprendili in presenza di tutti, onde anche gli altri abbian timore" (1 Tim. 5:20). Un anziano quindi deve essere ripreso pubblicamente affinché anche gli altri abbiano timore. Ti voglio ricordare che Pietro (Cefa) che era un anziano (cfr. 1 Piet. 5:1), quando ad Antiochia si mise a costringere i Gentili a giudaizzare fu pubblicamente ripreso da Paolo; Pietro era da condannare (nota bene la gravità del suo misfatto) e Paolo lo ammonì "in presenza di tutti" (Gal. 2:14).

Dunque chi è posto a condurre un gregge deve essere ripreso nel caso si comporti in maniera sbagliata. Non può essere altrimenti. Consideriamo anche gli angeli (i pastori) delle sette chiese dell'apocalisse. Prenderò l'esempio dell'angelo della chiesa di Efeso, quello della chiesa di Sardi, e di quello della chiesa di Laodicea. Il primo aveva lasciato il suo primo amore, e il Signore gli disse di ravvedersi e di fare le opere di prima, altrimenti avrebbe rimosso il suo candelabro dal suo posto (cfr. Apoc. 2:5). Il secondo benchè avesse nome di vivere era morto e il Signore gli disse di ravvedersi altrimenti sarebbe arrivato come un ladro e lui non avrebbe saputo a quale ora sarebbe venuto su di lui (cfr. Apoc. 3:3). Il terzo infine era diventato tiepido e il Signore lo ammonì severamente con le parole che tu sai e gli disse di avere zelo e di ravvedersi (cfr. Apoc. 3:19). Quindi, il Signore nella sua misericordia dà ai suoi ministri, dopo che essi hanno compiuto qualche misfatto il tempo per ravvedersi. Ma se essi non si ravvedono allora il suo giudizio piomberà loro addosso; può essere una malattia grave, o anche la morte, comunque sia un giudizio arriverà su di loro. La stessa cosa vale per quei credenti che non hanno ricevuto un ministerio da Dio e cadono in qualche misfatto. Anche loro sono da riprendere e devono essere ripresi, e se non si ravvedono saranno giudicati da Dio come meritano.

Che succede a chi chiamato al ministero perde la sua irreprensibilità? Prendiamo l'esempio di Pietro. Certamente Pietro con quel suo modo di agire che era da condannare perse la sua irreprensibilità in seno alla fratellanza come anziano, tuttavia non mi pare che lui smise di fare l'anziano e l'apostolo. Occorre per altro dire che l'apostolo Pietro accettò la riprensione di Paolo per cui smise di costringere i Gentili a giudaizzare (quindi lui perse la sua irreprensibilità dottrinale solo per un certo tempo). Prendiamo anche l'esempio del pastore di Efeso, di quello di Sardi, e di quello di Laodicea; certamente persero anche loro la loro irreprensibilità in seno alla fratellanza, tuttavia non smisero di fare i pastori mentre si trovavano in quella condizione spirituale che non piaceva al Signore. Dio li riprese e gli diede tempo per ravvedersi. Si ravvidero? Non lo sappiamo.

Sono tuttavia persuaso che se un anziano o un pastore persista nel suo errore, o nel suo misfatto, di certo non prospererà e andrà di male in peggio perchè Dio lo punirà come merita. Chi copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia (cfr. Prov. 28:13), dice la Sapienza; ed anche: "Ma chi indura il suo cuore cadrà nella sfortuna" (Prov. 28:14). Naturalmente se un anziano o un pastore diventa un operatore di scandali, comincia a insegnare eresie di perdizione, e si getta alle spalle ogni riprensione, le pecore che gli sono state affidate non devono rimanere indifferenti, ma devono ritirarsi da lui (cfr. Rom. 16:17-18).

Dio giudica i suoi servitori; Lui non ha riguardi personali, non importa quale ministerio abbiano ricevuto da Lui.

Un anziano di chiesa che rimane vedovo, se si risposa può continuare a fare l'anziano?

Certo, perchè la Parola di Dio insegna che il vincolo matrimoniale con la propria moglie si scioglie con la morte di quest'ultima. Per cui egli, nel caso si sia risposato, non può essere accusato di essere marito contemporaneamente di due mogli come invece può esserlo chi è divorziato dalla propria moglie (ancora vivente) e risposato con un altra donna ragione per la quale egli non può essere eletto all'ufficio di vescovo nella Chiesa di Dio perchè è scritto "sia marito di una sola moglie" (1 Tim. 3:2). 

Una donna può ricoprire l'ufficio di diacono?

Sì, ella può ricoprirlo infatti nel Nuovo Testamento, e precisamente nella lettera di Paolo ai Romani, è menzionata una diaconessa. Ecco cosa dice Paolo: "Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa di Cencrea, perché la riceviate nel Signore, in modo degno de' santi, e le prestiate assistenza, in qualunque cosa ella possa aver bisogno di voi; poiché ella pure ha prestato assistenza a molti e anche a me stesso" (Rom. 16:1-2).

Voglio però precisare che il diacono non è preposto all'insegnamento infatti tra le caratteristiche che deve avere un credente per essere assunto in questo ufficio non c'è quella di "atto ad insegnare" che invece deve avere il vescovo (cfr. 1 Tim. 3:2).

Chi non è battezzato in Spirito Santo può predicare in una chiesa?

A questa tua domanda rispondo ricordandoti che Apollo che era un uomo eloquente e potente nelle Scritture e parlava e insegnava accuratamente le cose relative a Gesù, fu di grande aiuto ai santi di Corinto perché con grande vigore confutava pubblicamente i Giudei dimostrando per le Scritture che Gesù era il Cristo, e tutto ciò benchè avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni, quindi Apollo in quel tempo non era ancora nè battezzato nel nome del Signore Gesù e neppure battezzato con lo Spirito Santo (cfr. Atti 18:24-28). Io ti posso dire che ci sono alcuni fratelli non ancora battezzati con lo Spirito Santo, che quando predicano rallegrano, edificano, parlano con franchezza, e scuotono tanti credenti dal torpore in cui sono, e portano i peccatori a ravvedersi, mentre ci sono alcuni predicatori che si dicono battezzati con lo Spirito Santo, che non edificano affatto, ma annoiano solo, gli addormentati continuano a dormire quando li sentono, e i peccatori non sono presi da spavento e non sono portati a ravvedersi, perché la loro predicazione non è fatta con franchezza e con pienezza di convinzione, e questo perché i primi sono stati chiamati da Dio a predicare mentre i secondi no. Non è infatti dal fatto che si è battezzati con lo Spirito Santo che si capisce che uno è stato chiamato da Dio a predicare. Uno può essere stato battezzato con lo Spirito Santo e non essere stato chiamato da Dio a predicare; invece oggi pare che in certe comunità quando un credente viene battezzato con lo Spirito Santo riceve automaticamente la chiamata a predicare il Vangelo, non solo, verrebbe pure dotato di doni di guarigioni e di altri doni!! Bada bene, con questo non voglio dire che questo non possa accadere o che non sia accaduto alcune volte, ma il fatto è che quando ciò accade è manifesto come lo è la luce del sole come anche è manifesto il contrario quando con il battesimo con lo Spirito, il Signore non concede altri doni. E ti posso dire che nella maggior parte dei casi quando un credente viene battezzato con lo Spirito non riceve né la chiamata a predicare e neppure dei doni dello Spirito Santo! Certo è comunque che chi è stato chiamato da Dio a predicare deve desiderare di essere battezzato con lo Spirito Santo e di certo sarà battezzato con lo Spirito. Se dunque è manifesto che un credente è stato chiamato da Dio a predicare, che ha questa capacità che viene da Dio, non gli si può vietare di predicare o insegnare, nell'attesa che venga battezzato con lo Spirito Santo. Io almeno non me la sento di vietarglielo.

Se in una comunità il conduttore o pastore, viene accusato di aver commesso adulterio, ma non si hanno prove evidenti, come si deve comportare la chiesa nei confronti del pastore, che da premettere si e' comportato sempre bene e che secondo i fedeli e' stata solo diffamazione nei suoi confronti?

La Scrittura dice di non ricevere accusa contro un anziano se non sulla deposizione di due o tre testimoni (cfr. 1 Timoteo 5:19). Se le prove non sono evidenti perché ci sono solo delle voci bisogna fare delle indagini approfondite per accertare se il misfatto sia stato fatto o meno. Innanzi tutto si prendono i testimoni o accusatori e li si interroga per vedere in base a quali cose formulano le loro accuse contro il pastore. E poi si prendono la donna e il pastore e si sottopongono ad un interrogatorio affinché si accerti la verità. I magistrati fanno così sia con i testimoni che con i presunti colpevoli per accertare se quello che è stato detto contro gli imputati è vero o falso; sappi che quando l'accusa è una calunnia viene smascherata, ma se è verace allora in qualche maniera sarà confermata.

E' necessario che io frequenti un Seminario Teologico per servire Dio?

La mia risposta alla tua domanda è la seguente. No, non è necessario che tu frequenti una Scuola Biblica o un Seminario Teologico per servire Dio. Se Dio ti ha chiamato a predicare il Vangelo e ad insegnare la sua Parola, Egli sicuramente ti metterà in grado di compiere queste cose perché esse sono la Sua volontà per te. Ovviamente, tu devi studiare la Bibbia, pregare molto e vivere una vita santa. Io stesso sono stato chiamato da Dio a predicare il Vangelo, ma non ho frequentato nessuna Scuola Biblica. Molti anni fa, circa due anni dopo la mia conversione, ero nel dubbio se frequentare o meno una Scuola Biblica, così pregai Dio a proposito di ciò, e Lui mi rivelò (in un sogno) che Egli non voleva che io andassi alla Scuola Biblica. Poi il Signore operò potentemente in me per mettermi in grado di capire in maniera corretta le dottrine della Bibbia e di insegnarle. A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen. Stai fermo nella fede, prega del continuo e temi Dio.

Un anziano ha l'obbligo di astenersi dal vino?

No, un anziano non ha l'obbligo di astenersi dal bere vino perché il vino non è vietato berlo a nessun credente. L'anziano ha l'obbligo di non darsi al vino secondo che è scritto che bisogna che egli sia "non dedito al vino" (1 Tim. 3:3), il che è un'altra cosa, infatti essere dati al vino significa essere degli ubriaconi o persone che abusano del vino, cosa che tutti i Cristiani e non solo gli anziani non devono essere perché è scritto: "Non v'inebriate di vino, esso porta alla dissolutezza" (Ef. 5:18). Gli ubriaconi non erediteranno il Regno di Dio (cfr. 1 Cor. 6:10).

Caro Fratello Giacinto, pace nel Signore. Scusami se Ti ho scritto, ma ho bisogno di un informazione riguardo al Dono di Pastore, come Tu hai giustamente detto, è classificato nei Doni di Ministerio (Ef. 4:11), ma Tu hai altresì detto che la (se ho capito bene) Primitiva Chiesa era pasturata da "anziani" e che non v'era un uomo chiamato Pastore che da solo Pasturasse il Gregge di DIO però Hai detto anche che le 7 stelle sono gli angeli delle sette chiese, e che sono i Pastori; ma nei Doni Ministeriali non sono forse tutti uguali? non era forse meglio se si fosse restati con le comunità curate solo dal collegio degli Anziani evitando forme di papismo che purtroppo si verificano sempre più frequentemente? E' vero che il Signore cita L'Angelo della chiesa e parla del suo ministerio però la domanda è anche questa: secondo te il Signore ha parlato così perché vi era già un Pastore che governava la chiesa o perché Egli sapeva già in anticipo che si sarebbe messo in mezzo questa figura Principale nella Comunità? e poi gli Anziani non sono da Paolo chiamati anche loro Vescovi? (Atti 20:28) e Paolo non dice egli a loro che devono "Pascere la chiesa di Dio? allora cosa abbiamo, un pastore (cioè un Anziano Vescovo) che è maggiore degli altri Anziani o Vescovi chiamati a loro volta Pastori? non sembra anche a Te che ci siamo allontanati dal modello di Conduzione Biblica della chiesa?

Fratello, ribadisco che in base a quanto è scritto negli Atti degli apostoli le Chiese erano governate da un collegio di anziani e non si può dire che a capo di ogni comunità ci fosse un pastore coordinato da un collegio di anziani. Io mi attengo a quanto è scritto e a quanto si evince da una lettura globale del libro degli Atti. Ma ribadisco pure che da quello che è scritto nell'Apocalisse a capo di ognuna delle sette chiese c'era un pastore che è chiamato "l'angelo della Chiesa". La posizione ministeriale di questo ‘angelo' si evince anche da alcune cose che vengono dette specificatamente all'angelo. Per esempio all'angelo della Chiesa d'Efeso il Signore dice che lui aveva messo alla prova quelli che si chiamavano apostoli e non lo erano e li aveva trovati mendaci (cfr. Apoc. 2:2), a quello di Pergamo rimproverò di avere nella comunità di quelli che professavano la dottrina di Balaam e anche quella dei Nicolaiti (Apoc. 2:14-15), e a quello di Tiatiri che egli tollerava Jezabel che insegnava cose false e seduceva i servi del Signore (Apoc. 2:20); a quello di Sardi, il Signore ordinò di essere vigilante e di raffermare il resto che stava per morire (cfr. Apoc. 3:2), e di ricordarsi di quanto aveva ricevuto (cfr. Apoc. 3:3), poi gli dice di avere alcuni pochi in Sardi che non avevano contaminato le loro vesti (cfr. Apoc. 3:4).

Queste sono espressioni che come puoi vedere erano rivolte a qualche credente autorevole che aveva la responsabilità di vegliare e di pascere la Chiesa e dato che questa responsabilità ce l'ha il pastore si deduce che quelle comunità avevano un pastore a condurle, questo naturalmente non significa che il pastore non avesse degli anziani o dei diaconi ad assisterlo.

Guarda, le forme di papismo a livello di Chiesa locale si possono verificare sia se la Chiesa ha un pastore e un collegio degli anziani, e sia se la Chiesa ha solo un collegio di anziani (come nel caso di certe Chiese Evangeliche).

Il papismo infatti si verifica ogni qual volta qualcuno che pasce il gregge di Dio invece che pascere vuole signoreggiare il gregge del Signore. Quindi il fatto che una Chiesa ha un pastore, non equivale a dire che quel pastore è un ‘papa' o un ‘dittatore', perché quel pastore se è un uomo mansueto come Mosè non signoreggerà affatto il popolo di Dio. Ho detto come Mosè perché quest'uomo fu costituito da Dio "il pastore del suo gregge" (Is. 63:11) cioè del popolo d'Israele, ma non per questo Mosè fu un dittatore. Rimase mansueto senza inorgoglirsi e riuscì a pascere il gregge di Dio nel deserto. Perché mai un credente non potrebbe pascere un gregge se costituito pastore sopra di esso da Dio come nel caso di Mosè? Certo a Mosè furono associati degli anziani, ma il pastore rimase lui.

Dunque, quando fu scritta l'Apocalisse le sette chiese dell'Asia erano già condotte ciascuna da un pastore.

Per quanto riguarda il nome da dare a questo credente io lo chiamo pastore e vescovo; un po' come nel caso di Gesù che è chiamato "il Pastore e Vescovo delle anime nostre" (1 Piet. 2:25); Pastore perché pasce; Vescovo perché sorveglia infatti il termine greco per vescovo cioè episcopos significa ‘sorvegliante'. Gli anziani invece solo vescovi, anche se comunque devono anch'essi pascere il gregge di Dio (1 Piet. 5:2 e Atti 20:28).

No, non mi pare che ci siamo allontanati dal modello di conduzione biblica della Chiesa. Ripeto se Dio dona il ministerio di pastore ad un credente e questo adempie il ministerio datogli dal Signore con ogni umiltà non ci saranno rischi che egli diventi un ‘papa', come anche credo che se ogni anziano eletto dalla Chiesa adempie il suo ufficio ubbidendo al Signore in quella comunità dove ci sono solo anziani non ci saranno casi di ‘papismo'.

E poi non dimenticarti che non perché un credente sia stato costituito pastore sopra una comunità questo significa che egli possa insegnare o fare quello che vuole; egli deve infatti rimanere pur sempre sottomesso alla Parola di Dio. E se dovesse sviarsi insegnando cose perverse o compiendo scandali, il Signore per certo lo castigherà e lo rimuoverà se non si ravvede. In alcuni casi la rimozione consiste nel farlo morire; ci sono stati dei casi in cui dei pastori dopo essersi sviati, non avendo accettato la correzione del Signore, sono stati da lui messi a morte. Quindi, occorre stare tranquilli, sapendo che il Signore vigila pure sui pastori e non solo sulle pecore affidategli. Riconosco che nella sua posizione egli sarà tentato di signoreggiare il popolo di Dio; ma comunque sia alla fine se dovesse mettersi a signoreggiare i credenti il Signore penserà lui a come punirlo per il suo orgoglio.

Butindaro Giacinto


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