Uno sarà preso e l'altro lasciato (Luca 17:34)

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Domanda:

La mia domanda è molto semplice in relazione all'oggetto:
" Io vi dico: in quella notte, due saranno in un letto; l'uno sarà preso, e l'altro sarà lasciato. Due donne macineranno assieme; l'una sarà presa e l'altra lasciata. Due uomini saranno............"

La riflessione non è per nulla polemica, solo per sapere, avuto riguardo che non ha alcuna ripercussione sulla salvezza. Se due persone sono in un letto: per esempio due credenti, marito e moglie; come posso conciliare la Parola di Dio sul fatto che " uno sarà preso e l'altro lasciato? " E' una semplice curiosità, ma trovare una giusta risoluzione all'argomento è molto importante, per rispondere ad alcuni quesiti che vengono posti da taluni pretestuosi. Taluni commentatori mi hanno fornito la seguente risposta:
”Il marito in quell'attimo non si trovava in una condizione di grazia e non viene rapito, la moglie viceversa gode il beneficio di andare con il Signore”.
E' accettabile una così semplice soluzione ?
Oppure altri mi hanno molto schiettamente detto:
“Uno è credente l'altro no !!!!!”
Sono risposte con un fondamento biblico, oppure bisogna ricercare altrove la risposta più compiuta?
Attendo di leggerVi al più presto, ringraziando.


Risposta:

Pace a te dal Signore nostro Gesù Cristo,

per un corretto intendimento di quel testo bisogna avere chiaro nella propria mente e nel cuore la risposta alle domande seguenti: “un credente, realmente nato di nuovo, può perdere la salvezza? e, di conseguenza, non essere rapito dal Signore quando Egli verrà dal cielo?”

Una volta dimostrato questo punto risulterà più comprensibile il passo di Luca 17:34.

Gesù tante volte ha messo in guardia i suoi dal perseverare nella fede e nel dimorare nella sua Parola, adesso citiamo alcuni di questi passi.

La prima categoria, quella della strada, rappresenta tutti coloro che non credono nell'evangelo, e, come si può facilmente comprendere, quelli che non credono non entrano nel regno dei cieli.

Il secondo, il terreno roccioso, rappresenta tutti coloro che credono subito alla Parola di Dio che viene loro annunziata, ripeto credono, nascono di nuovo, ma quando la loro fede viene messa alla prova con delle persecuzioni a cagion della Parola di Dio, si traggono indietro; la Parola dice che “credono per un tempo”. Anche questi non saranno rapiti dal Signore e non entreranno nel regno dei cieli.

Il terzo, il terreno con le spine, rappresenta i credenti che hanno creduto, ma si impegnano in cose mondane e nei piaceri della vita, addirittura si fanno ingannare dalle ricchezze materiali di questo mondo; quindi, neppure questi entreranno nel regno dei cieli.

L'ultimo terreno, che rappresenta i cuori che non hanno niente a che vedere con gli altri tipi già esaminati in precedenza, cuori che portano frutto; solo questi entreranno nel regno dei cieli.

Da notare che solo quest'ultimo terreno porta frutto e Gesù non gradisce gli alberi infruttuosi e quelli che fanno frutti cattivi.

Per sviarsi, cioè deviare dalla retta via, occorre essere prima dentro la retta via e poi avviene una variazione di direzione di marcia che porta fuori dalla retta via.

Ci sono dei credenti che si sviano dalla fede, nel testo che stiamo esaminando sono quelli che si danno all'amore del denaro, che diventano avidi e quindi diventano idolatri e gli idolatri non entrano nel regno dei cieli.

Poni mente a ciò che dice Giovanni: “…se uno vede il suo fratello…” quindi sta parlando di credenti, di fratelli in fede, dei quali, se qualcuno commette il peccato che mena a morte, non può essere di nuovo purificato dal sangue di Gesù: il peccato che mena a morte è RINNEGARE Gesù Cristo. Per un tale peccato commesso da un ‘fratello', Giovanni ci dice che non dobbiamo neppure pregare, e farlo sarà una cosa inutile perché il Signore non ci ascolterà, perché così ha detto nella sua Parola.

Lo scrittore agli Ebrei qui sta dicendo che le persone che sono state illuminate dalla Parola di Dio, che hanno gustato il dono celeste (che è la nuova nascita ovvero la vita eterna), che sono stati fatti partecipi dello Sprito santo (cioè lo Spirito santo è entrato in loro e vi abitava), che hanno gustato l'adempimento delle varie promesse della Parola di Dio e i potenti doni di Dio, se cadono non possono essere purificati più dal sangue di Gesù.

Questa caduta si riferisce al rinnegare Cristo non ad un comune peccato che può essere commesso. Tale tipo di peccato non perdonabile è ancora spiegato meglio in Ebrei 10:26-29: “Perché, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non resta più alcun sacrificio per i peccati; rimangono una terribile attesa del giudizio e l'ardor d'un fuoco che divorerà gli avversari. Uno che abbia violato la legge di Mosè, muore senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. Di qual peggior castigo stimate voi che sarà giudicato degno colui che avrà calpestato il Figliuol di Dio e avrà tenuto per profano il sangue del patto col quale è stato santificato , e avrà oltraggiato lo Spirito della grazia ?”

Ecco descritto il peccato che mena a morte, questo peccato consiste nel calpestare il Figliol di Dio, tenere per profano il sangue di Gesù col quale è stato purificato da ogni peccato e oltraggiare lo Sprito santo che abita in lui; in una parola tutto ciò è “RINNEGARE Cristo Gesù” e tutto quello che Lui ha fatto.

L'apostolo Paolo mette in guardia gli anziani di Efeso da certe cose, ma dice anche che fra loro stessi sarebbero sorti uomini che avrebbero insegnato cose perverse, dice “fra loro stessi”, cioè fra coloro che erano lì davanti a lui c'era qualcuno che avrebbe iniziato a insegnare cose perverse.

Leggi attentamente ciò che dice: “… ci saranno anche fra voi falsi dottorie, rinnegando il Signore che li ha riscattati…”, quindi sta parlando di falsi dottori che un tempo erano veri dottori, dottori che hanno rinnegato il Signore che li ha riscattati dalla potestà delle tenebre e li ha trasportati nel regno del suo amato Figliolo. Le anime di tutti costoro dove pensi che il Signore le faccia precipitare?

Il Signore vuole che tu sia avveduto e non disavveduto; pensa per tempo a servire il Signore e a santificarti e non quando sarà tardi!

Tutti questi passi ci dicono che tra gli uomini che hanno accettato Gesù nel proprio cuore e che sono nati di nuovo, nei quali lo Spirito santo è venuto ad abitare, vi sono coloro che rinnegano Cristo oppure non vivono una vita obbediente al Signore e non osservano i suoi comandamenti, oltre che non serbare la fede fino alla fine; per tali motivi non saranno rapiti da Gesù quando tornerà dal cielo.

Veniamo ora a rispondere alla domanda sul passo di Luca 17:34.

Abbiamo dimostrato biblicamente che non tutti quelli che sono nati di nuovo e per un tempo hanno avuto fede, entreranno nel regno dei cieli, ma solo quelli che perseverano nella fede e nella obbedienza ai comandamenti di Dio sino alla fine; pertanto, possiamo dire con certezza che il passo di Luca 17:34 ci dice che sarà preso solo chi ha la fede ed ha perseverato in essa fino alla fine, fino al momento in cui sarà preso. D'altro canto, non saranno presi sia coloro che non hanno mai accettato Gesù come loro personale salvatore, sia coloro che un tempo hanno sì creduto, ma non hanno perseverato nella fede fino alla fine.

Queste cose le ha dette Gesù ai suoi discepoli ( 17:22 di Luca: “Disse pure ai suoi discepoli: …") per metterli in guardia ed esortarli a perseverare nella fede sino alla fine senza stancarsi.

Infatti, il senso del discorso di Gesù è quello di mettere in guardia i credenti dallo stare pronti per il suo ritorno. Quelle parole sono rivolte ai credenti per insegnare loro che non devono stancarsi di aspettare il Signore e, tra le altre cose, ci fa sapere che non tutti saranno rapiti; quelli che non avranno vegliato non saranno rapiti e non entreranno nel regno dei cieli.

Concludo dicendo che non sono d'accordo con coloro che dicono che una delle due persone non ha mai realmente creduto, perché abbiamo dimostrato che sia quelli mai nati di nuovo sia quelli che sono nati di nuovo ma non hanno perseverato nella fede.

Gesù insegnava ai suoi discepoli che chi non crede non entra nel regno dei cieli; ma il Signore Gesù ha pure insegnato che al suo ritorno non tutti quelli che avranno creduto persevereranno nella fede fino alla fine per essere rapiti nel giorno del Signore: (Matteo 22:14) “Poiché molti son chiamati, ma pochi eletti.”

I chiamati sono coloro che hanno ricevuto la purificazione dei peccati e sono nati di nuovo, ma tra loro c'è una parte di eletti che entrano nel regno dei cieli perché avranno perseverato nella fede sino alla fine senza stancarsi, invece gli altri non vi entreranno.

[Fratelli, in virtù di quello che è stato detto sopra, vi supplico di santificarvi, di perseverare nella preghiera, nella fede e nella lettura della Parola di Dio, per conoscere la perfetta volontà di Dio e non rimanere fuori quando il giorno del Signore verrà.]

Spero di aver risposto secondo le tue necessità, anche se riconosco che se uno ha sempre sentito nella sua comunità che il credente non può perdere la salvezza troverà strane queste parole, ma io ho fiducia nel Signore che non le mie parole ti convincano ma la Parola di Dio. Se chiederai al Signore Egli ti farà intendere la verità.

Che l'Eterno ti guardi da ogni male dandoti sempre ciò che il tuo cuore desidera.

Pace.

Salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù: Giuseppe Piredda.

[Sent: Thursday, November 06, 2008 7:04 PM]


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Su questo argomento leggi anche il mio studio biblico: Il peccato che conduce a morte.
E ancora lo studio di Butindaro Giacinto: Una volta salvati sempre salvati.

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