[...] "I Salmi di Davide, sian molti o pochi gli scritti realmente da lui, furono più largo fonte di consolazione e d'insegnamento qualsivoglia altra parte delle Scritture ebree. Vi splengono qualità di mente e percezioni religiose non espresse prima nei sacri libri, ma squisitamente caratteristiche di Davide: l'amore della natura, il sentimento del peccato, la sincera ardente fede e comunione in Dio. Nessun'altra parte del Vecchio Testamento s'aggiusta tanto al Nuovo. I Salmi sono le uniche effusioni di pietà ricevute nell'universa chiesa cristiana; fra Abissini, Greci, Latini, Puritani, Anglicani."
Queste parole d'un collaboratore di Guglielmo Smith si potrebbero commentare con altre di Herder, di Alfredo Maury e di altri critici moderni. Si potrebbe cercare quali Salmi siano più manifestamente di David, o più probabilmente d'altra mano; e rifare la storia di quel re con le sue poesie. [...]
- Tratto dall'Avvertenza di Giovanni Paleario - |